Isee disabili: la partita non e' ancora chiusa (anzi)

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Sul fronte Isee e disabilità si rimanda tutto al 3 dicembre prossimo, che l'ironia della sorte vuole sia anche la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità. Sarà in questa data che si conoscerà la decisione del Consiglio di Stato in merito ad una questione che nei mesi scorsi ha preoccupato e tenuto banco non poco, lasciando tra l'altro molte famiglie in una situazione di stallo.

Ad essere al centro della faccenda, il nuovo Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE), varato lo scorso dicembre. Si tratta di quello strumento che serve a sintetizzare la situazione economico-patrimoniale di chi vuole accedere  prestazioni sociali o tariffe agevolate (si va dalle agevolazioni per tasse universitarie, agli asili nido, ai servizi socio sanitari e riduzione ticket, ecc). L'Isee viene calcolato sulla base di redditi e patrimonio del nucleo familiare del soggetto, basandosi sulle informazioni raccolte con la Dsu (Dichiarazione sostitutiva unica) e di altre informazioni disponibili negli archivi dell'Inps e dell'Agenzia delle entrate.

In mezzo alla bufera c'è la novità introdotta lo scorso dicembre col nuovo ISEE di inserire nel computo del reddito anche pensioni di invalidità, indennità di accompagnamento e provvidenze legate all'invalidità e disabilità.
La cosa aveva ovviamente visto una alzata di scudi da parte dei gruppi e delle associazioni legate al mondo della disabilità, raccogliendo la forte preoccupazione di moltissime persone disabili che dipendono da queste provvigioni.
Ne era seguito un ricorso da parte di alcune famiglie che avevano ottenuto ragione con tre sentenze del Tar Lazio, il quale aveva definito illegittimo  inserire pensioni di invalidità e indennità di accompagnamento nel computo dell'Isee. In particolare, il Tribunale si era richiamato alla volontà originaria del legislatore che, istituendo queste provvigioni a titolo indennitario, le esclude automaticamente dall'essere considerato reddito disponibile.

Partita finita quindi? Non proprio. Lo Stato Italiano aveva infatti deciso di appellarsi al Consiglio di Stato per poter sospendere le sentenze; cosa che avrebbe consentito al Governo di non dover intervenire con un correttivo alla nuova norma (e di fatto generando una situazione di stallo che ha già creato non poca confusione nella compilazione delle richieste dell'Isee). Ora la notizia che lo scorso 17 settembre  il Consiglio di Stato ha negato al governo la sospensiva delle sentenze in oggetto. In sostanza, le tre sentenze del Tar (esecutive da febbraio 2015) vanno applicate.

 La questione quindi si riapre, e il nodo verrà sciolto definitivamente il 3 dicembre prossimo, quando è stata fissata l'udienza, e il Consiglio si esprimerà sulla questione.

Fonte: disabili.com

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