I pazzi convegni degli scapigliati

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L'osteria del Polpetta, i caffé, l'Ortaglia di via Vivaio: a spasso fra i luoghi storici della scapigliatura milanese.

di Vincenzo Ernani

Nella seconda metà dell’Ottocento qualcuno definiva il quartiere di Corso Monforte come una “Montmartre milanese”. Il paragone è forse un po' esagerato, ma rende bene il clima di fermento artistico che regnava nella Milano di quegli anni.

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I benefattori dell'Istituto: Erminia Nardi

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Storie, personaggi e volti che hanno fatto il bene delle persone non vedenti

ErminiaSquareL’Istituto dei Ciechi, come numerose altre istituzioni assistenziali e ospedaliere lombarde, dispone di una raccolta dei ritratti dei suoi più importanti benefattori. Nel palazzo di via Vivaio sono custodite infatti circa 200 opere che commemorano i benefattori più ragguardevoli che ha avuto l’Ente milanese a partire dalla sua fondazione nel 1840. I ritratti sono realizzati secondo il modulo fisso dell’effige a olio su tela a tre quarti di figura, al naturale e delle dimensioni di 145 per 100 centimetri. Quei volti appesi alle pareti che scrutano severi il visitatore che percorre i corridoi dell’Istituto raccontano esemplari storie di generosità, componendo quel meraviglioso mosaico che è la tradizione della solidarietà ambrosiana. Queste opere dunque rimandano a uno dei tratti caratterizzanti l’identità milanese e per questo sono da considerarsi un patrimonio non solo dell’Istituto ma della città intera.

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Custodi della memoria

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L’Archivio storico dell’Istituto, un prezioso patrimonio di documenti a disposizione di ricercatori e cittadini

archivioICM04openAl secondo piano del palazzo di via Vivaio si trova un locale molto particolare. Dopo le aule del centro di consulenza tiflopedagogica e il museo Louis Braille, dove sono esposte le macchine storiche sui metodi di scrittura e lettura per Ciechi, si trova una sala dove è custodita la memoria del nostro Istituto.
Qui, fra scatole di legno cartonato, carpette colorate, raccoglitori allineati sugli scaffali è conservata gran parte della documentazione prodotta dall’Ente a partire dalla sua fondazione nel 1840 e arrivata sino ai giorni nostri. È la sede dell’Archivio storico, dove si custodiscono diverse tipologie di documenti (relativi all’amministrazione, alle attività, al patrimonio, ai benefattori, al personale e agli allievi) sedimentati in circa un secolo e mezzo di storia.

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Il fondatore dell'Istituto dei Ciechi di Milano Michele Barozzi

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michele barozziLa nascita dell'Istituto e l'opera del fondatore

Francesco Giovanni Baldassarre Michele Barozzi era nato a Milano il 6 maggio 1795, nel “terraggio” del Ponte dei Fabbri al n. 3540 (oggi via dei Fabbri 13). La casa, di proprietà del Pio Albergo Trivulzio, doveva essere stretta: i “terraggi” erano le viuzze addossate alla cerchia dei Navigli dal lato interno, a ridosso del canale.

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Il museo Louis Braille

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I beni storico-artistici dell’Istituto diventano raccolta museale

Pubblico durante una visita guidata al Museo Louis Braille

L’Istituto dei Ciechi di Milano invita la città alla scoperta delle opere d’arte, degli strumenti didattici e musicali, dei documenti e delle fotografie custoditi nella sede di via Vivaio. Il patrimonio storico artistico dell’Istituto, raccolto attraverso i lasciti e donazioni dei benefattori a partire dalla sua fondazione, è oggi in mostra al Museo Louis Braille. Questi beni sono stati infatti riconosciuti dalla Regione Lombardia quale raccolta museale con decreto n° 8/10947 del 30 dicembre 2009.

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