Imparo con le dita

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I rapporti dell’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) evidenziano negli ultimi anni una crescita costante del numero degli alunni con disabilità nelle scuole italiane, affiancata da un incremento delle situazioni a rischio di esclusione. «La presa in carico di questi ragazzi da parte del sistema scolastico – si legge nella relazione Istat 2019 - deve avvalersi sempre più di accomodamenti ragionevoli che supportino l’alunno con disabilità nel suo percorso scolastico personalizzato e che permettano all’alunno di sperimentare nel contesto di vita “Scuola” una piena ed inclusiva partecipazione». Particolarmente delicata risulta la situazione dei bambini e dei ragazzi con pluridisabilità i quali, sempre secondo l’Istat, sarebbero esposti a vivere una condizione di svantaggio quando sia presente un deficit di salute mentale. In un anno l’aumento degli alunni con disabilità ha superato il 3 per cento (corrispondente a più di 10 mila studenti) e questo dato ci fa capire come la questione debba essere affrontata con il massimo impegno

Mani di bambino che esplorano un supporto didattico tattileL’Istituto dei Ciechi di Milano, in sintonia con l’evolversi di questi scenari, sta dedicando sempre maggiore attenzione agli utenti con disabilità plurime, offrendo servizi specifici, attività di supporto nello studio e spazi idonei. Ne sono esempio la prossima apertura del Centro Diurno Disabili presso la casa di sede di via Vivaio, di cui si sono quasi ultimati i lavori.

L’altro segnale di attenzione, su cui vogliamo qui soffermarci, è il nuovo progetto promosso dal direttore di Area Scientifica Franco Lisi, finalizzato alla realizzazione di materiali didattici rivolti agli studenti non vedenti o ipovedenti con disabilità aggiuntive.

La produzione di Materiali didattici è da tempo uno dei fattori strategici dei servizi tiflologici offerti dall’Istituto per sostenere nello studio i bambini e i ragazzi non vedenti. Per questo motivo, è particolarmente sentita la necessità di mantenere aggiornati i materiali in relazione alle mutevoli esigenze espresse dalla scuola.

 

«Il panorama scolastico sta mutando. Sono in aumento gli studenti pluridisabili ed emerge sempre di più l’esigenza di ampliare il catalogo del materiale didattico con nuove proposte» spiega Franco Lisi. «La nostra Fondazione è una realtà dinamica, che sa e vuole rispondere alle nuove necessità che emergono dal mondo della scuola con gli strumenti della ricerca, della conoscenza acquisita in decenni di lavoro nelle scuole del territorio. Fra i 400 ragazzi che seguiamo nelle scuole della Lombardia, un terzo presentano disabilità aggiuntive. Dobbiamo evitare che si creino situazioni di emarginazione all’interno della scuola, rafforzando la relazione dell’alunno nei confronti dell’assistente alla comunicazione, dell’insegnante e dei suoi compagni. Supporti didattici che attirino l’interesse di tutta la classe possono fornire uno stimolo in questo senso».

È stato quindi creato un gruppo di lavoro per realizzare e sperimentare prototipi di materiali didattici che, attraverso le varie fasi di progettazione, scelta dei materiali, sperimentazione in laboratorio e validazione sul campo, andranno ad arricchire il catalogo “Tocca e impara”.

Si tratta di materiali strutturati in grado di stimolare e aiutare il bambino a mantenere l’attenzione sul compito.

Il gruppo di utenti che utilizzerà questi supporti didattici, oltre alla minorazione visiva, può presentare limiti cognitivi importanti e spesso anche deficit più o meno accentuati della capacità di prensione con conseguente difficoltà di esplorazione tattile degli oggetti.

Utilizzo dei materiali didattici per bambini pluridisabiliPer questo, i materiali sono stati progettati con pochi e semplici elementi, piacevoli al tatto e resistenti, posizionati in modo tale che, con poco sforzo, la mano del bambino riesca a raggiungere o afferrare una tavoletta caratterizzata tattilmente, a sperimentare una semplice azione, a svolgere attività utili a rinforzare il concetto di causa-effetto, o, qualora il livello cognitivo lo permetta, ad interiorizzare una sequenza di azioni.

Nella progettazione è stato valutato anche l’aspetto estetico-cromatico, sia perché la maggior parte di questi ragazzi ha un residuo visivo, sia per dare ai materiali un’immagine “allegra” che li renda riconoscibili da tutti come giochi, che incuriosiscano i compagni di classe e favoriscano l’integrazione e l’interazione inclusiva.

Per ogni materiale verrà redatta e allegata una Scheda Didattica, particolarmente importante dal momento che questo tipo di supporti si presta a differenti utilizzi, da calibrare sulle potenzialità e capacità dei singoli. Come sempre, l’Istituto dedicherà particolare impegno ai corsi di formazione di inizio anno rivolti a educatori ed insegnanti, affinché le potenzialità dei nuovi materiali possano essere utilizzate al meglio per favorire la crescita e l’inclusione degli studenti.

Presto pubblicheremo guide e tutorial, per aiutare nella scelta e nell’utilizzo dei materiali.

Marco Rolando

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