I nostri allievi - Paolo Bentivoglio (Modena, 1894 – Roma, 1965)

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Busto di Paolo BentivoglioPaolo Bentivoglio nacque a Modena il 26 giugno 1894 da Callisto Bentivoglio, ragioniere e curatore fallimentare presso il locale tribunale, e da Ines Iacoli. Privo della vista dalla nascita, seguì il padre a Milano dove, nel settembre 1902, venne ammesso presso l’Istituto dei Ciechi. Qui Paolino, come era affettuosamente chiamato, seguì gli studi elementari e musicali distinguendosi soprattutto nelle materie letterarie e in seguito frequentò il liceo e l’università, fino al conseguimento della laurea in lettere.

Iscrittosi al Partito Socialista dal 1910, quando aveva solo sedici anni, vi militò tutta la vita ricoprendo numerosi incarichi. Il suo impegno pubblico riguardo le problematiche inerenti alla condizione dei non vedenti ebbe invece inizio nel novembre del 1911, con la pubblicazione di alcuni articoli sul quotidiano l’Avanti. Perseguitato politico a seguito delle sue idee sotto il regime fascista, si trasferì a Parma, dove nel 1930 sposò Teresa Anzolla, che fu la sua compagna e collaboratrice per il resto della vita. Trasferitosi con la moglie a Bologna, durante il periodo della Resistenza ospitò presso la sua abitazione le riunioni del Comitato di Liberazione Nazionale dell’Emilia Romagna e aiutò partigiani e perseguitati politici. Nell’inverno del 1945, insieme alla moglie, riuscì a portare in salvo un gruppo di donne non vedenti da Biancanigo sul Senio a Bologna, atto per il quale, nel 1950, fu conferita ai coniugi Bentivoglio la medaglia d’argento al valor civile.

Pagina commemorativa di Alba Serena dedicata a Paolo BentivoglioPaolo, era un uomo di ingegno non comune e di “cultura eclettica e vasta” ma quello che più lo distingueva era la “possente volontà”, la grande tenacia e soprattutto la straordinaria capacità di lavoro. Oltre a dirigere l’Istituto dei Ciechi di Bologna “Francesco Cavazza” dal 1931, Bentivoglio ricoprì numerosissime cariche nell’ambito delle associazioni dei non vedenti: nel 1920 fu tra i fondatori dell’Unione Italiana Ciechi e nel novembre 1945, successe ad Aurelio Nicolodi nella carica di presidente nazionale, titolo che mantenne fino alla morte. Guidò inoltre la Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi come commissario governativo dal 1947 al 1950.

Per l’opera svolta in qualità di direttore dell’Istituto di Bologna e, come componente della commissione consultiva per l’educazione e l’istruzione dei ciechi presso il Ministero della Pubblica Istruzione nel 1961, Paolo Bentivoglio venne insignito della medaglia d’oro di prima classe ai benemeriti della scuola, della cultura e dell’arte. Per l’azione svolta come presidente dell’Unione Italiana Ciechi, gli fu invece conferita l’alta onorificenza di cavaliere di gran croce al merito della Repubblica. Era l’agosto del 1965. Pochi mesi dopo, il 21 dicembre “il condottiero” della battaglia per il riconoscimento dei diritti dei non vedenti scomparve.

Per ricordare la sua figura varie città italiane gli hanno intitolato una strada, e tra esse Milano. Qui, la sezione dell’Unione Italiana Ciechi gli ha dedicato il proprio circolo culturale ricreativo dove è stato collocato il busto in bronzo che lo ritrae, opera dello scultore cieco Filippo Massaro. Il suo pensiero è condensato negli scritti che sono stati raccolti nel volume "Una vita per una meta" edito a cura dell’Unione Italiana Ciechi pubblicato nel 1966.

Enrica Panzeri
Archivista

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