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In piedi e con l’abito talare mentre, con lo sguardo rivolto all’osservatore, indica con la mano un volume di sacre scritture: così viene raffigurato dal pittore Francesco De Magistris il benefattore dell'Istituto dei Ciechi Clemente Secondi
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Domenico Scotti, divenuto cieco nel 1848, dedicò particolare impegno alla beneficenza. Nel suo testamento riservò all’Istituto dei Ciechi la somma di seimila lire con l’obbligo della celebrazione annuale di una messa di suffragio
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La marchesa Marianna Belcredi, vedova Confalonieri, morì in Milano il 24 novembre 1848. Due anni dopo, l'Istituto dei Ciechi commissionò il ritratto gratulatorio al pittore Francesco De Magistris
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Giuseppe Antonio Piatti, morto nel 1853 in Vimercate, riservò all'Istituto dei Ciechi un legato di ottocento pezzi d’oro, del valore di 20 franchi l'uno. In sua memoria venne commissionato un ritratto al pittore Francesco De Magistris
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Stimato pedagogista, Monsignor Bernardo Ranieri assunse la direzione del settore educativo dell'Istituto dei Ciechi nel 1868, succedendo al fondatore Michele Barozzi. Durante la sua direzione, durata 11 anni, sostenne il rinnovamento delle metodologie didattiche e promosse la realizzazione di un nuovo asilo destinato alla formazione dei giovani ciechi
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Carlo Ronchetti morì a soli trentun anni d'età nel 1875, nominando erede universale l'Istituto dei Ciechi di Milano. Per onorare la memoria dello munifico benefattore, l’Istituto commissionò allo scultore Giosuè Argenti un grandioso monumento funerario da erigersi nel Cimitero Monumentale
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Carlo Staurengo, deceduto nel 1852, legò all’Istituto dei Ciechi una cartella di rendita sul Monte del Regno Lombardo Veneto ammontante a duecento fiorini annui. Il ritratto in sua memoria venne realizzato l'anno successivo dal pittore Francesco De Magistris