Appello alla città

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La nuova segnaletica ATM per la fase 2

«Fronteggiare l’emergenza in tutte le sue sfaccettature non è affatto facile e, per quanto potranno fare le autorità competenti, sarà difficile arrivare efficacemente dappertutto. In queste occasioni il grande Cuore di Milano fa la differenza manifestandosi con sempre una forza incontenibile»

Ritengo che in occasione dell’emergenza sanitaria dovuta al diffondersi del Coronavirus, salvo le solite eccezioni, i cittadini milanesi invitati a stare a casa e comunque a limitare gli spostamenti allo stretto necessario abbiano, come sempre, dimostrato senso civico.

Ora stiamo per affrontare la così detta fase 2 in cui, attraverso il graduale allentamento delle prescrizioni, si cercherà di tornare lentamente alla normalità.

La società è combattuta tra l’irrefrenabile desiderio di tornare alle abitudini di ieri e la necessaria prudenza affinché il contagio non riprenda vigore.

Da qui i piani del Comune per i trasporti che non possono ignorare le norme relative al necessario distanziamento.

Certo non sarà facile corrispondere alle esigenze di tutti, ma, rifacendomi ai valori etici che da sempre ispirano la vita della nostra città, mi permetto di lanciare un messaggio a nome dei cittadini ciechi e ipovedenti al quale sono certo si assoceranno altre categorie di disabili e in buona sostanza molti cittadini anziani.

Al Comune di Milano raccomandiamo di vigilare affinché i marciapiedi rimangano liberi, assicurandosi che i tanti che useranno biciclette e monopattini percorrano le corsie a loro riservate e, quando ciò non sia possibile, conducano i loro mezzi a mano.

Sempre alla Civica Amministrazione suggeriamo, così come già attuato in altre città, il ripristino del buono taxi per quanti devono necessariamente recarsi sul luogo di lavoro.

Inoltre, potrebbe rientrare in funzione l’ottimo servizio Radiobus.

Alle Ferrovie Nord e all’ATM, nella messa a punto delle loro strategie, raccomandiamo di tener conto delle esigenze di chi non vede che certamente non potrà in autonomia ottemperare ai limiti imposti.

Mi riferisco in particolare alla segnaletica a terra preposta al distanziamento e all’obbligo di salire in vettura solo quando c’è il posto a sedere.

La scarsità di volontari civili, parzialmente surrogata da un contributo Cariplo, certamente non basta.

E qui faccio l’appello più pressante, quello a tutti i cittadini, perché non abbiano paura a tendere una mano ai ciechi e a quanti hanno bisogno: la norma lo consente.

Fronteggiare l’emergenza in tutte le sue sfaccettature non è affatto facile e, per quanto potranno fare le autorità competenti, sarà difficile arrivare efficacemente dappertutto.

In queste occasioni il grande Cuore di Milano fa la differenza manifestandosi con sempre una forza incontenibile.

Rodolfo Masto - Presidente della Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano

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