Teatro alla scala

Lunedì 23 novembre il Teatro alla Scala ospiterà una serata speciale a sostegno dell’Istituto dei Ciechi di Milano. Protagonista il Coro di Voci Bianche dell’Accademia del Teatro alla Scala, per un concerto il cui ricavato contribuirà all’ampliamento di Dialogo nel Buio

La musica, da sempre, è in grado di regalare emozioni intense, evocare ricordi e accompagnare momenti, a volte spensierati altri più solenni, della nostra vita. Ma ci sono occasioni in cui la musica usa la sua magia a favore della solidarietà. Ed è proprio ciò che accadrà lunedì 23 novembre al Teatro alla Scala di Milano, che aprirà le sue porte a una serata benefica dedicata all’Istituto dei Ciechi, con un concerto che vedrà protagonista il Coro di Voci Bianche dell’Accademia del Teatro alla Scala, diretto da Brunella Clerici.

Il programma propone una selezione di brani del repertorio classico e della tradizione lombarda, con pagine molto diverse tra loro: da La bella Gigogin a Le choeur des gamins - Les voici! Voici la quadrille! dalla Carmen di Georges Bizet, fino al celebre Va’ pensiero di Giuseppe Verdi.

Una serata di grande musica che avrà un obiettivo concreto: il ricavato del concerto contribuirà all’ampliamento di Dialogo nel Buio, il percorso permanente inaugurato nel 2005 all’interno dell’Istituto dei Ciechi di Milano. Un’esperienza che, attraverso l’assenza totale di luce e la guida di persone non vedenti, invita i visitatori a mettere in discussione le proprie abitudini percettive e a scoprire nuovi modi di comunicare, orientarsi e relazionarsi con gli altri.

Sostenere questo progetto significa contribuire a farlo crescere, offrendo a un numero sempre maggiore di persone la possibilità di vivere un’esperienza unica e preziosa, capace di aggregare, divertire, ma anche e soprattutto di offrire una sfida con sé stessi in grado di cambiare il modo di guardare le cose, anche dopo il ritorno alla luce.

Per conoscere meglio il significato di questa iniziativa, abbiamo incontrato il presidente della Fondazione promotrice del concerto, Rodolfo Masto, al quale abbiamo chiesto di raccontarci le ragioni della serata, il valore della collaborazione con il Teatro alla Scala e gli obiettivi che si vogliono raggiungere.

Presidente Masto, che significato ha per la Fondazione questa iniziativa, legata alla musica e organizzata al prestigioso Teatro alla Scala di Milano, e che cosa si augura possa lasciare al pubblico?

L'appuntamento alla Scala per l'Istituto dei Ciechi di Milano è diventata una tradizione. Ormai da qualche tempo la Fondazione festeggia i suoi anniversari presso il Teatro alla Scala con il quale esiste un legame profondo, sia per l'attenzione che il teatro rivolge alle persone non vedenti, sia per la disponibilità che ha sempre avuto nei confronti della Fondazione. Anche in questa circostanza, l’Istituto dei Ciechi incontra la città in uno dei luoghi più prestigiosi, per rinnovare il suo impegno di servizio in termini di qualità ma anche di quantità. Milano ha sempre risposto con grande generosità alle necessità dei ciechi e per festeggiare questa grande disponibilità e attenzione, credo non ci sia luogo migliore della Scala. Io sono certo che questo concerto, così come tutte le azioni di promozione che stiamo facendo, contribuiranno a rilanciare e a consolidare il rapporto d'amore e d'affetto che c'è fra l'Istituto dei Ciechi di Milano e la città.

Il ricavato del concerto sarà destinato all'ampliamento di Dialogo nel Buio. Perché avete scelto di investire proprio in questo progetto e quali nuove possibilità vorreste offrire ai visitatori?

Dialogo nel Buio è un'esperienza che lancia un messaggio forte e ribalta il nostro modo abituale di percepire la realtà, sicuramente non è stata una scommessa facile per l’Istituto ma, dopo oltre vent'anni dalla sua inaugurazione, possiamo dire di averla vinta. Quando abbiamo posto le basi di questa iniziativa non avremmo mai immaginato che a distanza così ravvicinata avremmo contato oltre cinque milioni di visitatori! Ma i numeri che ci rendono più orgogliosi sono quelli legati alle persone non vedenti che hanno trovato una possibilità di occupazione presso la mostra. I proventi del concerto saranno impegnati nell'ampliamento delle attività di dialogo, soprattutto per cercare di offrire nuove opportunità ai cittadini, come quella, ad esempio, del ristorante al buio. Non ci muove il ritorno economico, ma l’interesse che, anche in questa occasione, vogliamo creare nei confronti della mostra.

La musica ha la capacità di creare relazioni e suscitare emozioni, ma per la Fondazione ha un valore speciale di inclusione. Che cosa vi piacerebbe che le persone portassero con sé uscendo dal Teatro alla Scala?

Oltre al ricordo di un'esecuzione d'eccellenza così come tutte quelle che il Teatro alla Scala sa garantire, sicuramente il legame che esiste fra i ciechi e la musica. Ci tengo a ricordare che la musica è un linguaggio universale così come lo è il braille. La scrittura della musica è uguale in tutto il mondo, così come è in tutto il mondo è uguale il braille, questo è un grande legame che c'è fra i ciechi e la musica. Oltre al fatto che la musica, del passato e del presente, annovera grandi musicisti non vedenti. Ma quello che mi piace sempre ricordare è che a Milano, in particolare, non c'era chiesa importante che non potesse contare su uno o due organisti non vedenti, e al termine della messa, quando la gente si soffermava sul sagrato, il passaggio dell’organista non vedente dava un'immagine di integrazione alla città; un'immagine molto inclusiva. Ed è proprio quell'immagine positiva che, poi, ha aiutato i ciechi ad affermarsi nella vita e ad agevolare il loro inserimento professionale nella società. Questo legame fra i ciechi e la città di Milano non va dimenticato e deve continuare a crescere anche oggi. Questo aspetto spero resterà nei cuori dei milanesi, anche dopo il concerto.

di Laura Fortugno

Per prenotazioni:

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Biglietti da 5,00 a 100 euro (esclusa prevendita)

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Luce Magazine, Notiziario dell'Istituto dei ciechi di Milano

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