I nostri allievi - Antonietta Banfi (Milano, 1832 - Cerro Maggiore, 1869)

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Ritratto di Antonietta Banfi dipinto sul soffitto a volta della Sala BarozziQuando venne ammessa dal fondatore e direttore Michele Barozzi presso la Pia Casa d’Industria e di Ricovero di San Vincenzo nel 1840, Antonietta Banfi aveva otto anni, la prima allieva assieme a Giuseppe Fabbrica a varcare la soglia del nuovo ente per accedere agli studi.

Nata il 18 luglio 1832 da Antonio Banfi e Angela Gariboldi, la giovane risiedeva con la numerosa famiglia nel vicolo di Sant’Aquilino, parrocchia di San Lorenzo. Antonio Banfi, già padrone macellaio e proprietario di una casa nella contrada dei Fiori, era stato costretto a chiudere bottega e, per mantenere la famiglia, doveva arrangiarsi facendo il mediatore di bestiame bovino e talvolta anche il garzone. Dei sette figli solo il maggiore lavorava e la famiglia non godeva di alcun sussidio o soccorso parrocchiale. Ammessa presso l’Istituto quindi a carico dell’asse elemosiniere, Antonietta era completamente cieca dall’occhio sinistro, mentre dal destro era in grado di distinguere i colori. In compenso, come rilevava il medico dell’Istituto, la bambina era “assai sviluppata nelle facoltà intellettuali”. Avviata in diversi rami d’istruzione, negli studi musicali e nei lavori manuali in particolare nel confezionamento di tappeti e ricami colorati, riuscì sempre bene; ed essendo la più capace tra le compagne venne nominata maestra sussidiaria, ruolo che consolidò con la sua assunzione presso l’Istituto.

Litografia di Antonietta Banfi che suona l'arpaMa l’eccellenza e la fama Antonietta le raggiunse grazie allo strumento dell’arpa, infatti nel giro di breve divenne indiscussa protagonista delle esibizioni pubbliche milanesi calcando diversi teatri tra cui la Scala e riscuotendo sempre grandi consensi. Questa notevole abilità le venne riconosciuta anche dall’arciduca Massimiliano, governatore generale del Regno Lombardo Veneto quando in visita presso l’Istituto come segno di compiacimento decise di donarle “un’arpa di notevole valore”.

Colpita dalla malattia della tisi e trasferitasi da Milano a Cerro Maggiore alla ricerca di un clima più salubre, la morte la raggiunse il 24 agosto 1869, a soli 37 anni.

Michele Barozzi con i due primi allievi dell'IStituto: Antonietta Banfi e Antonio AscensioNelle sue ultime volontà Antonietta dispose che l’arpa regalatale dall’arciduca Massimiliano fosse donata alla sua amica e collega Maria Menegozzo e che altri beni di sua proprietà andassero ad allievi dell’Istituto. L’Istituto dei Ciechi di Milano a ricordo della sua prima allieva e poi maestra fece porre una lapide commemorativa presso il cimitero di Cerro Maggiore.

L’effige di Antonietta Banfi è ricordata nel quadro del pittore Francesco De Magistris che raffigura l’allegoria della fondazione dell’Istituto dei Ciechi assieme al direttore Michele Barozzi e al compagno di studi Giuseppe Fabbrica.

Enrica Panzeri Archivista

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