Ritratto di Roobi Roobi. © Foto MatalbinQuando l’European Blind Union (Ebu) ha annunciato che Roobi era la vincitrice del premio Braille 2013 siamo stati tutti felici: i compagni di classe che tifavano per lei, gli insegnanti che hanno in questi anni scommesso ogni giorno sulle sue capacità, noi del centro di Consulenza Tiflopedagogica dell'Istituto dei Ciechi che l'abbiamo accompagnata nelle sue conquiste.

Roobi Roobi è una ragazza iscritta al 5° anno dell’Istituto IISS di Castano Primo che ha vinto il 1° premio di 2000 dollari su un totale di 41 partecipanti di 16 paesi diversi. L’Ebu, portavoce dei non vedenti e degli ipovedenti in Europa, promuove ogni anno una riflessione sul codice Braille con un concorso in cui i ragazzi raccontano cosa ha significato e significa la scrittura a rilievo nella loro vita.

Il testo di Roobi spiega meglio di qualunque saggio l'attualità del metodo di scrittura e lettura inventato da Louis Braille che affranca da un apprendimento solo orale e apre le porte della conoscenza. La bambina pachistana che per la sua cultura viene considerata “rotta “è ora una studentessa modello “felice e fiera di ciò che è e che sa fare”.

Desidero ringraziare i compagni del suo percorso scolastico, i suoi professori e tutte le persone che hanno dato a Roobi in modi diversi e in ruoli differenti il forte desiderio di conoscenza e d’amore per la vita.

Paola Bonanomi
Responsabile Centro di Consulenza e ricerca Tiflopedagogica per la disabilità visiva nell’età evolutiva.

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Luce Magazine, Notiziario dell'Istituto dei ciechi di Milano

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