«È ora di agire per l’occupabilità dei ciechi e degli ipovedenti»

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wbuIl 3 dicembre è stata la giornata in cui il mondo ha celebrato le persone con disabilità e la loro piena inclusione nella società. Il tema scelto dalle Nazioni Unite quest’anno è “Raggiungere 17 obiettivi per il futuro che vogliamo”, in riferimento agli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile – Sustainable Developments Goals (OSS), approvati dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel settembre 2015. Gli Obiettivi contengono espliciti riferimenti alle persone con disabilità, che quindi verranno incluse tra le priorità del programma internazionale di sviluppo valido fino al 2030.

Gli obiettivi riguardano diversi argomenti come la salute, l’istruzione, la pace e la parità di genere. L’obiettivo n. 8 chiede di «promuovere una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti.» Questo obiettivo è anche una delle principali priorità dell’Unione Mondiale dei Ciechi (World Blind Union – WBU). Nonostante i progressi fatti in materia di istruzione e di riabilitazione, nelle tecnologie e nel modo di porsi della società nei confronti delle persone con disabilità visiva, in ogni parte del mondo le persone cieche o ipovedenti hanno probabilità molto ridotte di trovare un impiego. Nei paesi sviluppati, l’occupazione delle persone con disabilità visiva si aggira intorno al 25%, mentre nei paesi in via di sviluppo il numero di persone non vedenti occupate scende sotto il 10%.

«I ciechi e gli ipovedenti vogliono lavorare e sono in grado di farlo. L’unica cosa che li trattiene è la mancanza di opportunità» ha detto il prof. Fredric Schroeder, Presidente dell’Unione Mondiale dei Ciechi. Schroeder ha inoltre dichiarato che «I ciechi e gli ipovedenti devono poter contare su una buona istruzione, sulle tecnologie assistive e su qualcuno che dia loro l’opportunità di dimostrare quello che sono in grado di fare».
Il futuro che la WBU vuole che si realizzi è quello in cui tutte le persone con disabilità, comprese le persone cieche e ipovedenti, abbiano pieno accesso a un’occupazione remunerata, in condizioni di parità rispetto alle persone senza disabilità. Al fine di raggiungere questo obiettivo, è necessario affrontare gli ostacoli che ancora persistono e che impediscono alle persone non vedenti di trovare un impiego.

Tra gli ostacoli vi sono la mancanza di una legislazione che eviti la discriminazione nei confronti delle persone con disabilità nei luoghi di lavoro o durante il processo di assunzione, la mancanza delle conoscenze necessarie per supportare e / o formare i dipendenti ciechi o ipovedenti e i pregiudizi e le false credenze difficili da estirpare che molte persone hanno ancora nei confronti dei non vedenti, come ad esempio la convinzione che le persone con disabilità visiva non abbiano le stesse capacità di un lavoratore vedente o che esse rappresentino un costo maggiore per il datore di lavoro rispetto agli altri dipendenti.

Un recente studio dell’Ipsos condotto in Canada per l’Istituto Nazionale Canadese per i Ciechi .- Canadian National Institute for the Blind (CNIB) ha messo in evidenza che il 70% dei canadesi, tra un candidato vedente e uno non vedente, sceglierebbe il candidato vedente anche se entrambi avessero le medesime qualifiche (clicca qui per i risultati completi dello studio Ipsos). Questo genere di pregiudizi riguardanti l’impiego di persone non vedenti non sono specifici del Canada, ma sono un problema diffuso in tutto il mondo.

L’Unione Mondiale dei Ciechi (WBU) è l’organizzazione che rappresenta a livello mondiale circa 285 milioni di persone cieche e ipovedenti. I suoi membri si trovano in oltre 190 paesi e sono organizzazioni di persone non vedenti che difendono i propri diritti e interessi, organizzazioni che forniscono servizi a queste persone, ma anche organizzazioni internazionali attive nel settore della disabilità visiva.

Info

www.wbu.ngo

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