Ritratti - Giovanni Battista Marchesi

on . Postato in Museo

La macchina per scrivere ideata da Giovanni MarchesiGiovanni Battista Marchesi nacque a Maleo nel 1806 “da parenti di ristrettissima fortuna”. Le cronache dell’epoca di metà Ottocento descrivono il giovane Giovanni Battista come dotato di “una intelligenza leonardesca”, un artista talentuoso che riuscì fin da subito a distinguersi in diversi campi: nelle arti meccaniche, nel disegno, nell’intaglio di statue in legno (fra cui un San Lorenzo per la parrocchia di Dovera) e nella fattura di altorilievi che andarono a decorare i palchetti del Teatro sociale di Lodi, nonché nella fabbricazione di eccellenti strumenti musicali.

Lettera ingiallita di Membro della Società melodrammatica fu attore applaudito e suonatore di flauto, e a sipario chiuso come macchinista dietro alle quinte seppe creare tali “effetti speciali di luci e scene che cambiano automaticamente” che la sua fama travalicando la cerchia lodigiana arrivò a Milano e alle lontane città dell’Emilia.

Ma l'opera che lo rese più famoso e che gli valse la medaglia d'onore in bronzo all’Esposizione universale di Londra nel 1851 su sollecitazione di Guido Provasi, podestà di Lodi, per “la figlia cieca Mariettina” allieva dell'Istituto dei Ciechi di Milano, fu l'invenzione della macchina da scrivere nel 1848, che poteva battere caratteri sia in inchiostro sia in rilievo. Questa particolarità permetteva infatti ai ciechi di poter scrivere; la macchina, costituita da un supporto rettangolare di legno su cui era inserita una guida per il telaio a spostamento automatico dentro al quale si posizionava il foglio, permetteva la scrittura tramite un disco movibile di ferro e ottone munito di 3 tasti contenente martelletti riportanti lettere maiuscole e minuscole ribaltabili manualmente. L'Istituto dei ciechi ne aveva acquistato un primo esemplare per gli allievi con grande vantaggio per la loro istruzione. L'ideazione valse al Marchesi una patente da Vienna con privilegio esclusivo per la sua invenzione valevole in tutte le provincie dell'Impero per cinque anni e l’attestato di socio onorario dell'Istituto francese di scienze, arti e lettere e la qualifica di socio "del grande Istituto delle Arti Unite" ad opera del Governo inglese.

Particolare della macchina per scrivere ideata da MarchesiNon riuscendo, scaduti i cinque anni, a mantenere la paternità del suo progetto ritornò ad essere sostanzialmente un uomo di teatro, ma non disdegnando nel frattempo la produzione di altri prototipi come una trebbiatrice in miniatura il cui modello venne mostrato al Teatro Sociale di Lodi e una bigattiera per l’allevamento dei bachi da seta che fu messa in esposizione a Crema.

Morirà in Lodi nel luglio del 1870 all’età di sessantaquattro anni.

Melissa Tondi – Responsabile Beni Culturali
Enrica Panzeri - Archivista


 

Fonti: Archivio storico, Amministrazione Gestione Risorse strumentali, Strumenti tiflologici per ciechi, b. 1, fasc. 6, Marchesi GianBattista

AA.VV. "Bollettino della Accademia Italiana di Stenografia, anno XI, n. 6, fasc. 65 novembre-dicembre", Roma 1936, pagg. 210-211

Canevara, Silvia "Giovanni Battista Marchesi 1806-1870 Meccanico in Lodi", Lodi 2015

AA.VV. "Origini ed evoluzione dei metodi di scrittura per ciechi all'Istituto di Milano", Milano 1977

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