Giornata nazionale del cane guida

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Giornata nazionale del cane guida

La giornata, istituita dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti nel 2006, «è un’importante occasione per portare all'attenzione di tutti il tema dell’accesso dei cani guida nei luoghi aperti al pubblico – dichiara il Presidente nazionale dell’Unione, Mario Barbuto. Il cane guida è un vero compagno di libertà, sempre pronto ad assecondare le necessità di autonomia e di mobilità. Tutelare questa libertà significa garantire il diritto di andare con i nostri cani ovunque: ristoranti, alberghi, mezzi di trasporto, scale mobili, ma anche cinema e teatri, luoghi di culto».

Purtroppo però, ancora oggi, spesso, non viene permesso al non vedente accompagnato dal cane guida di entrare in un ristorante, di prendere un taxi o di utilizzare mezzi di trasporto pubblico, nonostante l’esistenza di una legge. Si tratta dell’articolo unico della Legge n. 37/1974, aggiornata poi con la legge 60/2006, che recita: «Il cieco con il cane guida può entrare in tutti i luoghi aperti al pubblico».

«Mai come in questo ultimo periodo – continua Barbuto - abbiamo sentito parlare dei cani guida e della libertà di una persona non vedente a muoversi in autonomia, in seguito al rifiuto ad accogliere una donna cieca col proprio cane guida da parte di una struttura alberghiera di Rimini. E’ per questo che c’è bisogno, anche quest’anno, di ribadire che ogni rifiuto di questa nostra libertà costituisce una violazione dei nostri diritti umani basilari. A questi diritti non potremo mai rinunciare e sarà nostro dovere difenderli in ogni sede e con ogni mezzo. Tra l’altro un giorno sì e l’altro anche, ci vengono raccontati nuovi episodi di discriminazione, una volta per quanto riguarda l’accesso ai luoghi di lavoro, un’altra nei luoghi di culto, e così via. E’ così difficile capire che il cane guida deve poter accompagnare il disabile visivo ovunque vada?»

Tra l’altro, come Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti si vuole sottolineare il fatto che ogni rifiuto ha un impatto negativo sull’autostima della persona coinvolta, visto che quando si rifiuta una l’accoglienza di una persona non vedente accompagnata dal proprio cane guida, è la persona ad essere rifiutata, insieme al suo cane. E questo rifiuto comporta sempre un danno morale nei confronti della persona che si vede rifiutata.

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