Nasce il Network per l'inclusione scolastica

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Bambino che impara ad usare la dattilobraille.

C’è aria di novità per la Tiflologia in Italia. Lo dimostra il recente primo “storico” incontro del “Network per l’Inclusione Scolastica”, tenutosi a Roma, lo scorso 4 Maggio, presso la sede del Centro di Documentazione Tiflologica della Biblioteca per i Ciechi dell'UICI

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Il tiflologo: competenza e ruolo nell’inclusione scolastica

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Libro tattile prodotto dal Centro materiale didattico dell'Istituto dei Ciechi di Milano

di Giancarlo Abba

In questi mesi di grande difficoltà per le nostre istituzioni dovute ai mutamenti decisi dalla politica del risparmio (encomiabile) che, con la soppressione delle province ha “soppresso” alcuni servizi erogati per i disabili (deplorabile), è necessario fare alcune riflessioni sul tema della disabilità e dei servizi ad essa collegati.
Fra le tante normative, purtroppo non chiare e definitive, che ruotano intorno al tema, mi preme fare un ragionamento sul concetto di assistenza collegato al più ampio principio dell’inclusione scolastica.

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Il drago e la cultura musicale cinese

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Il drago realizzato dai ragazzi disabili durante i laboratori dell'Istituto

Un percorso didattico per insegnanti con allievi disabili visivi

Nell'ambito del Progetto Educativo Specifico dei ragazzi disabili che frequentano il Laboratorio dell’Istituto dei Ciechi di Milano sono state realizzate diverse Unità Didattiche, strumenti educativi fondamentali che permettono all’educatore di individuare e valorizzare le diverse abilità dei ragazzi, di assicurare a ognuno di essi la possibilità di esprimersi e di avere successo, dando risalto alla propria specifica intelligenza.

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In difesa del Braille

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Il codice di scrittura e lettura inventato quasi due secoli fa da Louis Braille permette ancora oggi di essere protagonisti nella società della conoscenza

di Giancarlo Abba

Ha ancora senso parlare di Braille in una realtà sempre più pervasa di tecnologia? Perché fare tanta fatica a riconoscere lettere e parole sotto le dita, quando si può ascoltare quello che interessa in cuffia? Che bisogno ha il cieco di rileggere, rivedere, ripensare, riscrivere quanto letto, sempre usando il Braille, quando può semplicemente digitare e riascoltare ciò che ha scritto?

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