I nostri allievi - Marietta Provasi

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Lettera di Guido Provasi padre di MariettaMaria Giulia Barbara nasce cieca da Guido Provasi e da Giovanna Vitali a Lodi il 27 agosto 1833.

La famiglia da cui proveniva era aristocratica: il padre Guido Giuseppe Fedele era figlio dei nobili Francesco e Barbara Visconti Menatti, e la madre Giovanna Vitali Rizzi con cui Guido era convolato a nozze nel 1829, aveva anch’essa origini blasonate.

Nel 1844, la piccola Provasi, già provata dalla malattia del vaiolo che le aveva lasciato cicatrici sulle braccia, all’età di undici anni viene ammessa al Pio Istituto dei Ciechi che allora aveva sede presso il convento degli Agostiniani in S. Marco secondo il volere del padre Guido, per nulla preoccupato “dal divario sociale a cui avrebbe esposto la figlia, fiducioso che gli insegnamenti tenuti dai docenti potessero dare alla giovane un’educazione appropriata”.[1] Infatti l’articolato piano di istruzione stilato dal fondatore del Pio Istituto Michele Barozzi prevedeva una formazione completa compresi gli studi musicali ritenuti per i non vedenti fondamentali.

Appassionatasi all’arpa grazie alla guida del maestro Giovanni Perelli e al clavicembalo, Marietta diviene nel corso del tempo una provetta suonatrice di entrambi gli strumenti. La sua fama si diffonde presto tanto che, nel 1847 viene scelta assieme all’altra arpista cieca Antonietta Banfi, anch’essa allieva dell’Istituto, per eseguire un saggio alla presenza del Governatore della Lombardia il conte Spaur in cui suonano magistralmente “con due arpe l’aria della Niobe del maestro Pacini”.

Memorabile è inoltre la serata in cui Marietta si esibisce al clavicembalo al Teatro Sociale in un concerto benefico organizzato a sostegno dei poveri; il numeroso pubblico presente la gratifica di calorosi applausi e la «Gazzetta musicale di Milano» scrive: “È difficile formarsi un’idea della serenità di quel volto, della dolcezza di quel carattere, dell’eccellenza raggiunta dalla Provasi nell’istruzione morale, intellettuale e musicale”. In quella circostanza le viene dedicata una poesia pubblicata sulla Gazzetta di Lodi e di Milano: “Alla nobile giovinetta Maria Provasi che priva della luce degli occhi trattò il clavicembalo sulle patrie scene il 13 gennaio 1852 nella serata a beneficio dei poveri”.

Purtroppo all’apice del successo, Mariettina viene stroncata dalla tubercolosi; morirà il 22 ottobre 1853 a soli vent’anni.

La macchina da scrivere per ciechi ideata da MarchesiUna curiosità: su richiesta di Guido Provasi divenuto podestà di Lodi affinché la sua Mariettina potesse scrivere con più agilità, l’inventore concittadino Giovanni Battista Marchesi progetta una nuova macchinetta per scrivere sia in caratteri in inchiostro che in rilievo adatta per i ciechi[2].

Un esemplare si trova ora conservato presso il nostro museo Braille.

 

Enrica Panzeri
Archivista

 


[1] Le notizie riportate tra virgolette sono tratte dall’articolo di Giovanni Vanini “Tre generazioni della Famiglia Marchesi” pubblicato su Archivio Storico Lodigiano 2020 gennaio. Cfr inoltre ASICMi (Archivio storico Istituto Ciechi di Milano), Istruzione ed Assistenza (Ex Beneficenza), Allievi, Allievi Fascicoli Ammissioni, b. 73, fasc. 73.

[2] La macchinetta di G.B. Marchesi approvata anche da Michele Barozzi fu portata in mostra alla prima Esposizione Universale di Londra del 1851. L’invenzione valse al Marchesi il premio di medaglia di II classe da parte del Giurì di Londra.

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