I nostri benefattori - Giuseppe Minonzi

on . Postato in Benefattori

Ritratto di Giuseppe Minonzi Giuseppe Minonzi, figlio del barone Costanzo Minonzi, percorre la carriera militare nell’esercito asburgico raggiungendo il grado di Maggiore. Muore in Milano il 30 maggio 1849 e nelle sue disposizioni testamentarie, stilate lo stesso giorno della morte, designa eredi universali i cugini Luigi, Antonio, Annetta e Carlo Minonzi e Angelo e Maria Rera, lasciando alla cognata, Maria Gherardini, un dipinto raffigurante “Loth e le figlie che si pretende di Rubens, già di sua proprietà insieme al ritratto del padre”[1]. Altri legati beneficano inoltre: l’Istituto dei Ciechi (seimila lire), l’Imperial Regio Comando di Piazza (millecinquecento lire), la parrocchia di S. Alessandro (millecinquecento lire per i poveri della parrocchia e altrettante per “gli abbellimenti” della chiesa) e il Maggiore Ferdinando Viel del Reggimento Dragoni del Re di Baviera (la sua libreria comprensiva di scaffalatura).

Il ritratto di Minonzi viene commissionato al pittore Francesco De Magistris il 2 aprile 1850, insieme a quelli raffiguranti i benefattori Federico Agnelli e Marianna Belcredi Confalonieri.

Il Maggiore è ritratto in uniforme dell’esercito asburgico con la mano sinistra posata sull’elsa della spada. Sulla sinistra appare un tronco d’albero e sulla destra il dipinto si apre a uno sfondo paesaggistico montano mentre sul margine inferiore vi è la seguente iscrizione gratulatoria: “GIUSEPPE MINONZI MAGGIORE NELI.R. ESERCITO / DEPLORANDO I MALI ONDE VA AFFETTO L’UOMO / IL CIECO SOPRA OGNI ALTRO COMMISERAVA, SOCCORREVA”.

Ultimato entro il 31 agosto quando l’artista viene retribuito con due quadrupli di Genova, il dipinto è consegnato all’Istituto solo dopo il 17 marzo 1851 assieme al ritratto dell’Avvocato Federico Agnelli, come già ricordato nella biografia pubblicata.

Secondo l’inventario dei beni “della Casa posta in stradone S. Angelo n. 1439” del 1855 (Porta Nuova), il dipinto di Minonzi, assieme ad altri quattordici quadri, era posizionato nella sala d’aspetto del “Comparto dei maschi”[2].

di Melissa Tondi
Responsabile Beni Culturali


[1]ASICMi, Benefattori, Fascicoli Benefattori, b. 61, fasc. 772

[2] Nell’inventario si legge “15 quadri con cornice dorata rappresentanti i ritratti dei benefattori…”- ASICMi, Registri Particolari, Inventari patrimoniali, reg.1

Questo sito o gli strumenti installati forniti da terze parti si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella pagina di policy & privacy.

Chiudendo questo banner o proseguendo la navigazione si acconsente all'uso di cookie.