I nostri benefattori - Francesco Zirotti (Milano 1807 – 1881)

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Busto in marmo raffigurante Francesco ZirottiFrancesco Zirotti, figlio di Domenico e Maddalena Margherita Bolardi nasce a Milano sotto la parrocchia di S. Ambrogio il 23 luglio 1807. In gioventù studiò a Milano nel Collegio privato Parenti, dove nel 1817 ottenne la medaglia col motto “Virtutis premium”, continuò poi gli apprendimenti presso il Ginnasio di Santa Marta e il Liceo di S. Alessandro distinguendosi per l’alto profitto raggiunto. Presso l’Università di Pavia il 23 dicembre 1829 si laureò in medicina, specializzandosi in oculistica nel luglio del 1930. I professori universitari di Pavia, viste le sue capacità gli consigliarono di completare gli studi a Vienna, offerta che declinò in quanto, morto il padre, dovette occuparsi dei “sette” fratelli di cui lui figurava come maggiore. Preferì invece lavorare come medico presso l’Ospedale Maggiore di Milano ma solo per un breve periodo, in quanto cagionevole di salute, motivo per cui esercitò la professione privatamente.

Documento ufficiale di nomina a presidente dell'Istituto dei CiechiNonostante i ripetuti acciacchi che lo affliggevano, riuscì ad avere una vita molto attiva sia dal punto di vista politico (partecipò alle Cinque Giornate di Milano) che sociale (fu consigliere Consorzio del Canale Seveso e membro della Congregazione di Carità). Nel 1844 fondò con il dottor Giuseppe Ferrario la Società di Mutuo Soccorso dei Medici e Chirurghi di Lombardia, contribuì alla fondazione degli Asili Infantili Suburbani e fu socio degli Asili Infantili del Circondario interno milanese dove sostenne le spese per il monumento del fratello Pietro ingegnere. Nel 1861 fu Consigliere comunale, incarico che mantenne per diverso tempo e, in seguito, Assessore comunale. Numerosissime appaiono le cariche che ricoprì nell’arco della sua esistenza tanto che gli fecero ottenere, con decreto del 1° gennaio 1874, il Cavalierato della Corona d’Italia.

Il 28 dicembre del 1877 fu nominato Presidente dell’Istituto dei Ciechi di Milano e nel 1879 venne chiamato a far parte del Comitato Promotore del Congresso internazionale di Beneficenza che si svolse a Milano nel 1880.

Morirà celibe il 21 novembre 1881 in Milano nella casa di via Broletto 20, nominando erede universale l’Istituto di cui era ancora Presidente e legando una rendita annua vitalizia di tremila euro a ciascuna delle sorelle Caterina Eligia e Giuditta. Grazie ai suoi cospicui lasciti, consistenti tra l’altro in una casa di via Santa Agnese e nelle cascine Olona e Casette (fuori Porta Magenta), l’Istituto diede vita al Laboratorio di addestramento professionale per ciechi adulti che porta il suo nome.

Busto in marmo raffigurante Francesco ZirottiIl corpo di Francesco Zirotti riposa insieme a quello delle sorelle Caterina Eligia e Giuditta e del fratello Pietro presso il Cimitero monumentale di Milano. Per il fratello, Francesco aveva fatto realizzare nel 1873, come sepoltura di famiglia, un sobrio obelisco in granito con semplici iscrizioni incise sui quattro lati.

Presso la sede di Via Vivaio è presente il busto in marmo di Carrara realizzato dallo scultore viggiutese Giosuè Argenti (1819-1901) e collocato su una forma di colonna spezzata recante la seguente iscrizione gratulatoria: “AL DOTTOR FISICO / CAV. FRANCESCO ZIROTTI / PRESIDENTE / DI QUESTE PIE ISTITUZIONI / DI CARITA’ PER I CIECHI / COL DONO / DI COSPICUO PATRIMONIO / INSTITUIVA / L’ESTERNATO DI LAVORO / AGEVOLAVA / LE ACCETTAZIONI GRATUITE / COMPLETANDO L’OPERA / DI / BAROZZI E MONDOLFO / 1881”.

Il benefattore è raffigurato a mezzo busto con particolare attenzione per la resa fisionomica e i dettagli dell’abito come la cravatta e i bottoni della giacca. Della sua figura – infatti – si ricorda che era alta e asciutta con un incedere nobile e dignitoso, il volto caratterizzato da occhi penetranti; pare che la sua sembianza richiamasse “alla mente di molti l’aspetto popolarmente noto di Alessandro Manzoni”.

Le molte opere librarie mediche antiche e moderne da lui raccolte furono destinate alla Biblioteca Ambrosiana, in parte quando era ancora in vita e in parte alla sua morte.


                                          

Enrica Panzeri Archivista
Melissa Tondi Responsabile Beni Culturali

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