Il libro tattile: tra concretezza e fantasia

on . Postato in Integrazione

Copertina di Libro scatenatoLa VI edizione del Concorso Nazionale di editoria tattile illustrata "Tocca a te" presso il Museo MAXXI, pur essendosi svolto alla sua scadenza biennale - la V edizione si è tenuta nel 2019 - ha avuto, quest'anno, il sapore della ripresa, del ricominciare, facendo sentire, noi della giuria, come testimoni di un passaggio tra un prima e un dopo il 2020, pur trovandoci noi tutti ancora pienamente in una fase di "allerta sanitaria". Colleghi e amici della giuria che ho avuto l'onore di presiedere insieme al professor Michele Borra vice Presidente della Federazione. Colgo l'occasione per ringraziare tutti per il prezioso lavoro svolto unitamente a tutto lo staff della Federazione a partire da Pietro Vecchiarelli e Stefano Alfano.

Nella giornata conclusiva sono intervenuti anche il Presidente della Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi Rodolfo Masto e la Vice Presidente dell'UICI Nazionale Linda Legname con un loro saluto di incitamento e soddisfazione per il successo della manifestazione foriera di ulteriori sviluppi.

Anche quest'anno i testi inviati, circa 150, frutto del lavoro e dell'impegno di educatori, insegnanti, creativi, genitori, illustratori, hanno presentato un panorama poliedrico e, posso dire, caleidoscopico dell'immagine tattile. E quando la manifestazione apre al pubblico guardo sempre con interesse lo stupore, l'incredulità, di chi non conosce la realtà educativa dei bambini e ragazzi che non vedono, di fronte ai tavoli su cui sono esposti i lavori e ciò mi offre l'occasione per alcune, direi doverose ancorché sintetiche, osservazioni culturali e pedagogiche sul libro tattile.

Intanto portiamo subito in evidenza un aspetto. Prima ancora di ogni altra considerazione questi libri hanno come scopo l'incontro, lo stare insieme, il condividere, il giocare tra bambini vedenti e non vedenti. Sono, i libri tattili, portatori di un messaggio che supera le barriere, spesso, troppe volte frutto di pregiudizi sostenuti da idee purtroppo diffuse ma di basso profilo educativo. Vogliono essere libri che costruiscono ponti, che aprono alla comunicazione, che si adattano alle diverse situazioni di gioco, di coinvolgimento emotivo e di approccio sensoriale. Sono per tutti.

Orientando queste mie osservazioni nella direzione della specificità, metto in risalto il fatto che i bambini che non vedono hanno diritto al libro e in senso più ampio, come tutti gli altri bambini, fin dalla primissima infanzia, hanno il diritto alla narrazione, al racconto, alla parola raccontata dalla voce del papà e della mamma, dell'educatore o di chi sta con loro. E qui parliamo, pensando alla prima infanzia, alle parole che nascono, fioriscono dall'oggetto che il bambino comincia a tenere tra le mani, un libro, un oggetto che ha la straordinaria caratteristica di essere non solo letto, ma un libro che diventa una fonte di parole sentite/oggetti da toccare, una straordinaria sorgente per la crescita dei pensieri prima ancora di conoscere la parola scritta.

Oltre alla parola condivisa il nostro bambino comincia ad usare le mani (toccare, sfiorare, prendere, afferrare, stringere) per sentire sensazioni e dar loro un nome, conoscere oggetti, superfici, forme, tessiture, temperature, consistenze, che si trovano su un libro chiamato, appunto, "tattile".

È chiaro che ogni stimolo emozionale porta ad imparare qualcosa, ma ciò per dire che il libro tattile non segue tanto una traccia legata alle fasi dello sviluppo cognitivo del bambino, contrassegnate dalla gradualità, pur conservandola sempre come sfondo, quanto un andamento aperto alla fantasia, uno sviluppo che segue altre vie, sensibile alle scintille narrative, alle parole che suscitano domande, curiosità e che cominciano, attraverso le diverse sensazioni e situazioni, a fissare significati.

Non siamo qui, come si evince, sempre e strettamente, sul piano "dell'apprendimento" ma su quello emozionale. Il libro tattile, un libro educatore per il bambino che non vede, ha, tra gli altri, lo scopo di costruire un'atmosfera relazionale, un legame affettivo. La parola nata dal libro (letta, scoperta, narrata) in quella situazione intima, legata a qualcosa che, su quelle pagine (di carta, di legno, di stoffa...) si tocca, si accarezza, si stringe, esprime anche una dimensione di carattere affettivo. Si costruisce una relazione empatica - che è relazione attiva - (etimologicamente sentire dentro).

"Tocca a te" va in questa direzione, pensa ad un bambino protagonista dell'imparare a muovere le mani, prima in un gioco spontaneo aperto alle sensazioni per arrivare, poi, a sviluppare sempre più prassie intenzionali capaci di leggere, successivamente, la parola scritta in Braille.

Il libro tattile vuole soddisfare anche il bisogno di approccio immediato del bambino con le forme, le figure, grazie al deciso impatto sensoriale dei manufatti.

Nello stesso tempo il genitore ha la possibilità, anche in questa azione, di sentirsi genitore alla pari degli altri, di farsi interprete del mondo (anche di quello magico) per il bambino che non vede. Un genitore "intero", non solo curante, sostitutivo, vicariante per il vivere pratico-quotidiano del bambino, ma un genitore che copra anche la sfera dell'empatia, dell'emozione, della comunicazione nella sua massima estensione più coinvolgente.

Libri tattili pensati per i bambini con problemi della vista ma, dicevamo, aperti a tutti, libri tattili che, come tali, parlano il linguaggio di tutti i bambini, a partire proprio dal "metterci le mani sopra", dal toccare, staccare, tirare, far scorrere, scoprire, riconoscere, confrontare. Un'operazione cognitiva veramente inclusiva.

Quest'anno il premio al "Miglior Libro Italiano" è andato alle sorelle Claudia e Anna Costa per "Libro Scatenato", un libro tattile ma anche fortemente materico nell'accessorio della catena con lucchetto che, come motivazione della giuria "... celebra i diritti civili e l'aspirazione alla libertà per tutti i popoli, adottando un piano metaforico chiaro e accessibile anche ai bambini. Tratta un tema attuale e complesso con delicatezza e ironia, chiudendo con un messaggio di speranza". Un lavoro che permette a insegnanti e educatori di affrontare la tematica della libertà, vissuta, cercata, negata attraverso stimoli visivi e tattili particolarmente significativi.

Da segnalare la scelta del "Miglior libro Giuria giovani" costituita da bambini e bambine, ragazzi e ragazze presieduta da Anna Maria Gargiulo, una giovanissima studentessa non vedente neoliceale coadiuvata da due operatrici tiflologiche dell'Istituto Sant'Alessio di Roma. Dopo un vivacissimo dibattito la giuria giovani ha orientato la propria scelta verso il testo, "Una casa per Fiammetta", ricco di sollecitazioni e immagini tattili, degno di vincere perché, dicono i ragazzi "ci siamo semplicemente divertiti un mondo a leggerlo, abbiamo riso e abbiamo giocato a lungo con le immagini".

Gli altri premi sono andati al miglior libro d'artista, al miglior libro didattico, al miglior libro primissima infanzia. La sesta edizione ha visto l'ex aequo per il miglior libro d'artista: "Diversi" di Marcella Basso, volto a mettere in risalto la dimensione relazionale del tatto e la dimensione dell'incontro creativo delle mani, e "L'Architettura (Cosa fa)" di Roberta Bridda, che ha posto in rilievo le geometrie essenziali dell'architettura in un gioco di "dentro e fuori" non privo di accenti poetici. Un lavoro che potrà anche avere sviluppi interessanti sul piano dell'approfondimento artistico e culturale.

Oltre alle premiazioni sono anche state attribuite diverse menzioni speciali per libri tattili centrati su particolari tematiche o problematiche educative quali: la menzione per il libro pensato per bambini con disabilità complessa, per i libri del cuore, per il miglior libro in stoffa e per il libro tattile riferito alla cultura museale attribuita al gruppo che ha curato il libro sul Museo Palatino.

La Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi unitamente all'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti credono molto nella evoluzione di questa iniziativa che comprende un arco di attenzioni tiflopedagogiche, educative e culturali molto vaste con l'intento di diffondere sempre di più e meglio il profondo messaggio che il libro tattile vuole contribuire a mantenere vivo nel contesto della cultura dell'inclusione: il principio dell'incontro, dello stare insieme, del condividere, del saper accogliere e dell'imparare usando sempre più "libri scatenati".

di Giancarlo Abba
da Correre dei Ciechi, ottobre 2021

Tutti i libri premiati

 

Il libro tattile: tra concretezza e fantasia

La VI edizione del Concorso Nazionale di editoria tattile illustrata "Tocca a te" presso il Museo MAXXI, pur essendosi svolto alla sua scadenza biennale - la V edizione si è tenuta nel 2019 - ha avuto, quest'anno, il sapore della ripresa, del ricominciare, facendo sentire, noi della giuria, come testimoni di un passaggio tra un prima e un dopo il 2020, pur trovandoci noi tutti ancora pienamente in una fase di "allerta sanitaria". Colleghi e amici della giuria che ho avuto l'onore di presiedere insieme al professor Michele Borra vice Presidente della Federazione. Colgo l'occasione per ringraziare tutti per il prezioso lavoro svolto unitamente a tutto lo staff della Federazione a partire da Pietro Vecchiarelli e Stefano Alfano.
Nella giornata conclusiva sono intervenuti anche il Presidente della Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi Rodolfo Masto e la Vice Presidente dell'UICI Nazionale Linda Legname con un loro saluto di incitamento e soddisfazione per il successo della manifestazione foriera di ulteriori sviluppi.
Anche quest'anno i testi inviati, circa 150, frutto del lavoro e dell'impegno di educatori, insegnanti, creativi, genitori, illustratori, hanno presentato un panorama poliedrico e, posso dire, caleidoscopico dell'immagine tattile. E quando la manifestazione apre al pubblico guardo sempre con interesse lo stupore, l'incredulità, di chi non conosce la realtà educativa dei bambini e ragazzi che non vedono, di fronte ai tavoli su cui sono esposti i lavori e ciò mi offre l'occasione per alcune, direi doverose ancorché sintetiche, osservazioni culturali e pedagogiche sul libro tattile.
Intanto portiamo subito in evidenza un aspetto. Prima ancora di ogni altra considerazione questi libri hanno come scopo l'incontro, lo stare insieme, il condividere, il giocare tra bambini vedenti e non vedenti. Sono, i libri tattili, portatori di un messaggio che supera le barriere, spesso, troppe volte frutto di pregiudizi sostenuti da idee purtroppo diffuse ma di basso profilo educativo. Vogliono essere libri che costruiscono ponti, che aprono alla comunicazione, che si adattano alle diverse situazioni di gioco, di coinvolgimento emotivo e di approccio sensoriale. Sono per tutti.
Orientando queste mie osservazioni nella direzione della specificità, metto in risalto il fatto che i bambini che non vedono hanno diritto al libro e in senso più ampio, come tutti gli altri bambini, fin dalla primissima infanzia, hanno il diritto alla narrazione, al racconto, alla parola raccontata dalla voce del papà e della mamma, dell'educatore o di chi sta con loro. E qui parliamo, pensando alla prima infanzia, alle parole che nascono, fioriscono dall'oggetto che il bambino comincia a tenere tra le mani, un libro, un oggetto che ha la straordinaria caratteristica di essere non solo letto, ma un libro che diventa una fonte di parole sentite/oggetti da toccare, una straordinaria sorgente per la crescita dei pensieri prima ancora di conoscere la parola scritta.
Oltre alla parola condivisa il nostro bambino comincia ad usare le mani (toccare, sfiorare, prendere, afferrare, stringere) per sentire sensazioni e dar loro un nome, conoscere oggetti, superfici, forme, tessiture, temperature, consistenze, che si trovano su un libro chiamato, appunto, "tattile".
È chiaro che ogni stimolo emozionale porta ad imparare qualcosa, ma ciò per dire che il libro tattile non segue tanto una traccia legata alle fasi dello sviluppo cognitivo del bambino, contrassegnate dalla gradualità, pur conservandola sempre come sfondo, quanto un andamento aperto alla fantasia, uno sviluppo che segue altre vie, sensibile alle scintille narrative, alle parole che suscitano domande, curiosità e che cominciano, attraverso le diverse sensazioni e situazioni, a fissare significati.
Non siamo qui, come si evince, sempre e strettamente, sul piano "dell'apprendimento" ma su quello emozionale. Il libro tattile, un libro educatore per il bambino che non vede, ha, tra gli altri, lo scopo di costruire un'atmosfera relazionale, un legame affettivo. La parola nata dal libro (letta, scoperta, narrata) in quella situazione intima, legata a qualcosa che, su quelle pagine (di carta, di legno, di stoffa...) si tocca, si accarezza, si stringe, esprime anche una dimensione di carattere affettivo. Si costruisce una relazione empatica - che è relazione attiva - (etimologicamente sentire dentro).
"Tocca a te" va in questa direzione, pensa ad un bambino protagonista dell'imparare a muovere le mani, prima in un gioco spontaneo aperto alle sensazioni per arrivare, poi, a sviluppare sempre più prassie intenzionali capaci di leggere, successivamente, la parola scritta in Braille.
Il libro tattile vuole soddisfare anche il bisogno di approccio immediato del bambino con le forme, le figure, grazie al deciso impatto sensoriale dei manufatti.
Nello stesso tempo il genitore ha la possibilità, anche in questa azione, di sentirsi genitore alla pari degli altri, di farsi interprete del mondo (anche di quello magico) per il bambino che non vede. Un genitore "intero", non solo curante, sostitutivo, vicariante per il vivere pratico-quotidiano del bambino, ma un genitore che copra anche la sfera dell'empatia, dell'emozione, della comunicazione nella sua massima estensione più coinvolgente.
Libri tattili pensati per i bambini con problemi della vista ma, dicevamo, aperti a tutti, libri tattili che, come tali, parlano il linguaggio di tutti i bambini, a partire proprio dal "metterci le mani sopra", dal toccare, staccare, tirare, far scorrere, scoprire, riconoscere, confrontare. Un'operazione cognitiva veramente inclusiva.
Quest'anno il premio al "Miglior Libro Italiano" è andato alle sorelle Claudia e Anna Costa per "Libro Scatenato", un libro tattile ma anche fortemente materico nell'accessorio della catena con lucchetto che, come motivazione della giuria "... celebra i diritti civili e l'aspirazione alla libertà per tutti i popoli, adottando un piano metaforico chiaro e accessibile anche ai bambini. Tratta un tema attuale e complesso con delicatezza e ironia, chiudendo con un messaggio di speranza". Un lavoro che permette a insegnanti e educatori di affrontare la tematica della libertà, vissuta, cercata, negata attraverso stimoli visivi e tattili particolarmente significativi.
Da segnalare la scelta del "Miglior libro Giuria giovani" costituita da bambini e bambine, ragazzi e ragazze presieduta da Anna Maria Gargiulo, una giovanissima studentessa non vedente neoliceale coadiuvata da due operatrici tiflologiche dell'Istituto Sant'Alessio di Roma. Dopo un vivacissimo dibattito la giuria giovani ha orientato la propria scelta verso il testo, "Una casa per Fiammetta", ricco di sollecitazioni e immagini tattili, degno di vincere perché, dicono i ragazzi "ci siamo semplicemente divertiti un mondo a leggerlo, abbiamo riso e abbiamo giocato a lungo con le immagini".
Gli altri premi sono andati al miglior libro d'artista, al miglior libro didattico, al miglior libro primissima infanzia. La sesta edizione ha visto l'ex aequo per il miglior libro d'artista: "Diversi" di Marcella Basso, volto a mettere in risalto la dimensione relazionale del tatto e la dimensione dell'incontro creativo delle mani, e "L'Architettura (Cosa fa)" di Roberta Bridda, che ha posto in rilievo le geometrie essenziali dell'architettura in un gioco di "dentro e fuori" non privo di accenti poetici. Un lavoro che potrà anche avere sviluppi interessanti sul piano dell'approfondimento artistico e culturale.
Oltre alle premiazioni sono anche state attribuite diverse menzioni speciali per libri tattili centrati su particolari tematiche o problematiche educative quali: la menzione per il libro pensato per bambini con disabilità complessa, per i libri del cuore, per il miglior libro in stoffa e per il libro tattile riferito alla cultura museale attribuita al gruppo che ha curato il libro sul Museo Palatino.
La Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi unitamente all'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti credono molto nella evoluzione di questa iniziativa che comprende un arco di attenzioni tiflopedagogiche, educative e culturali molto vaste con l'intento di diffondere sempre di più e meglio il profondo messaggio che il libro tattile vuole contribuire a mantenere vivo nel contesto della cultura dell'inclusione: il principio dell'incontro, dello stare insieme, del condividere, del saper accogliere e dell'imparare usando sempre più "libri scatenati".

Questo sito o gli strumenti installati forniti da terze parti si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella pagina di policy & privacy.

Chiudendo questo banner o proseguendo la navigazione si acconsente all'uso di cookie.