Scuola, la lettera beffa ai disabili «Ci scusiamo per disagi e ritardi»

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Aula scolastica

«Scusandoci sin da ora per il disagio arrecato e per i possibili ritardi nell’avvio degli interventi...». Oltre duemila famiglie di Milano e hinterland hanno ricevuto ieri una lettera che si conclude con queste parole. Il «disagio» e i «ritardi» per i quali si chiede scusa non riguardano un cantiere fuori tempo o un guasto alla rete elettrica, bensì la fragile quotidianità di almeno 2.300 ragazzi disabili. Perché destinatarie della missiva, su carta intestata «Città metropolitana di Milano», sono le famiglie degli studenti che per frequentare la scuola hanno bisogno di assistenza o trasporto. E che, per una banale quanto grave mancanza di fondi, all’indomani dell’inizio dell’anno scolastico non sono ancora garantiti.

Dunque le nefaste previsioni sono confermate. Tanto che l’ex Provincia ha scelto di uscire allo scoperto scrivendo direttamente agli utenti dei servizi mancanti: «Vi informiamo che Città metropolitana di Milano per attivare nei tempi più brevi possibili gli interventi a favore dei vostri figli intende chiedere la collaborazione agli Uffici di Piano del territorio metropolitano e agli istituti scolastici». Tradotto significa chiedere a tutti di arrangiarsi. Tant’è che il consigliere della Città metropolitana Alberto Centinaio — che tra le sue competenze ha la disabilità e il sostegno alle categorie più deboli — ha spedito una lettera analoga anche ai sindaci e agli assessori competenti, convocati il 29 settembre. «Vi chiediamo di continuare a garantire la vostra collaborazione per poter attivare gli interventi nei tempi più rapidi possibili».

Insomma, ci risiamo. Ricomincia la scuola, ma non per tutti. Per gli studenti affetti da disabilità sensoriali non è garantito quanto serve per partecipare davvero alle lezioni. Per esempio l’assistenza alla comunicazione, offerta da una figura professionale che permetta al ragazzo cieco o sordo di relazionarsi con quanto accade attorno a lui . «La delega agli ambiti territoriali non garantisce omogeneità dei servizi, lo abbiamo già sperimentato lo scorso anno — spiega Rodolfo Masto, commissario straordinario dell’Istituto dei ciechi — noi cerchiamo di compensare, ma di fronte a risorse e a gestioni difformi chi ci va di mezzo sono i ragazzi e le loro famiglie».

In entrambe le lettere la Città metropolitana spiega che l'origine dei disagi e dei ritardi sta nella mancata erogazione da parte della Regione di 3,428 milioni di euro, stanziati dal governo proprio per questo tipo di interventi. Una cifra che, comunque, basta per coprire il trimestre settembre-dicembre. E dopo? Nelle lettere si legge che «prosegue il confronto con la Regione per ottenere gli ulteriori fondi necessari», ma né il consigliere Centinaio né altri all'interno della Città metropolitana forniscono ulteriori spiegazioni su questo. Si sa che dai conti elaborati a Palazzo Isimbardi risulta che il Pirellone dovrebbe erogare altri 607 milioni per coprire il fabbisogno di servizi rivolti ai disabili per tutto il 2017. Ma l'assessore regionale al Bilancio Massimo Garavaglia ricostruisce diversamente il labirinto finanziario e, a sua volta, scarica la responsabilità al livello superiore: il governo. «I 3,428 milioni destinati alla Città metropolitana — spiega — anche noi li stiamo aspettando: sono ancora bloccati a Roma, ma non appena arrivano giriamo immediatamente il bonifico». E per quanto riguarda i 6 o 7 milioni che la Città metropolitana ritiene debbano essere versati dalla Regione? «Noi abbiamo persino aumentato di 40 milioni il nostro contributo ai territori —    dice Garavaglia — il loro problema è che hanno difficoltà enormi di bilancio e che il governo ha tagliato ulteriormente i fondi destinati alle ex province. Auguriamoci che a Roma si rendano conto che per questi servizi servono risorse adeguate». Amaro il commento di Rodolfo Masto: «Non è ammissibile la precarietà su queste cose. Proprio mentre tanti si riempiono la bocca parlando del valore e delle emozioni delle Paralimpiadi...».

Giampiero Rossi
dal Corriere della Sera - Ed. Milano del 14 settembre 2016

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