Cross with me! E il telefonino ci aiuta ad attraversare la strada

Postato in News
Bastone bianco e smartphone

Gli smartphone stanno portando una piccola rivoluzione nella abitudini delle persone non vedenti. Nascono applicazioni che permettono di andare al cinema da soli fruendo dei sottotitoli e del commento audio perfettamente sincronizzati (movireading), altre che descrivono le immagini inquadrate dalla fotocamera come un volto sorridente (TapTapSEE),  che leggono le etichette di un prodotto (Prizmo e Omoby), che permettono di orientarsi in un luogo sconosciuto (AriadneGPS).

Cross with me è un'app che, attraverso la fotocamera integrata, individua e indica vocalmente alla persona le strisce pedonali, che non sono percepibili attraverso il bastone bianco, e l'orizzonte viene calcolato grazie agli accelerometri. La telecamera, infatti, riprende l'ambiente circostante e grazie ad un software specificamente progettato ne elabora i dati, stabilendo posizione e direzione dell'utente. A questo punto il Voice Over (sintesi vocale) dello smartphone legge ad alta voce le istruzioni che guidano l'utente nell'attraversare correttamente le strisce. Inoltre, l'applicazione dà la possibilità di condividere informazioni con gli altri utenti, come, per esempio, la presenza di ostacoli, lavori in corso e di segnalare alle autorità competenti criticità, affinché possano intervenire. L’idea è partita da Cristian Bernareggi, persona non vedente, collaboratore del Dipartimento di Tecnologie Informatiche dell’Università di Milano (e co-fondatore nel 2011 di EveryWare Technologies, impresa satellite dello stesso Ateneo). Cristian è impegnato da tempo nello sviluppo di tecnologie informatiche in grado di aiutare le persone con disabilità confrontandosi costantemente con gli operatori e gli specialisti informatici dell'Istituto. Qui ci parla del suo progetto.

«La mia esperienza personale influisce molto in generale, perché mi consente di individuare i bisogni di chi è non vedente o ipovedente. Certamente le idee nascono spesso dalla mia esperienza. E tuttavia, nel lavoro cerchiamo di coinvolgere anche gli altri utenti, in particolare nelle prove dei prototipi, per garantire diverse modalità di utilizzo delle tecnologie.
L’interesse per questo settore deriva dal fatto che da molti anni utilizzo tecnologie informatiche che hanno migliorato la qualità della mia vita. Il prototipo esiste già e funziona. È stato presentato nell’ottobre dello scorso anno alla Fiera ReaTech Italia di Milano. Tuttavia sono necessari ancora ulteriori test, per rendere l’app assolutamente affidabile nel riconoscimento delle strisce e degli altri ostacoli che si possono incontrare in un contesto urbano. Oltre a ciò ho in mente altri progetti per il futuro: ad esempio un dispositivo per poterci orientare negli edifici in cui il GPS non funziona. Abbiamo testato un prototipo e immaginiamo di portare questo approccio nei luoghi pubblici chiusi. Inoltre, stiamo lavorando a delle tecniche di visione artificiale, per riconoscere segnali stradali. Ad esempio, è in fase di test un’app per il riconoscimento dei semafori e del relativo colore, che si andrà ad integrare a Cross with me».

Fonte: superando.it

Si tratta di una app che, attraverso la fotocamera integrata, individua e indica vocalmente alla persona le strisce pedonali, che non sono percepibili attraverso il bastone bianco, e l'orizzonte viene calcolato grazie agli accelerometri. La telecamera, infatti, riprende l'ambiente circostante e grazie ad un software specificamente progettato ne elabora i dati, stabilendo posizione e direzione dell'utente. A questo punto il Voice Over (sintesi vocale) dello smartphone legge ad alta voce le istruzioni che guidano l'utente nell'attraversare correttamente le strisce. Inoltre, l'applicazione dà la possibilità di condividere informazioni con gli altri utenti, come, per esempio, la presenza di ostacoli, lavori in corso e di segnalare alle autorità competenti criticità, affinché possano intervenire. L’idea è partita da Cristian Bernareggi, persona non vedente, collaboratore del Dipartimento di Tecnologie Informatiche dell’Università di Milano (e co-fondatore nel 2011 di EveryWare Technologies, impresa satellite dello stesso Ateneo). Cristian è impegnato da tempo nello sviluppo di tecnologie informatiche in grado di aiutare le persone con disabilità e ci parla del suo progetto.
«La mia esperienza personale influisce molto in generale, perché mi consente di individuare i bisogni di chi è non vedente o ipovedente. Certamente le idee nascono spesso dalla mia esperienza. E tuttavia, nel lavoro cerchiamo di coinvolgere anche gli altri utenti, in particolare nelle prove dei prototipi, per garantire diverse modalità di utilizzo delle tecnologie.
L’interesse per questo settore deriva dal fatto che da molti anni utilizzo tecnologie informatiche che hanno migliorato la qualità della mia vita. «Il prototipo esiste già e funziona. È stato presentato nell’ottobre dello scorso anno alla Fiera ReaTech Italia di Milano. Tuttavia sono necessari ancora ulteriori test, per rendere l’app assolutamente affidabile nel riconoscimento delle strisce e degli altri ostacoli che si possono incontrare in un contesto urbano. Oltre a ciò ho in mente altri progetti per il futuro: ad esempio un dispositivo per poterci orientare negli edifici in cui il GPS non funziona. Abbiamo testato un prototipo e immaginiamo di portare questo approccio nei luoghi pubblici chiusi. Inoltre, stiamo lavorando a delle tecniche di visione artificiale, per riconoscere segnali stradali. Ad esempio, è in fase di test un’app per il riconoscimento dei semafori e del relativo colore, che si andrà ad integrare a Cross with me».

Questo sito o gli strumenti installati forniti da terze parti si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella pagina di policy & privacy.

Chiudendo questo banner o proseguendo la navigazione si acconsente all'uso di cookie.