Gli istituti, un bene da tutelare

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Istituto Martuscelli di Napoli

Napoli, UICI e Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi insieme per rilanciare l'attività degli istituti campani

Qualche tempo fa, si è svolta a Napoli una due giorni intensa di attività, voluta fortemente dal Presidente Nazionale UICI Mario Barbuto, per rilanciare le attività delle Istituzioni pro ciechi della Campania che negli ultimi anni hanno subito un declino clamoroso. La Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi, guidata dal presidente Rodolfo Masto, ha organizzato l'assemblea dell'ente e, in collaborazione con il Consiglio regionale UICI della Campania, un convegno per richiamare l'attenzione della cittadinanza sulle istituzioni per ciechi campane.

L'evento ha avuto inizio presso l'Istituto Martuscelli dove, presieduto dal presidente Mario Barbuto, si è svolto il Consiglio regionale UICI della Campania che ha visto la partecipazione dell'assessore alla pubblica istruzione e politiche sociali della regione Campania Lucia Fortini, l'assessore del comune di Napoli Roberta Gaeta, del commissario dell'Istituto avv. Andrea Torino e del presidente della Federazione Rodolfo Masto. Questo primo momento istituzionale è servito per lanciare un messaggio alle istituzioni sulla necessità di concentrare l'attenzione e l'azione sul recupero della funzionalità delle istituzioni come Martuscelli e Colosimo che rischiano di snaturare la missione per la quale erano stati donati dai benefattori: migliorare la vita dei ciechi e degli ipovedenti.

Nel pomeriggio Rodolfo Masto ha aperto l'assemblea della Federazione illustrando, con una relazione profonda e appassionata, l'attività svolta dall'ente nel 2017. "Eccoci a Napoli, città che vanta un'antica tradizione nella cura e nell'assistenza di chi non vede. Qui la filantropia della nobiltà, unita alla proverbiale generosità del popolo, hanno favorito la nascita e lo sviluppo di tre importanti Istituzioni: l'Istituto Domenico Martuscelli, l'Istituto Paolo Colosimo e l'Istituto, oggi Fondazione, Strachan-Rodinò."

Il presidente Masto ha continuato con alcuni cenni storici: "Napoli, influenzata dallo spirito illuminista, che in tutta Europa registrava una diversa attenzione nei confronti dei ciechi, vide, a partire dal 1818, l'istituzione da parte dei Borboni della prima scuola per ciechi presso l'Ospizio dei Santi Giuseppe e Lucia, che divenne così un punto certo di riferimento per buona parte dei ciechi dell'Italia meridionale. A conferma di ciò è sufficiente una rapida lettura degli atti costitutivi e dei cenni storici delle Istituzioni sopracitate per rendersi conto di come la città seppe rispondere ai bisogni dei disabili visivi sia in termini di qualità che quantità. I servizi offerti dagli Istituti partenopei non si limitarono solo all'ambito assistenziale, ma interpretarono appieno lo spirito emerso in occasione del congresso svoltosi a Bologna nel 1888, quando i rappresentanti di tutte le Istituzioni decisero di introdurre progetti educativi per quell'epoca particolarmente innovativi".

Dopo il preambolo storico la relazione punta ad esaminare la situazione della Federazione per l'anno 2017, ecco alcuni passi: "Abbiamo cominciato l'anno in forte affanno perché il reiterato ritardo nella liquidazione dei contributi previsti per legge ci ha costretti, forse ancor di più che nel passato, ad una delicata e complessa gestione residuale. Nonostante l'adozione di provvedimenti di sostegno alla spesa, come l'attivazione di anticipazioni di cassa sia nella forma ordinaria prevista dalla convenzione con l'Istituto cassiere, che in forma straordinaria mediante la sottoscrizione di un prestito ponte, le difficoltà non sono mancate. La mancata erogazione del contributo più significativo previsto dalla Legge 284/1997, liquidato solo nel febbraio scorso, ci ha creato davvero notevoli disagi".

Il presidente della Federazione ha poi snocciolato le attività svolte partendo dalla realizzazione del Centro Polifunzionale, gli ausili tiflodidattici, dove oltre all'ammodernamento della struttura di produzione si è dato risposta a circa 700 richieste di materiale, valorizzazione del settore mostre con numerose attività realizzate, realizzazione di tantissimi libri tattili ed altro materiale. Un anno ricco e intenso per la Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi il 2017 e nelle conclusioni del presidente Rodolfo Masto si può cogliere appieno quali saranno le sfide successive: "Noi sappiamo bene che i temi di nostro interesse hanno bisogno di svilupparsi attraverso il più ampio coinvolgimento, fattore imprescindibile per promuovere conoscenza e, insieme, cultura dell'inclusione. Va da sé che i fenomeni culturali e innovativi che prefigurano il cambiamento devono essere affrontati e, se possibile, governati con il peso della nostra presenza istituzionale, della nostra "massa critica", consapevoli delle forze e delle energie che possiamo mettere in campo. Da qui la nostra convinta adesione a tutte quelle iniziative che l'Unione sta realizzando affinché tutte le nostre realtà siano percepite come un'unica entità che, pur nella diversità dei compiti e dei ruoli istituzionali affidati, opera e lavora con intenti comuni per il bene dei ciechi. In onore del fondatore dell'Istituto Martuscelli. Chiudo con un suo motto molto significativo: "Se gli occhi non vedono la mente può sempre sognare".

Il presidente UICI, Mario Barbuto, che fortemente ha voluto questa due giorni napoletana nei tre momenti istituzionali, compreso quello del convegno del sabato presso la regione Campania, ha espresso in maniera chiara e forte la posizione dell'associazione sulle Istituzioni pro ciechi partenopee e nel resto della penisola: "Credo che in un momento storico di grandi difficoltà e cambiamenti, i ciechi italiani non possono fare a meno dell'apporto e del contributo dei gloriosi istituti che si sono uniti nella Federazione. La tappa di Napoli è per noi motivo di cruccio e preoccupazione perché qui in maniera lenta ma inarrestabile si è desertificato l'apporto e il supporto che Martuscelli, Colosimo e Strachan-Rodinò hanno dato dalla loro nascita per contribuire al miglioramento della vita dei ciechi. Credo sia giunto il momento, per l'Unione, di fare la propria parte ed assumersi tutte le responsabilità che gli competono per invertire questa tendenza negativa che vive Napoli, perché è sul terreno della proposta e della concretezza che chiameremo le istituzioni a confrontarsi e a mettere in campo azioni concrete che riabilitino e onorino la memoria di tutti quei benefattori che avevano deciso di donare i loro patrimoni in favore dei ciechi. Gli istituti tutti sono, per l'Unione, un bene prezioso che va difeso e tutelato per evitare che non siano più considerati un corpo estraneo alla nostra associazione. Non arretreremo di un passo perché siamo convinti che i nostri istituti saranno, in futuro, baluardo e punto di partenza per le nuove sfide a cui saremo chiamati".

di Ermelinda Massa
da Corriere dei Ciechi