In occasione della Giornata Nazionale del Cane Guida che si è svolta mercoledì 16 settembre, abbiamo intervistato Gaspare, che da poco ha iniziato una nuova esperienza di vita

gaspareGaspare ha 41 anni, è un massofisioterapista non vedente e un grande sportivo. Alla sua famiglia composta da moglie e figlia, da qualche mese si è aggiunta un’altra presenza femminile, questa volta a quattro zampe. Si chiama Savana, ed è un simpatico labrador biondo.

Com’è maturata, Gaspare, la tua decisione di richiedere un cane guida?

Non è arrivata subito. Da bambino mi è stata diagnosticata la retinite e già da ragazzo la mia vista è peggiorata molto, ma la decisione di un cane guida è arrivata nel tempo, ponderandola molto bene, perché un cane guida, benché sia un ausilio e un prezioso aiuto, non è un bastone che la sera riponi ma un essere vivente, e il rapporto che devi avere con lui è di scambio reciproco. Per questa ragione inizialmente ho preferito valutare come si comportavano le altre persone che ne avevano uno, rimandando a lungo la mia decisione.

Ma poi la decisione è arrivata! Qual è l’iter per richiedere un cane guida?

Inizialmente l’associazione che se ne occupa chiede di compilare un questionario accurato in modo da associare e addestrare un cane che possa essere, caratterialmente, il più possibile compatibile con il non vedente (e viceversa). L’iter però è lungo, passano circa due anni per tutte le valutazioni e i successivi passaggi. L’affiancamento avviene solo quando il cane è addestrato, e serve a valutare se è pronto per questo compito, e se fra le due parti può davvero esserci intesa.

Come sono stati i primi giorni insieme a savana e com’è il rapporto con lei adesso?

I primi mesi di affiancamento sono molto importanti, bisogna creare un linguaggio, capire i movimenti reciproci, aggiustarsi. Ma in realtà l’addestramento non finisce mai, è un continuo imparare e allinearsi. Ma io sono stato molto fortunato con Savana: inizialmente si temeva fossimo troppo diversi, io sono uno sportivo molto attivo e lei, al contrario, ha un carattere più mite… ma alla fine questa diversità si è rivelata un punto di forza perché quando deve seguirmi per strada, lei è molto attenta e si attiva completamente, e quando svolgo il mio lavoro di massofisioterapista, non disturba mai, ma si rilassa beatamente come le piace fare.

Un incastro perfetto il vostro, allora?

Direi proprio di sì.

Cos’è cambiato nelle tue giornate da quando c’è Savana?

In realtà non ho stravolto le mie giornate, ma è lei che si è adattata molto bene ai miei ritmi, però se devo dirti una differenza che noto è il gioco e la socialità. Lei è molto bella è fa da catalizzatore, quindi se prima le chiacchiere con gli altri duravano un po’, ora durano il doppio.

Hai detto che è un rapporto di scambio il vostro, cosa intendi?

Che dev’essere un prendersi cura reciproco, ad esempio proprio questo week-end non è stata bene e abbiamo fatto una corsa dal veterinario, per fortuna è tutto ok ma mi sono preso un gran spavento. Come dicevo prima… è un essere vivente, e così come lei è molto attenta e precisa quando siamo in giro, anch’io sono attento al suo benessere, dalle cure al cibo. Con quest’ultimo devo ammettere di essere molto precisino. I Labrador tendono a ingrassare, così peso bene le porzioni in modo che resti in forma e in salute.

Per concludere la nostra bella chiacchierata, vuoi lanciare un messaggio personale per la giornata del cane guida?

A volte chi vede un cane guida si dispiace per il cane e questa credo sia una visione scorretta. Come dicevo prima, il rapporto è assolutamente reciproco e di scambio. Il cane svolge un compito quando è necessario, e questa attività può essere gratificante e stimolante anche per lui. Al contempo, un cane guida dispone anche di momenti di svago e relax. Savana, ad esempio, non tocca oggetti altrui ma ha un giochino che la fa impazzire e quando glielo diamo si scatena e diventa davvero buffa. Così come adora giocare con mia figlia, con la quale passa molto tempo. Ormai è parte della famiglia e da quando c’è lei, infatti, dico a tutti che non mi sembra più di avere una bambina, ma di averne due!

di Laura Fortugno

powered by social2s

Luce Magazine, Notiziario dell'Istituto dei ciechi di Milano

Testata giornalistica registrata dal Tribunale di Milano - Registro Stampa N. 337 del 25/10/2013