A rischio l'Atto europeo sull'accessibilità

Postato in News
Bandiere della UE di fronte all'edificio delle commissioni europee a Bruxelles.

Venerdì 13 luglio 2016, la Commissione Cultura del Parlamento europeo ha votato a favore della rimozione dei servizi di media audiovisivi, programmi televisivi ed e-book compresi, dall’Atto europeo sull'accessibilità, il che significa che essi non devono essere accessibili. La Commissione ha approvato la proposta della sua relatrice responsabile su questo tema, on. Petra Kammerevert (Socialisti e Democratici), e della portavoce del Partito popolare europeo nella commissione stessa, on. Sabine Verheyen, che limita notevolmente il campo di applicazione della legge.

In questo modo, 80 milioni di persone con disabilità in Europa corrono il rischio di veder negato l'accesso ai programmi televisivi e ai libri digitali, che sono strumenti essenziali per la cultura e l'informazione nella nostra società. Ciò costituisce un chiaro esempio di esclusione sociale e di discriminazione e viola i diritti sanciti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità che l'UE ha ratificato. Tra l'altro, nel suo articolo 30, la Convenzione precisa che “gli Stati parti riconoscono il diritto delle persone con disabilità a prendere parte su base di uguaglianza con gli altri alla vita culturale e adottano tutte le misure adeguate a garantire che le persone con disabilità abbiano accesso a programmi televisivi, film, spettacoli teatrali e altre attività culturali, in formati accessibili.”

Commentando la votazione, il presidente dell’EDF - European Disability Forum, Yannis Vardakastanis, ha dichiarato: "Il Parlamento europeo ha sempre combattuto per difendere i diritti delle persone con disabilità. Facciamo affidamento sul Parlamento europeo e sulla sua Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (IMCO), che ha la responsabilità principale in merito alla direttiva, affinché essa sia conforme alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e affinché 80 milioni di europei con disabilità non siano esclusi dall’accesso ai servizi di media audiovisivi e ai libri digitali. L'UE ha l'obbligo di essere in linea con la Convenzione ONU che ha ratificato. Negare alle persone con disabilità l'accesso ai programmi televisivi e ai libri digitali e, pertanto, l'accesso alle informazioni e alle attività culturali è un’evidente discriminazione, esclusione sociale e una violazione della Convenzione”.

Anche il presidente della Commissione dell’Unione Europea dei Ciechi per le relazioni con le Istituzioni Europee, Rodolfo Cattani, ha dichiarato che “gli emendamenti con i quali si elimina, dalla proposta di Atto Europeo sull’Accessibilità, il riferimento ai servizi di media audiovisivi costituiscono un attacco senza precedenti al diritto di accesso all’informazione e alla cultura da parte delle persone cieche e ipovedenti e uno sfregio alla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle persone con Disabilità.”

Mario Barbuto, Presidente nazionale dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, auspica che i parlamentari europei eletti in Italia sappiano contribuire a sanare la ferita inferta dal Parlamento europeo a 80 milioni di persone con disabilità in Europa. "Chiameremo tutti i nostri rappresentanti nazionali a Bruxelles ad un impegno chiaro e convinto accanto alle persone con disabilità perché vengano assicurati i loro diritti di cittadini", aggiunge Barbuto.

Questo sito o gli strumenti installati forniti da terze parti si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella pagina di policy & privacy.

Chiudendo questo banner o proseguendo la navigazione si acconsente all'uso di cookie.