Imparo con le mani

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I laboratori insieme per dell'Istituto dei Ciechi di MilanoI ragazzi disabili visivi per costruire il loro sapere devono sperimentare, modificare, essere attivi e partecipi durante tutte le fasi del processo di conoscenza. Con questo tipo di approccio pedagogico ogni anno, fra giugno e luglio, il nostro Istituto organizza i laboratori “Insieme per…”.

Tutte le proposte didattiche sono accomunate dalla costante pedagogica dell’esperienza, del vissuto diretto, in accordo con Immanuel Kant secondo il quale la mano è il cervello umano esterno, la finestra della mente.

Le mani sono lo strumento che permette ai ragazzi con disabilità visiva di essere protagonisti del loro apprendimento, di scoprire il mondo. Ma per essere “sapienti” le loro mani richiedono di venire sempre guidate dall’intenzionalità e dalla motivazione.

«Se non si dedica un’attenzione costante al contenuto intellettuale delle operatività, del fare, non c’e esperienza che si trasformi in intelligenza». Così scriveva John Dewey nel suo “Esperienza ed educazione”.
Proprio per questo l’educatore deve considerare l’insegnare e l’imparare come un continuo processo di costruzione e di ri-costruzione dell’esperienza per permettere al ragazzo con difficoltà visive di interiorizzare l’operatività e trasformarla in concetti. Questa condizione può essere realizzata se l’educatore conosce la metodologia e la didattica specifica, perché solo così il vissuto assume valenza educativa e permette l’espansione dell’intelligenza.

La pedagogia del fare è il substrato che contribuisce a dare scientificità alla metodologia che costantemente viene utilizzata coi nostri allievi nelle diverse situazioni laboratoriali, dove la qualità dell’esperienza diventa garanzia della formazione delle abilità.

Ogni avventura della conoscenza per i ragazzi deve prevedere un legame tra la sfera cognitiva e la sfera affettiva, tra la dimensione della conoscenza con quella degli affetti e delle emozioni.

Per questo il tiflologo, durante le attività, deve promuovere sempre all’interno del gruppo un ambiente di serena cooperazione - quello che Rogers chiama “clima di libero apprendimento” – nel quale tutti possano realizzare e sperimentare le proprie potenzialità.

Visita al Museo archeologico di Milano durante i laboratori insieme perAl termine delle fase laboratoriale è importante per i ragazzi, che hanno vissuto e quindi conosciuto realtà diverse e nuove, organizzarle e sistematizzarle mentalmente per rinforzare gli apprendimenti.

I ragazzi devono essere aiutati ad astrarre dall’esperienza diretta perché il fare fine a sé stesso non feconda l’intelligenza e non sedimenta il loro sapere.

Per essere in grado di ripensare e riflettere sulla pratica appresa devono utilizzare

  • Il racconto orale per rievocare le diverse fasi e consolidarle,
  • La costruzione delle sequenze in rilievo delle esperienze vissute. Il libro tattile così realizzato permetterà, rileggendolo nel tempo, di storicizzare l’esperienza e di rievocare come fossero delle fotografie il tempo e l’esperienza condivisa.

La metodologia utilizzata per raggiungere gli obiettivi permette di potenziare gli altri sensi e le altre risorse per promuovere nei nostri ragazzi la capacità di interpretare i loro segnali percettivi, la capacità di elaborare i concetti, la capacità di comunicare e porsi in relazione agli altri nel piccolo gruppo, la capacità di possedere e ricreare la realtà.

Paola Bonanomi
Centro di Consulenza Tiflopedagogica delle disabilità visive in età evolutiva
Istituto dei Ciechi di Milano

Per approfondire

Due esperienze didattiche