«Aiuto gli altri a vedere la vita»

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L'ingresso di Dialogo nel Buio

La storia di Christofer Pecchia, giovane non vedente di Inzago che sensibilizza i ragazzi in oratorio e nelle scuole affinché aiutino chi è diverso

Il destino con lui non è stato clemente, ma questo non ha impedito a Christopher Pecchia, cieco, di aiutare gli altri a «vedere» la vita. Il 29enne di inzago è affetto da una rara malattia che colpisce una persona su 100mila, la sindrome di Bardet Biedl, che porta alla cecità.

Quando aveva 8 anni la retinite pigmentosa aveva fatto la sua comparsa causando un calo di vista costante.
Il giovane però non si è lasciato abbattere e oggi fa il volontario all'oratorio Giovanni Paolo II della parrocchia Santa Maria Ausiliatrice. «Sono aiuto catechista e mi impegno durante l'attività feriale estiva - ha spiegato - Mi piace dedicare il mio tempo ai ragazzi».

Nel 2015 Christopher ha frequentato un corso di centralinista all'Istituto dei ciechi di Milano ottenendo un diploma ed è in cerca di lavoro. «Faccio conoscere nelle scuole l'Associazione Sindrome Bardet Biedl Italia, fondata nel 2009 da mia mamma Patricia e da Luciana Pacelli di Carnate - ha proseguito l'inzaghese - Lateralmente riesco ancora a vedere qualcosa ma ho dei buchi neri. Cerco quindi di spiegare agli alunni cos'è la malattia e come si vive con queste limitazioni facendo anche delle prove pratiche. Lo stesso avviene all'oratorio del Villaggio. Domenica, con i preadolescenti di seconda media siamo andati a Milano per fare il percorso "Dialogo al buio" all'Istituto dei Ciechi. Il messaggio che voglio far passare è semplice: siamo ragazzi normali come tutti gli altri ed è bene che chi si trova in queste condizioni non venga lasciato in disparte ma bensì aiutato. Io sono stato fortunato, ho il supporto della mia famiglia e di tanti amici e spero di riuscire a sensibilizzare il maggior numero di persone possibile».

In molti apprezzano la solarità e la determinazione del 29enne. «L'oratorio è la mia seconda casa e spesso i ragazzi mi chiedono come faccia a non lasciarmi abbattere da questa situazione - ha concluso - Io cerco di far capire loro che non ci si può far bloccare da un problema, va affrontato. E io, che sono vivo, lo faccio buttandomi a capofitto nel volontariato».

di Laura Spinelli
da Gazzetta dell’Adda
9 marzo 2019

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