L’esame di Francesco giocatore coraggioso

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Non vedente dall’età di sei anni, Francesco ha preso 100 all’esame di maturità al liceo Virgilio con un brillante orale che ha spaziato dal fascismo alle mutazioni genetiche. Il centro tiflopedagogico dell’Istituto dei Ciechi - che lo ha sostenuto fin dalla scuola materna nel suo percorso di studi - si congratula con lui, augurandogli di riuscire sempre a realizzare le proprie aspirazioni. Bravo Francesco!
Riportiamo uno stralcio dell’articolo di Claudia Zanella apparso su Repubblica ed. Milano dell'8 luglio 2019

Francesco Cavallotto durante una partita di calcio a 5Francesco si sistema i polsini della camicia. Agitato? “Un po’” , sorride. I professori e gli amici scherzano con lui e poi lo accompagnano dentro all’aula. Cammina con passo sicuro, come se ci vedesse. Il Virgilio di piazza Ascoli è casa sua da cinque anni, lo conosce perfettamente. Ma Francesco Cavallotto, 18 anni, studente del liceo scientifico, è cieco da quando ne aveva 6 a causa di un glaucoma. Gli insegnanti gli porgono le buste e lui ne estrae una. Un stralcio di un discorso di Mussolini del 1932 che il professore di Filosofia legge ad alta voce. Francesco ragiona qualche secondo, poi inizia a parlare.

Parte dall’origine del movimento, parla della rivoluzione morale e dell’uomo fascista, collegando l’idea che ne aveva Pirandello e il pensiero nazificato di Nietzsche. E dalla figura del fanciullo dello Zarathustra passa a Pascoli. Dondola un po’ sulla sedia placando il nervosismo dell’esame e salta da un argomento all’altro con agilità. Passa dalla bomba atomica al progetto Manhattan, dalla relatività einsteiniana ai danni da radiazioni fino alle mutazioni genetiche. Un colloquio che procede spedito, con poche domande dai docenti, perché Francesco è riuscito a collegare quasi tutto da solo.

[…] Non sa ancora cosa farà da grande, di sicuro vuole continuare con lo sport che ama. Per ora si è portato a casa un 100 alla maturità.

Per l’università è proiettato verso facoltà scientifiche. “Mi appassiona poter conoscere il meccanismo che comanda quello che ci circonda”. Anche se, ricorda, a scuola ha sempre amato anche la storia e la filosofia, “sono fondamentali per la cultura personale ma anche per formare il carattere e la propria visione del mondo».

Ora dovrà scegliere dove iscriversi: «Sono indeciso tra Fisica, Biologia, Biotecnologie e Scienze dei materiali” . Anche se, spiegano la sua insegnante di sostegno, Alessia Bianco, e la sua assistente alla comunicazione, Sara Longino, «aveva superato anche i test per la Bocconi e il Politecnico” . Entrambe lo definiscono “un testone» , ma anche “coraggioso, non cerca mai di evitare le difficoltà né lo spaventano”.

E ha una vita ricca di esperienze e passioni. Dalla musica rock e rap — «suonavo la batteria, con il liceo ho un po’ abbandonato” — alla lettura, passando per serie tv e film. Ma non racconta molto di sé, “preferisco ascoltare piuttosto che parlare, penso che ci sia molto da imparare ascoltando».
Francesco, riservato e riflessivo, si illumina quando arrivano i suoi amici. Si accende la sua vena ironica e si lascia sfuggire qualche battuta. Raccoglie il computer e, mentre un suo compagno di classe porta la borsa frigo piena di bottiglie di spumante, annuncia con il sorriso: «Ora andiamo a festeggiare».

di Claudia Zanella
da Repubblica ed. Milano del 8/7/2019

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