I sogni della Belle Époque

Postato in Museo
Particolare di Pomeriggio in terrazza

«In un ritratto quello che conta sono gli occhi; se quelli riescono come voglio, con l’espressione giusta, il resto viene da sé». Così diceva Matteo Vittorio Corcos, ritrattista livornese fra i più richiesti dagli esponenti della buona società europea fra Ottocento e Novecento, che a lui si rivolgevano per celebrare se stessi con rappresentazioni di un'intensità e di un realismo inconfondibili.

Le opere del pittore livornese si possono ora ammirare presso la mostra I sogni della Belle Époque (Padova 6 settembre - 14 dicembre 2014), allestita all’interno del Palazzo Zabarella. La mostra dedicata a Corcos, la più completa mai realizzata, ripercorre con precisione la straordinaria carriera dell’artista e raccoglie oltre cento suoi dipinti, fra i quali molti capolavori, opere inedite provenienti da musei, collezioni pubbliche e private, e un'emblematica opera custodita all'Istituto dei Ciechi di Milano: il ritratto di Maddalena Parodi Vollert e della figlia Anita Vollert de’ Ghislanzoni.

corcosPic01corcosPic02corcosPic04

Negli anni in cui la fotografia insediava l'arte pittorica, Corcos seppe rivendicare il primato della pittura elaborando il suo stile fatto di sensibilità per i dettagli, attenzione ai costumi del tempo, capacità quasi psicologica di raffigurare il mondo interiore dei suoi soggetti.
Le più belle donne dell’alta borghesia del tempo vennero effigiate sulle sue tele: la contessa veneziana Anna Rombo Morosini acclamata come "la donna più bella d'Italia", Yole Biaggini Moschini sofisticata musa ispiratrice di Antonio Fogazzaro, la cantante soprano Lina Cavalieri "Venere in terra" per d'Annunzio o, ancora, la danzatrice statunitense Isadora Duncan.

Il maestro in vita godette di una formidabile celebrità. Ritrasse i personaggi più in vista dell'Italia giolittiana e umbertina nonché alcuni regnanti delle corti europee. Poeti, musicisti, imperatori, re e regine si affidarono alla sua squisita tecnica per tramandare ai posteri la propria grandezza. E così accanto a illustri personaggi come Guglielmo II di Germania, i regnanti del Portogallo Carlos e Amalia, Giosuè Carducci, Pietro Mascagni, Giuseppe Garibaldi nel 1912 si aggiunsero queste due donne dell'alta borghesia, raffigurate in un'opera intrisa delle atmosfere sognanti e decadenti della Belle Époque.

Maddalena Parodi e la figlia Anita Vollert de’ Ghislanzoni posarono per Corcos nel 1912 in un ritratto di famiglia da loro commissionato.

Il dipinto, pervenuto all’ente nel 1944 grazie al lascito della benefattrice Anita Vollert de’ Ghislanzoni, è un maestoso esempio di ritratto mondano. Quest’ultima è rappresentata insieme alla madre Maddalena in un ambiente interno ovattato e ridondante di preziosità.

Nel 2011 grazie a un delicato lavoro di restauro eseguito dallo Studio di Carlotta Beccaria, il dipinto è ritornato al suo originario splendore.

«L’occhio scorre sui molti elementi della scena: il drappo di raso a chiusura del fondale, il tappeto alla francese scorciato che dà un effetto di continuo avanzamento e retrocessione, il regale manto d’ermellino, il velluto broccato, lo scintillio e la spuma delle trine, il nitore delle perle, l’accuratezza delle acconciature» spiega Francesca Debolini della Soprintendenza della Provincia di Milano «Quest’ambientazione quasi da favola, satura, fatta di colori Pompadour e pervasa da una luce diffusa, quasi surreale, sposta la scena in una dimensione atemporale, di visione, fuori dal mondo». Osservando le due donne in posa questa ambientazione sontuosa all'eccesso non si può che concordare con Ugo Ojetti quando affermava che nei ritratti del Corcos vengono rappresentati «donne e uomini come desiderano d’essere, non come sono».

Con il lascito testamentario di Anita Vollert de' Ghislanzoni, l’Istituto acquisì anche il “Ritratto di Lepoldo Vollert” (il padre di Anita) realizzato sempre dal Corcos ma di dimensioni ridotte e dai toni più contenuti e austeri.

Dal 2015 il quadro tornerà collocato nella Sala Stoppani dell'Istituto dei Ciechi di Milano, ove sarà possibile visionarlo tramite visite guidate su prenotazione.

Info
I sogni della Belle Époque

Melissa Tondi e Marco Rolando