I nostri allievi - Enrico Ceppi (1923 – 1988)

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Il fascicolo di ammissione all'Istituto relativo a Enrico Ceppi Figlio di Emilio e Paolina Ceppi, Enrico Alessandro Ceppi nasce a Mariano Comense il 31 luglio 1923, terzo di quattro fratelli. Mentre era ancora giovanissimo si riscontrano i primi problemi alla vista che lo portano all’età di soli undici anni alla completa cecità. Nel 1933 è ammesso quindi all’Istituto dei Ciechi di Milano, a carico del “Lascito Famiglia - Opera Pia Prato pei Ciechi Poveri della Provincia di Como”.

Presso l’Istituto milanese, Enrico Ceppi riceve una “prima educazione severa e profonda”, come lui stesso ricordava in una lettera del dicembre 1940 al rettore, monsignor Pietro Stoppani, nella quale sottolineava anche l’importanza di quell’esperienza per la sua formazione religiosa. Terminato il ciclo di studi nel giugno del 1936, Ceppi lascia Milano per proseguire la sua istruzione presso l’Istituto dei Ciechi “Francesco Cavazza” di Bologna, il cui direttore era allora Paolo Bentivoglio, che, all’inizio del Novecento, era stato allievo dell’Istituto milanese[1].

Conseguito il diploma di abilitazione magistrale nel 1941 sempre a Bologna, dove venne in contatto con i temi della pedagogia e dell’educazione, che tanta parte avranno nella sua vita57, Ceppi fu incoraggiato da monsignor Stoppani a iscriversi alla scuola di tiflologia dell’Istituto “Vittorio Emanuele II” di Firenze[2] Le difficoltà logistiche che tale scelta avrebbe comportato lo indussero tuttavia a preferire il conseguimento della maturità classica, che preparò privatamente ottenendo brillanti risultati.

Copertina de I minorati della vistaDopo il diploma, Enrico Ceppi si iscrive alla facoltà di filosofia dell’Università degli Studi di Bologna, dove si laureò, sotto la guida dello psicologo Alberto Marzi (Firenze 1907-1983), con una tesi dal titolo “La percezione del mondo esterno nei ciechi”. Un tema che rimarrà sempre al centro dei suoi interessi e che sarà nuovamente affrontato e approfondito in diversi dei suoi scritti.

Lasciata Bologna, Enrico Ceppi si trasferisce a Roma per frequentare il corso di specializzazione presso la Scuola di metodo per gli educatori dei ciechi, dove sarebbe poi rimasto, quasi ininterrottamente, per il resto della sua vita, fino a diventare docente di pedagogia tiflologica e, dal 1965, preside della scuola trasformata nel 1960 in Scuola per la specializzazione degli insegnanti e degli educatori dei fanciulli ciechi intitolata ad Augusto Romagnoli. Sotto la sua direzione la scuola diviene “un centro attivo di ricerca scientifica e metodologica e si configurò come il primo centro medico-psicopedagogico indirizzato all’indagine relativa ai problemi dei non vedenti”.

Nel 1982, Ceppi viene eletto presidente della Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi, carica che mantiene fino alla morte. In questa veste egli si impegna per riavviare i rapporti della Federazione con l’Unione Italiana Ciechi e per intensificare la collaborazione con la scuola Romagnoli, che dirigeva.

La sua esperienza di educatore e il suo pensiero psicologico e pedagogico si trovano nei saggi pubblicati tra il 1957 e il 1965 sulla rivista “Luce con Luce”, edita dalla scuola “Augusto Romagnoli” e nei testi quali Minorazione della vista e apprendimento (1982), Il bambino non vedente pluriminorato (1984), Il bambino non vedente dalla scuola materna alla scuola elementare (1986). La sua opera fondamentale rimane tuttavia I minorati della vista, pubblicata per la prima volta nel 1969, dove sono trattate in maniera sistematica e organica le tematiche e i problemi relativi all’educazione dei ciechi. Degne di nota sono la partecipazione di Ceppi al dibattito sull’uso della nuova tecnologia dell’Optacon per la lettura dei non vedenti (Milano, 27 settembre 1977) e la presenza al convegno realizzato dall’Istituto con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti dal titolo “Un Mondo da Toccare. Evoluzioni, traguardi e prospettive nel processo educativo del non vedente in età evolutiva” (Milano, 1 giugno 1984)[3].

Enrico Ceppi morirà all’età di sessantacinque anni, il 17 agosto 1988[4].

Melissa Tondi
Responsabile beni culturali

Enrica Panzeri
Archivista


[1]ASICMi,Assistenza e Istruzione (Ex Beneficenza), Allievi,Allievi - Fascicoli Ammissioni, b.23, fasc.23

[2] S. Banchetti, Ricordo di Enrico Ceppi tiflologo, in “I Problemi della pedagogia”, n. 1-2, gennaio-aprile 1989, pp. 117-129

[3] Notizie tratte dall’’Archivio storico del Corriere della Sera

[4]ASICMi,Assistenza e Istruzione (Ex Beneficenza), Allievi, Allievi - Fascicoli Ammissioni, b.23, fasc.23

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