L'auto si rompe? Ti soccorre un cieco

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«Buongiorno sono Jessica come posso aiutarla?» la voce calma dell'operatrice ti rassicura mentre spieghi il problema. Lei dalla centrale operativa ti trova il mezzo di soccorso indicandoti l'officina più vicina e il tempo necessario per il recupero. Non ti immagini che il tuo angelo custode sia una persona non vedente che armeggia sul computer con display braille e un programma di sintesi vocale. Sarà lei che farà arrivare il carroattrezzi in quella strada deserta dove non passa nessuno.

 

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Jessica fa parte dei nove operatori con disabilità visiva assunti quest'anno a tempo indeterminato dalla compagnia Allianz Global Assistance Italia, società che opera nelle assicurazioni di viaggio. Quando un'automobilista si trova in panne sul bordo di un'autostrada o in una dimenticata strada di montagna potrebbe chiedere aiuto proprio a una di loro. L'azienda ha sviluppato in Italia il progetto pilota Mylight, per promuovere le pari opportunità lavorative per persone con disabilità visiva. Per ora sono dieci le posizioni che sono state riservate alle persone non vedenti o ipovedenti di età compresa fra i 28 e i 43 anni. Ma visti i buoni risultati potrebbero aumentare. Il nuovo personale è stato selezionato e formato con il supporto dell’Istituto dei Ciechi di Milano e con il sostegno della Provincia di Milano.

Il centro informatico dell'Istituto dei Ciechi ha poi contribuito allo sviluppo del software Mylight utilizzato dagli operatori per gestire le chiamate. L'applicativo supporta il non vendente nelle fasi di lettura e gestione delle richieste attraverso la sintesi vocale che guida nella compilazione dei campi “leggendo” la pagina. Insieme a questo programma vengono impiegati gli indispensabili ausili informatici per non vedenti, come il display braille e le cuffie binaurali dotate di doppio canale audio per leggere ciò che si trova sullo schermo tramite la sintesi vocale e allo stesso tempo ascoltare il cliente.

Nella centrale operativa di Milano, dove dieci operatori disabili visivi hanno preso servizio, sono stati effettuati interventi sugli ambienti di lavoro, ripensando il modo di condividere gli spazi aziendali. Per facilitare la mobilità è stato introdotto un percorso podotattile (bande in rilievo sul pavimento che facilitano l'orientamento), è stata sostituita la moquette con materiale di differente consistenza e colore, sono stati posati segnalatori a terra in corrispondenza degli ingombri a muro. Anche la presenza dei cani guida, insostituibile aiuto alla mobilità per alcuni non vedenti, è stata gestita con semplici accorgimenti per tutelare la sicurezza e il benessere di tutti.

Lo stesso team di 25 persone che all’interno di Allianz Global Assistance ha sviluppato MyLight ha partecipato a Dialogo nel Buio, il percorso sensoriale dove i visitatori sono guidati da non vedenti allestito dal 2005 presso l’Istituto dei Ciechi di Milano. Un modo semplice e diretto per comprende la realtà quotidiana che vivono persone con disabilità visiva e per mettere a punto quei piccoli accorgimenti nell'ambiente di lavoro che possono fare la differenza. Le scritte in braille alla macchinetta del caffè per esempio o, ancora più importante, la coesione fra colleghi che deriva dalla reciproca conoscenza.

«Il progetto MyLight» spiega Paola Corna Pellegrini, amministratore delegato di Allianz Global Assistance in Italia «rappresenta un motivo di orgoglio per la nostra azienda. L’integrazione di personale con disabilità visive all’interno della Centrale operativa, considerata un punto nevralgico del nostro business, è la dimostrazione concreta che crediamo fortemente in questo progetto. MyLight ci ha fatto crescere come azienda e come individui, permettendoci di sviluppare ulteriormente la nostra capacità di lavorare in team per gestire situazioni complesse, valorizzando le peculiarità e le differenze di ciascuno di noi. Il prossimo passo sarà selezionare e inserire il decimo operatore con disabilità visive nel nostro organico».

Marco Rolando

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