I nostri allievi - Emilio Schieppati (Milano, 1876 – 1944)

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Attestato di promozione alla classe di seconda elementare Emilio Schieppati nacque il 4 luglio 1876 da Luigi Schieppati e Giuseppina Gini. Perduta la vista all’età di undici anni, nel 1888 venne accettato come allievo presso l’Istituto dei Ciechi, dove concluse il corso regolare di studi con risultati brillanti soprattutto nell’apprendimento della musica e, in particolare, del pianoforte.


Fu il primo, tra gli allievi dell’Istituto ad ottenere il diploma di magistero presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano grazie al quale nel 1898, fece ritorno presso l’Istituto in qualità di ripetitore di pianoforte e successivamente di insegnante.
Emilio ottenne contemporaneamente anche la nomina come organista presso la chiesa parrocchiale di San Babila e la sussidiaria di San Pietro Celestino impegno che tenne fino al termine della sua vita.


Nel 1908 presso l’Istituto gli venne affidato un nuovo incarico: docente di armonia e contrappunto in sostituzione del suo vecchio maestro Michele Saladino; l’insegnamento sarà una parte centrale della sua vita, a lui si deve infatti la creazione di una vera e propria scuola di pianisti, nella quale si sono formati centinaia di allievi, tra cui Alberto Mozzati e Antonio Capri artisti di fama internazionale.

Sonatina per pianoforte composta da Schieppati«Ma l’ideale da lui più assiduamente perseguito fu la composizione», infatti la sua produzione fu ininterrotta e di qualità, come testimoniano le vittorie riportate in tre concorsi nazionali: a Bologna, a Milano, a Napoli con sonate di organo e con una suite pianistica, le due opere teatrali (“La principessa” e “Carmine”), le liriche vocali su poesie di Ada Negri, Guido Valeri e Tagore, molte composizioni sinfoniche e sacre nonché pregiate composizioni di musica da camera e poemi per coro e orchestra.

Il gusto di Schieppati fu definito dai critici “apertamente impressionistico, vagheggiando il proprio modello in Debussy”, ne suonava infatti l’intera opera pianistica, come suonava tutto Chopin, con una memoria rimasta infallibile.

Sonatina per pianoforte composta da Schieppati Sui bollettini dell’Istituto compare spesso il nome dell’artista; in particolare si ricorda l’occasione dell’Accademia a suffragio dei Benefattori nel novembre del 1923 quando compose un nuovo pezzo che si adattava “ad una novità di genere tecnico”: il registro delle campane del grande organo posto nel salone Barozzi, che veniva collaudato per la prima volta. Si legge che il pubblico rimase gradevolmente sorpreso da quello scampanio a “carillon” apprezzandone la sonata eseguita magistralmente.


Grazie ai suoi meriti, nel 1934, il Maestro ottiene il cavalierato della corona d’Italia e, nell’aprile del 1941, il titolo di ufficiale dello stesso ordine.

Purtroppo la mattina del 4 dicembre 1944 Schieppati viene rinvenuto morto con la sorella Maria, anch’essa insegnante presso l’Istituto dei Ciechi, a causa di una perdita di gas sprigionatasi nella loro casa di via Eustachi, dove i fratelli si erano appena trasferiti a causa dei gravi danni subiti alla vecchia abitazione per i bombardamenti bellici.

Enrica Panzeri
Archivista

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