L'expo di Milano del 1881

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Il concerto degli allievi dell'Istituto tenuto all'Esposizione del 1881.

L'Istituto dei Ciechi all'Esposizione che lanciò l'industria italiana

L’Esposizione del 1881 fu un avvenimento di straordinaria importanza per Milano e registrò un eccezionale afflusso di pubblico, con 750mila visitatori in sei mesi.

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Le radici della solidarietà

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La storia dell'Istituto dei Ciechi di Milano

 La storia dell'Istituto dei Ciechi è storia di Milano e dei milanesi che lo hanno voluto e sostenuto a partire dal 1840. L'ideazione dell'Istituto risale al lontano 1836 e ha un nome: Michele Barozzi. Il Barozzi iniziò il suo incarico presso la "Pia Casa di Industria" sita in Via San Vincenzo, organizzando un reparto per i non vedenti. Il nascente Istituto trovò nei Conti Mondolfo i suoi principali benefattori, essi acquistarono spazi presso Porta Nuova, ove l'Istituto si trasferì. Niente era più comunicativo, infatti, della bontà nel mondo milanese dell'800. Era dunque naturale che il suo esempio facesse non pochi proseliti.

Nel 1864, l'Istituto di Milano aveva adottato, primo in Italia, l'alfabeto "Braille", destinato ad assumere una così grande importanza nella istruzione dei ciechi. Il 12 ottobre del 1892 l'Istituto lasciava la sede di Porta Nuova per quella definitiva di Via Vivaio. "Così, senza un piano prestabilito", è scritto in un opuscolo uscito proprio alla vigilia della prima guerra mondiale, "ma per nativa espansione di un'idea che parve santa, l'idea dei ciechi aveva fatto il suo buon cammino. Anche in questo, Milano si era messa alla testa delle altre città d'Italia. E sorgerà l'Asilo per i bambini ciechi in quanto era indispensabile avere una scuola materna, preparatoria.

La sede dell'Istituto dei Ciechi fu progettata dall'Arch. Giuseppe Pirovano e edificata in seguito ad un importante lascito. La costruzione, inaugurata il 3 novembre 1892, è sorta con lo scopo di ospitare i fanciulli non vedenti e curare la loro istruzione. Nel 1925 l'Istituto realizzerà il pensionato Casa Famiglia. Nel 1926 l'Istituto dei Ciechi è dichiarato Istituto Scolastico ed è posto alle dipendenze del Ministero della Pubblica Istruzione. Nel 1933 le Scuole elementari vengono parificate.

Nel 1939 vede l'istituzione della Scuola di Avviamento Professionale per ciechi: essa assorbe il laboratorio di vimini, la falegnameria e il maglificio. La minaccia dei bombardamenti, durante la seconda guerra mondiale, consiglia lo sfollamento che si effettua con l'inizio del 1943. Nel 1946 l'Istituto riapre le porte alla propria comunità, l'anno successivo la sede riprende la sua vita normale. Negli ultimi decenni molti cambiamenti sono intervenuti a ridare nuovo impulso all'operato dell'Istituto orientando le scelte verso nuovi servizi più aderenti ai moderni concetti di assistenza e di educazione. È questa, in sintesi, la storia di una Istituzione che ormai è entrata nel cuore dei milanesi e che si impone all'ammirazione di tutto il Paese. È la storia di una istituzione che da più di 170 anni continua ad operare per il bene dei ciechi.

Clip tratta da “170 anni Istituto dei Ciechi di Milano” di Giacomo Gatti - Italia 2010.

I pazzi convegni degli scapigliati

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L'osteria del Polpetta, i caffé, l'Ortaglia di via Vivaio: a spasso fra i luoghi storici della scapigliatura milanese.

di Vincenzo Ernani

Nella seconda metà dell’Ottocento qualcuno definiva il quartiere di Corso Monforte come una “Montmartre milanese”. Il paragone è forse un po' esagerato, ma rende bene il clima di fermento artistico che regnava nella Milano di quegli anni.

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Erminia Nardi

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Storie, personaggi e volti che hanno fatto il bene delle persone non vedenti

ErminiaSquareL’Istituto dei Ciechi, come numerose altre istituzioni assistenziali e ospedaliere lombarde, dispone di una raccolta dei ritratti dei suoi più importanti benefattori. Nel palazzo di via Vivaio sono custodite infatti circa 200 opere che commemorano i benefattori più ragguardevoli che ha avuto l’Ente milanese a partire dalla sua fondazione nel 1841. I ritratti sono realizzati secondo il modulo fisso dell’effige a olio su tela a tre quarti di figura, al naturale e delle dimensioni di 145 per 100 centimetri. Quei volti appesi alle pareti che scrutano severi il visitatore che percorre i corridoi dell’Istituto raccontano esemplari storie di generosità sono le tessere di quel meraviglioso mosaico che è la tradizione della solidarietà ambrosiana. Queste opere dunque rimandano a uno dei tratti caratterizzanti l’identità milanese e per questo sono da considerarsi un patrimonio non solo dell’Istituto ma della città intera.

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Custodi della memoria

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L’Archivio storico dell’Istituto, un prezioso patrimonio di documenti a disposizione di ricercatori e cittadini

archivioICM04openAl secondo piano del palazzo di via Vivaio si trova un locale molto particolare. Dopo le aule del centro di consulenza tiflopedagogica e il museo Louis Braille, dove sono esposte le macchine storiche sui metodi di scrittura e lettura per Ciechi, si trova una sala dove è custodita la memoria del nostro Istituto.
Qui, fra scatole di legno cartonato, carpette colorate, raccoglitori allineati sugli scaffali è conservata gran parte della documentazione prodotta dall’Ente a partire dalla sua fondazione nel 1840 e arrivata sino ai giorni nostri. È la sede dell’Archivio storico, dove si custodiscono diverse tipologie di documenti (relativi all’amministrazione, alle attività, al patrimonio, ai benefattori, al personale e agli allievi) sedimentati in circa un secolo e mezzo di storia.

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Il fondatore dell'Istituto dei Ciechi di Milano Michele Barozzi

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michele barozziLa nascita dell'Istituto e l'opera del fondatore

Francesco Giovanni Baldassarre Michele Barozzi era nato a Milano il 6 maggio 1795, nel “terraggio” del Ponte dei Fabbri al n. 3540 (oggi via dei Fabbri 13). La casa, di proprietà del Pio Albergo Trivulzio, doveva essere stretta: i “terraggi” erano le viuzze addossate alla cerchia dei Navigli dal lato interno, a ridosso del canale.

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Il museo Louis Braille

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I beni storico-artistici dell’Istituto diventano raccolta museale

Pubblico durante una visita guidata al Museo Louis Braille

L’Istituto dei Ciechi di Milano invita la città alla scoperta delle opere d’arte, degli strumenti didattici e musicali, dei documenti e delle fotografie custoditi nella sede di via Vivaio. Il patrimonio storico artistico dell’Istituto, raccolto attraverso i lasciti e donazioni dei benefattori a partire dalla sua fondazione, è oggi in mostra al Museo Louis Braille. Questi beni sono stati infatti riconosciuti dalla Regione Lombardia quale raccolta museale con decreto n° 8/10947 del 30 dicembre 2009.

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