Braille can make you fly

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Roobi RoobiMi chiamo Roobi, ho 18 anni e vivo a Castano Primo, Milano. Sono originaria del Pakistan, ma vivo in Italia dal 2004. Sono nata con il glaucoma congenito e ho seri problemi agli occhi.
Il luogo dove sono nata non disponeva di strutture o di qualsiasi strumento per aiutarmi e in quella piccola città la gente pensa che una persona con un handicap non possa avere una vita "normale". I miei insegnanti alla scuola materna non mi hanno mai apprezzato, anche se ero la migliore alunna della classe. Questo mi faceva proprio diventare matta.
La maggior parte delle persone in tutto il mondo ha un’idea stereotipata dei non vedenti: di solito si aspettano di vedere una persona insicura, bisognosa e che cammina molto lentamente, possibilmente con il bastone bianco e gli occhiali da sole. Questa strana concezione mi ha sempre ostacolata moltissimo perché sono sempre stata una cosa completamente nuova per loro. Io "corro" invece di camminare e non mi preoccupo mai di farmi male, sono molto loquace, mi piace imparare cose nuove, andare in giro per il mondo e conoscere nuove persone. Sono molto desiderosa di imparare le lingue, infatti le studio a scuola perché mi piace sapere come la gente di altri paesi usa parole diverse per esprimere la stessa cosa. Uno dei miei più grandi sogni è quello di diventare interprete, in futuro. A causa del mio carattere pazzo, la maggior parte delle persone che mi conoscono mi danno un soprannome, o meglio, trovano un modo per esprimere la mia follia: i miei insegnanti mi chiamano "Vulcano" o "Spugna", i miei amici mi chiamano "Pazza" o "Chiacchierona" e in molti altri modi.

Quando mi sono trasferita in Italia la mia vita è cambiata. Ho scoperto un mondo splendido in cui potevo fare tutto nonostante i miei problemi visivi: a scuola i miei insegnanti mi hanno sempre amato per il mio grande spirito e la voglia di imparare tutto. Mi hanno aiutato molto, la scuola mi ha fornito un insegnante di sostegno e molti strumenti che potevano aiutarmi come ingranditore, PC personalizzato con screen-reader e così via.
Nel corso degli anni ho conosciuto molte persone fantastiche che mi hanno incoraggiato molto a imparare nuovi metodi che potevano essermi molto utili nella vita di tutti i giorni. Ero davvero felice per tutti i nuovi progressi che facevo, ma non ero del tutto soddisfatta perché con l’insegnante di sostegno e lo screen-reader non ero completamente indipendente, cosa che ho sempre desiderato essere.

Poi finalmente, grazie a un amico di mio padre, il 14 ottobre 2010 ho incontrato Danilo Belloni che mi ha aperto un nuovo mondo: "il mondo del Braille". Ero così stupita per come riuscisse a fare tutto così in fretta pur essendo cieco, mi piaceva il modo in cui leggeva così velocemente quello strano linguaggio in codice e in quel momento mi sono detta che dovevo imparare il Braille, perché quello era il segreto che avrebbe cambiato completamente la mia vita. Avrebbe spazzato via tutti i confini che fino a quel momento mi avevano impedito di vedere e ammirare il mondo intorno a me, era la risposta a tutte le mie domande ed era tutto quello che stavo aspettando. Ogni anno, infatti, il 14 ottobre io celebro la mia prima giornata del Braille e l'ho chiamata "Ali di Libertà".

Grazie anche agli specialisti dell’Istituto dei Ciechi di Milano che a scuola hanno impostato il percorso di scrittura con la dattilo braille e insegnato la metodologia dell’esplorazione tattile,” il toccare bene”, prendevo sempre di più consapevolezza che questo codice poteva essere per me uno strumento per un apprendimento autonomo.

A dire il vero, all’inizio avevo un po’ paura di imparare il Braille, perché mi sentivo diversa dagli altri ragazzi, in realtà ero così confusa che ho smesso di praticarlo per quasi due anni. Ma in questo periodo di tempo la mia vista è peggiorata e i miei genitori non mi lasciavano nemmeno andare in giro da sola: sono diventata molto infelice perché non riuscivo a trovare una soluzione a tutti questi problemi.
Inoltre, molte persone che incontravo fuori non volevano credere che ero non vedente e questo mi faceva veramente arrabbiare e mi rendeva triste allo stesso tempo. Quindi l'unica scelta che mi restava per rendere felici i miei genitori e tutte quelle persone era usare il bastone bianco. Ho dovuto frequentare un corso speciale in cui ho imparato a orientarmi in città, come viaggiare con gli autobus, con i treni e via dicendo. Tutto ciò era veramente difficile da fare perché dovevo usare il bastone bianco e comportarmi in un altro modo che non era mio, solo per dimostrare che avevo problemi di vista.

Forse state pensando che ancora non sto parlando di quello che è successo con il Braille, ma Danilo mi ha insegnato che nella vita tutto accade al momento giusto e il mio momento giusto per ricominciare a imparare il Braille finalmente è arrivato dopo l'estate scorsa, quando mi sono recata in Spagna per un corso di inglese organizzato dalla ONCE (L'Organizzazione nazionale dei ciechi spagnoli ndr). Durante questo corso ho incontrato amici fantastici e ammirevoli che mi hanno aiutato a capire che tutte le mie paure erano inutili, che non devo sentirmi diversa dagli altri solo perché utilizzo un modo diverso per fare le stesse cose.

Quando sono tornata a casa ero contentissima di questo soggiorno, i miei amici mi hanno scritto un sacco di lettere e la maggior parte erano in Braille e non sapevo come leggerle perché erano secoli che non praticavo la lettura di questo codice. Allora ho deciso di abbandonare tutte le mie inutili paure e di ricominciare con il Braille, non solo per leggere le lettere dei miei amici, ma anche perché a scuola avevo maggiori difficoltà nella lettura.

Da allora mi alleno tutti i giorni per un'ora e adesso le mie capacità di lettura sono molto migliorate e sapete una cosa? Io amo il Braille! Ha reso splendida la mia vita: più il tempo passa, più divento consapevole di quanto utile possa essere: lo posso trovare ovunque, negli ascensori, sui menù del ristorante, sulle medicine, e soprattutto, posso leggere tutti i libri che voglio: fino ad ora i miei genitori si arrabbiavano quando mi vedevano leggere libri digitali a tarda notte, ma ora posso leggere quando voglio, anche a mezzanotte!

Mi rammarico di aver perso tanto tempo dietro a stupide paure, ma non è mai tardi nella vita, sono molto felice di aver scoperto il linguaggio del codice Braille. Infatti, vorrei consigliare a tutti di apprenderlo, anche se non hanno problemi di vista, perché penso che potrebbe essere utile quando si diventa anziani, in modo da poter leggere tutto senza usare gli occhi.

Soprattutto, vorrei dimostrare, a tutte quelle persone che ancora credono che la vera realtà è solo ciò che vedono, che si sbagliano e sono sicura che dopo aver imparato il Braille cambieranno idea! Perché, come dice il piccolo principe, " non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

Nonostante tutti i problemi che ho incontrato sul mio cammino, non mi sono mai scoraggiata anzi sono diventata ogni giorno più forte, perché ero felice di me stessa, per ciò che potevo fare e ciò che avevo. Grazie a tutti gli strumenti che ho imparato ad usare e soprattutto grazie al Braille, mi sento più sicura e indipendente e spero solo che i nuovi strumenti tecnologici non sostituiscano il sistema Braille, perché è vero che sono molto comodi, ma con il Braille potrebbero essere ancora più utili.

Per concludere, vorrei solo dire che la vita è troppo bella, perciò vivetela il più possibile: non sprecatela aspettando, per essere felici, di essere accettati dalle persone intorno a voi, semplicemente accettate voi stessi! Siate felici e fieri di ciò che siete e di ciò che sapete fare!

Roobi Roobi

 

Guarda l'intervento di Roobi Roobi alla Settima Giornata Nazionale del Braille

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