Diritto allo studio, la mobilitazione continua

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Studente ipovedente utilizza un pc con visualizzazione a caratteri ingranditi.

Non si attenua la preoccupazione per il futuro scolastico delle ragazze e dei ragazzi con disabilità visiva. Il processo di riordino delle funzioni delle province ha determinato rallentamenti e vuoti nell’esercizio delle funzioni relative all’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilità fisiche o sensoriali. Nel marzo 2016 una sentenza del Tar lombardo aveva accolto il ricorso dell’UICI di Milano contro la Città metropolitana per aver tagliato i fondi destinati al finanziamento dei servizi di tiflodidattica. Un passo importante per ripristinare il diritto allo studio per tutti gli studenti - violato per mere esigenze di bilancio - ma non risolutivo della complessa situazione creatasi dopo la riforma delle province.

A meno di due mesi dall’inizio del nuovo anno scolastico la situazione è quindi difficile, con migliaia di alunni disabili visivi che non sanno se potranno continuare a fruire dei servizi educativi integrativi (trascrizione dei libri di testo in caratteri braille e in caratteri di stampa ingranditi, produzione e distribuzione degli ausili tiflodidattici e tifloinformatici, trasporto casa-scuola-casa, consulenza tiflodidattica).

La Presidenza Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti lancia così un altro forte segnale, inviando una lettera a firma del Presidente Mario Barbuto ai ministri del Governo e al premier Matteo Renzi, chiedendo di conoscere quali interventi a favore degli alunni con disabilità fisiche o sensoriali siano stati realizzati attingendo allo stanziamento di 30 milioni di euro della legge 125 agosto 2015, e quanti dei 70 milioni della legge di stabilità 2016 siano stati destinati all’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale di questi alunni.

Nella lettera si richiede anche che siano accantonati, a decorrere dal 2017, fondi idonei a garantire livelli essenziali di prestazione in materia di assistenza educativa per gli alunni con disabilità visiva e in materia di servizi di supporto organizzativo all’inclusione scolastica (trasporto casa-scuola-casa, somministrazione di farmaci in orario scolastico, ecc.).

Nel testo si richiede anche di evitare l’eccessiva frammentazione delle risorse attribuendo queste funzioni alle Città metropolitane e alle Province/Enti di area vasta e di monitorare la qualità delle prestazioni erogate da soggetti terzi.

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