Archivio Storico
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Alla riscoperta delle allegorie dei benefattori dell’Istituto dei Ciechi di Milano
Un percorso tematico finanziato da Regione Lombardia dedicato a una tipologia di ritratto che racconta la straordinaria storia della beneficenza milanese e lombarda
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Allegoria in memoria di Alberico De Felber di Francesco De Magistris
Il dipinto, commissionato dall’Istituto dei Ciechi al pittore Francesco De Magistris (Milano 1807-1865), rappresenta due fanciulle cieche che sostano in raccoglimento davanti a un’erma sopra la quale è collocato il busto marmoreo del benefattore Alberico De Felber -
Allegoria in memoria di Angelina Scotti Perego (1870 - 1941)
«La mia mente è rivolta alla memoria del mio caro defunto Achille perciò seguo i suoi desideri che mi aveva espresso durante la sua esistenza». Con queste parole Angelina Scotti espresse la motivazione profonda che la spinse a destinare numerosissimi lasciti a enti di assistenza e cura, tra cui l'Istituto dei Ciechi di Milano, e alla Galleria d'Arte Moderna di Milano -
Allegoria in memoria di Angelina Sobacchi Sommaruga
Angela Sobacchi, figlia di Luigi Sobacchi e di Rosa Corradi, nasce in Santo Stefano Lodigiano nel 1872. Vedova di Pasquale Isidoro Sommaruga fu Battista, muore il 10 agosto 1951 nella sua casa milanese di via Piero della Francesca all’età di settantanove anni.
Con il testamento olografo del 22 luglio 1941, pubblicato negli atti del notaio Domenico Moretti il 25 ottobre 1951, lascia le case di via Piero della Francesca 74 all’Ospedale dei Bambini a metà con la persona che l’ha assistita Pilla Cea e, quella di via Procaccini 21, in due porzioni equivalenti all’Istituto dei Ciechi e al pronipote Gianfranco Camozzi. Altre somme le destina alla domestica e all’amica Maria Camerani e “ai poveri della parrocchia di Santo Stefano al Corno”.
L’Istituto vende la propria quota dello stabile ereditato nel 1955 ricavando la somma di venticinque milioni di lire. Dal momento che della benefattrice non viene rintracciata alcuna immagine, l’Amministrazione decide di dedicare alla sua memoria un dipinto allegorico dal tema “Il cieco che lavora”. Incaricato dal Presidente Virginio Pozzi della esecuzione il 17 febbraio 1959, il pittore Orfelio Cesari (Pavia, 1912 - Milano, 2008) consegna l’opera ultimata il 2 febbraio del 1960.
Il pittore sperimenta una rappresentazione simbolica incentrata su due diagonali dove l’Istituto dei Ciechi compare al centro, affiancato da due sezioni del volto umano sopra a cui si eleva una fila di tre occhi chiusi illuminati da una colomba appena accennata.

Orfelio Cesari
Allegoria in memoria di Angelina Sobacchi Sommaruga
Olio su tela, 1959 -
Allegoria in memoria di Antonio Ratti
Antonio Ratti, figlio di Francesco Ratti e di Rosa Maria Sironi, muore celibe all’età di ottantuno anni il 24 aprile 1878, due mesi dopo aver stilato le proprie disposizioni testamentarie, pubblicate negli atti del notaio Luigi Marinoni. Nel testamento Antonio Ratti, assecondando le intenzioni del fratello Gioachino e della sorella Caterina, defunti rispettivamente nel 1863 e nel 1870, nomina erede universale l’Istituto dei Ciechi, che entra in possesso di un asse netto di quasi ottantatremila lire, con alcuni piccoli legati da soddisfare. -
Allegoria in memoria di Dolores Vecchiotti Ridella
Dolores Vecchiotti Ridella è una delle poche benefattrici dell'Istituto dei Ciechi di cui si conservano due ritratti, eseguiti da due pittori diversi dopo la sua morte avvenuta nel 1956. Il motivo non fu il lascito particolarmente generoso che la benefattrice fece all'Ente, ma altre circostanze legate al caso e alla volontà del marito Antonio Ridella -
Allegoria in memoria di Francesca Colleoni
Francesca De Maestri, figlia del nobile Antonio e vedova del conte Federico Colleoni, scompare in Milano il 9 aprile 1908. Con suo testamento segreto del 23 marzo 1907 (pubblicato negli atti del notaio milanese Enrico Bosisio l’11 aprile 1908) nomina erede universale la sorella già benefattrice dell’Istituto insignita della benemerenza, donna Paolina De Maestri Baragiola Belinzoni, lasciando all’Istituto dei Ciechi un legato di lire 20.000.
L’Istituto deciderà di destinare la somma per l’ampliamento dei refettori dell’Asilo Mondolfo, ente che ospitava i giovani ciechi usciti dai corsi elementari privi di assistenza e di occupazione. In vita, la benefattrice fu donna assai impegnata nelle opere caritative a beneficio della comunità. In Castano Primo si attivò nel 1902 per erigere un ospedale destinato ai malati meno abbienti che divenne alla sua morte “l’Opera Pia Francesca Colleoni De Maestri” (ente morale R. D. 17 marzo 1910).
L’allegoria pittorica in memoria della benefattrice, che raffigura “una signora che leva le spine alla esistenza d’un bambino cieco”, viene realizzata nel 1909 dal pittore Arturo Albertazzi (Novara, 1881 – Ghiffa, 1917) per la somma di lire 350.
Sepolta vicino al marito presso il cimitero Monumentale di Milano, l’iscrizione sulla lapide ricorda la sua “lunga vita spesa per opere di Fede e Carità”.

Arturo Albertazzi
Allegoria in memoria di Francesca De Maestri Colleoni
Olio su tela, 1909Altre risorse
Foto dell'Ospedale de Maestri Colleoni: scheda catalogo Sirbec
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Allegoria in memoria di Giuseppina Guggelloni
Giuseppina Guggelloni chiese per le sue esequie “funerali modestissimi e nessun annuncio sui giornali”, nonostante possedesse un significativo patrimonio fra risparmi, titoli, obbligazioni e azioni. Alla sua morte avenuta nel 1954 nominò eredi universali l'Istituto dei Ciechi di Milano e la Piccola Opera per la Salvezza del Fanciullo -
Allegoria in memoria di Pietro Merzagora
Il commerciante Pietro Merzagora, appartenente a una facoltosa famiglia, nasce nel 1818 in Cannobio da Giuseppe Merzagora e da Antonia Zaccheo e vive di rendita grazie alle sostanze ereditate dai genitori -
Allegoria in memoria di Spiridione Gialdi
Spiridione Gialdi, originario di Sabbioneta, proprietario terriero di diversi beni nella provincia di Mantova, morì in Parma dove era domiciliato da pochi anni, il 23 ottobre 1880 -
Archivio Meraviglioso: istruzioni per una sperimentazione sul patrimonio culturale
Giovedì 29 settembre dalle 17.00 alle 18.30, in via Vivaio 7, si terrà l’evento di presentazione della piattaforma collaborativa per la digitalizzazione e la divulgazione del patrimonio culturale dell’Istituto dei Ciechi di Milano -
Custodire e raccontare: un bilancio di esperienze nella gestione del patrimonio culturale dell'Istituto
L’Istituto dei Ciechi di Milano parteciperà al convegno "Dallo studio alla valorizzazione: esperienze a confronto sul patrimonio culturale in Lombardia", organizzato dalla Regione il 124 giugno 2021: un’occasione per raccontare le nostre attività e delineare i progetti futuri
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L’angelo della montagna
Martino Antonio Troncatti entrò all’Istituto dei Ciechi come allievo nel1962. Diplomatosi a Padova come massofisioterapista, nel lavoro e nella vitasi distinse per la grande carica umana, per la naturale predisposizione al dialogo e all'ascolto, tanto da venire soprannominato dagli amici “l’angelo della montagna”. È venuto a mancare nel marzo 2020 a causa del Covid, ma suo ricordo rimane vivissimo tra le persone che lo hanno conosciuto -
Michele Barozzi - Allegoria della Fondazione di Francesco de Magistris
Commissionato al pittore Francesco De Magistris (Milano, 1807-1865) il dipinto raffigura al centro, il fondatore dell’Istituto dei Ciechi di Milano, Michele Barozzi con ai lati i primi due ospiti, Giuseppe Fabbrica e Antonietta Banfi.
