"Buon Cuore" e "Alba Serena": i bollettini storici del nostro Istituto

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Pagine dei bollettini Alba serena e Buon cuoreL’archivio storico dell’Istituto conserva gelosamente le raccolte a stampa edite dall’Istituto[1] nel corso degli anni: “Buon Cuore”(anni 1906-1915) e “Alba Serena bollettino mensile per il bene dei ciechi” (anni 1923-1972) giunte sino a noi in preziosi volumetti che occupano a pieno titolo un posto di rispetto accanto ai documenti storici. Queste riviste sono fonti importanti di notizie e curiosità sui più disparati temi, arricchiscono gli avvenimenti e fatti storici e completano le sfaccettature dei personaggi dell’epoca, aiutando a ricostruirne la biografia.

Il periodico settimanale “Buon Cuore” era stato fondato da Monsignore Luigi Vitali (1876-1915) nel 1902 allora rettore dell’Istituto ed ebbe tiratura fino al 1916, data in cui dovette chiudere il suo ciclo per le condizioni precarie di salute del suo fondatore. Nel “Buon Cuore” articolato in un breve sommario dai titoli: Beneficenza, Religione, Educazione ed Istruzione, “Amici del Bene”, trovavano spazio i notiziari fedeli dell’attività dell’Istituto, le recensioni dei saggi scolastici della comunità degli allievi, le idee e i fermenti sociali, culturali e religiosi dell’epoca nonché gli slanci della caritativa milanese attraverso oblazioni e sottoscrizioni. Grazie proprio a tale pubblicazione e alla raccolta di fondi lanciata dallo stesso Vitali nasceva l’Asilo Convitto per i piccoli ciechi nel 1910 in un locale dell’edificio, che in seguito porterà il suo nome.

Il programma morale del “Buon Cuore” sarà poi riassunto e arricchito da Monsignore Pietro Stoppani nuovo rettore della comunità nel 1923, con la fondazione di “Alba Serena”. Sul novello periodico bimestrale corredato da una rubrica filologica si potevano leggere articoli letterari, musicali, dialettali e geografici divenendo così una fonte di informazioni su studi e ricerche a tutto tondo; tra cui si citano gli articoli manzoniani di Paolo Bellezza l’insigne accademico umanista sui personaggi dei Promessi Sposi e quelli sul dialetto milanese utilizzato dal Manzoni. Non mancavano tuttavia la registrazione delle attività assistenziali e didattiche dell’Istituto, gli avvenimenti salienti della comunità, le recensioni delle composizioni artistiche degli allievi, i nominativi dei benefattori soprattutto esponenti della ricca borghesia lombarda.

Nel 1938 il bollettino cambia il nome in “Come d’Autunno” declinandosi in una versione crepuscolare dettata anche dal particolare periodo storico che lo attraversava. Tale versione prosegue fino al 1953, anno in cui assumerà nuovamente la denominazione originaria di “Alba Serena” grazie al nuovo direttore editoriale il poeta Nino Pivetta che reggerà le sorti del bollettino fino al luglio 1961 infondendogli una nuova vivacità letteraria e di contenuti.

A partire da quell’anno fino al 1972, anno di cessazione della collana, la veste grafica e gli argomenti trattati si sono adeguati alle esigenze del tempo con i nuovi direttori editoriali che si sono succeduti senza mutarne comunque il carattere originale.

Enrica Panzeri Archivista


[1] Del “Buon Cuore” purtroppo non possediamo la collezione nella sua integrità, solo i volumi datati dal 1910 al 1915 e alcuni numeri sparsi dentro le pratiche d’archivio (anni 1906, 1909 e 1916). Più completa appare la serie della rivista “Alba Serena” con una lacuna cronologica degli anni 1956 e 1957.

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