Scultura marmorea in stile classico immersa nel buio

Dialogo nel Buio si arricchisce di due nuove sculture provenienti dal Louvre, e invita tutti all’evento “L’Arte del Tatto”

Che la Fondazione Istituto dei Ciechi, dal 2005, ospiti la mostra “Dialogo nel Buio” tutti ne sono a conoscenza, ma forse è meno conosciuto il fatto che, nel corso degli anni, questo percorso immersivo si sia arricchito di autentici tesori d’arte.

Tra questi, spiccano i capolavori del Museo del Louvre, fedeli riproduzioni senza tempo che portano con sé il fascino della storia. E la primavera in arrivo, con il suo carico di novità, promette di rendere l’esperienza ancora più sorprendente. Dal mese di maggio, infatti, e in anteprima esclusiva sabato 18 aprile 2026 alle ore 12.15, l’evento “L’Arte del Tatto” si arricchirà grazie all’arrivo da Parigi di due nuove statue.

In un viaggio dove le mani diventano occhi, il visitatore è invitato a sfiorare l’arte, a incontrarla nella sua forma più pura e, al tempo stesso, più inaspettata. Accompagnati da guide non vedenti e ipovedenti, sarà possibile toccare ciò che normalmente si guarda per scoprire come, sotto le dita, i materiali raccontano la loro natura e le forme si rivelano lentamente. A comprendere cioè, che nello spazio privo di luce, la nostra percezione si affina, restituendo al tatto un’importanza dimenticata.

“Non occorre vedere per guardare lontano, basta saper toccare” è il motto e la filosofia che anima l’esperienza, un invito a interrogarsi su cosa sia davvero la bellezza quando viene sottratta allo sguardo. Una riflessione che richiama il pensiero di Immanuel Kant, secondo cui le mani rappresentano “il cervello esterno dell’uomo”: strumenti di conoscenza, capaci di interpretare il mondo con una profondità che va oltre la semplice apparenza.

Con l’arrivo dei nuovi calchi ufficiali del Louvre, “L’Arte del Tatto” compie un ulteriore passo in questa direzione, offrendo ai visitatori un’esperienza ancora più ricca e immersiva. Il percorso, della durata di 45 minuti, si snoda nel buio più totale, conducendo il visitatore alla scoperta di luoghi familiari, oggetti e materiali di uso quotidiano, fino all’incontro ravvicinato con i capolavori parigini.

Mano che tocca la testa della scultura SpinarioDialogo nel buio è da sempre un’occasione unica per mettere alla prova i propri sensi e, ora più che mai, lo è anche per avvicinarsi all’arte da una prospettiva radicalmente diversa: non più osservatori distanti, ma esploratori chiamati a costruire un’immagine artistica attraverso il contatto diretto. Un invito a riscoprire una dimensione più profonda del nostro modo di percepire quella che chiamiamo realtà.

A guidare questa visione è anche il pensiero del direttore della Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano, Franco Lisi, che ci racconta come oggi, più che mai, sia fondamentale restituire centralità al senso del tatto. “In un’epoca dominata dallo sguardo, “L’Arte del Tatto” invita a riscoprire un modo diverso di entrare in relazione con il mondo e con l’arte: non più soltanto riconoscere, ma comprendere, emozionarsi, cogliere anche ciò che non è immediatamente visibile.

Sperimentare il senso del tatto e dell’aptica, significa andare oltre la funzione di riconoscere gli oggetti, ma arrivare a percepirne il valore estetico e non solo. È qui che l’esperienza cambia profondamente prospettiva: toccare l’arte significa cogliere dettagli, intenzioni e messaggi che spesso sfuggono a uno sguardo fugace e superficiale.

All’interno del percorso, le nuove statue provenienti dal Louvre non sono semplicemente opere da esplorare ma da vivere, esattamente come accade nella vita quotidiana quando, ad esempio, si sceglie un tessuto non solo per il colore ma per la sensazione che restituisce al contatto.”

“C’è infine un aspetto ancora più suggestivo” spiega, in conclusione, il direttore Franco Lisi “Che riguarda il legame diretto tra chi crea e chi esplora. Uno scultore lavora con le mani: è attraverso di esse che dà forma all’opera. Toccare una scultura significa, in qualche modo, entrare nel gesto creativo, provare a comprenderne le intenzioni e avvicinarsi al pensiero dell’artista. È un dialogo silenzioso ma potentissimo, che nel buio trova la sua dimensione più autentica.”

E forse è proprio questo il senso più profondo dell’esperienza: imparare a vedere senza occhi, per scoprire che l’arte, quando passa attraverso le mani, può raccontare molto di più.

I posti sono limitati, e la possibilità di essere tra i primi a scoprire questi nuovi capolavori rappresenta un’opportunità da non perdere! Tutte le informazioni per prenotare sono disponibili sul sito ufficiale della mostra Dialogo nel Buio:  www.dialogonelbuio.org

di Laura Fortugno

 

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Luce Magazine, Notiziario dell'Istituto dei ciechi di Milano

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