Alzheimer fest all'Istituto dei Ciechi

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In via Vivaio un incontro musicale ha lanciato la prossima festa a Gavirate dedicata ai pazienti affetti da Alzheimer

Per l'occasione è andata dal parrucchiere, si è fatta la ceretta. Arriva dalla casa di riposo Focris di Saranno, con la sua amica Odette e un paio di trafelate accompagnatrici: c'è anche lei, «l'attrice» Mariuccia Comandini, 80 anni, a questo assaggio milanese di Alzheimer Fest. Due parole che di norma non stanno mai insieme (un nome che è sinonimo di perdita, malattia, l'altro che va a braccetto con goliardia).

Eppure da festeggiare c'è. Molto. Ci sono le persone che ce l'hanno, per cominciare. E i familiari. E chi può fare la differenza nei percorsi di vita e di cura. Come le foto di Maurizio Cattelan che fanno da cartoline al Fest, la signora Comandini è l'emblema, uno dei tanti, di questo lato B dell'Alzheimer: ha interpretato «Il sogno di Mariuccia», il cortometraggio di apertura della mini festa di oggi.

Appuntamento venerdì 14 luglio all'Istituto dei Ciechi (in via Vivaio 7). Un gemellaggio di coraggio: Felice Tagliaferri, scultore non vedente, porterà un pezzo dell'opera ideata per l'Alzheimer Fest che avrà luogo a Gavirate, sul Lago di Varese, nei giorni 1-3 settembre. Nell'assaggio di luglio, il maestro scaligero Franco Viganò suona al pianoforte note di Schumann, brani scritti quando già il compositore era alle prese con quello che oggi chiameremmo degrado cognitivo, dove si parla di Paesi e genti sconosciute, di sogni e di giochi (la coincidenza del luogo: a mosca cieca).

La musica accompagna l'incontro, con le chitarre dell'associazione Music Secrets di Gavirate contorno del rinfresco finale. L'Alzheimer Fest non è distrazione dai problemi, indelicatezza verso chi soffre. E un'occasione gioiosa, dunque molto seria, per testimoniare che le persone continuano a essere persone, con diritti e passioni. Un modo per dire che il tempo della demenza può essere una stagione di vita. Porta un'energia contagiosa: una denuncia verso istituzioni che fingono di non vedere, un abbraccio verso chi crede che non ci sia più niente da fare, da celebrare.

Info

www.alzheimerfest.it