Il coraggio di provarci

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“Il cervello non sa che tu sei cieco" spiega Andy "il cervello è sensibile come per un vedente. Io mi affido al 100 per cento agli altri sensi, ma è la scienza che ha dimostrato come la vista sia il meno affidabile dei sensi e del resto due persone perfettamente vedenti non vedono e non sentono neppure loro le stesse cose".

Andy Holzer nasce del 1966 a Lienz, nel Tirolo orientale, e fin dalla più tenera età non si scoraggia di fronte alle difficoltà della sua condizione di non vedente. Anzi, trova nelle sfide sportive nuova linfa vitale per crescere come uomo e come atleta. Ha praticato sci di fondo, surf, mountain bike fino a che, all'età di 23 anni, la guida alpina Hans Bruckner gli ha insegnato l'arte dell'arrampicata. Da lì è scattata la scintilla e la sua vita è cambiata.
Questo racconta Andy Holzer nel suo libro “Gioco d’equilibrio”, uscito da qualche mese in Italia per l'editore Keller, in vetta alle classifiche di vendita in Germania e Austria. Un vero caso editoriale, dove l'autore racconta della propria infanzia in un paese austriaco, della sua adolescenza e della famiglia che non ha mai interpretato la cecità come limitazione incoraggiandolo a inseguire i propri sogni.

Da quando scopre l'arrampicata Andy vi si dedica anima e corpo, scalando le vertiginose pareti delle Dolomiti e salendo le più alte cime di tutti i continenti. Dopo anni di avventure verticali all'alpinista austriaco ha quasi completato la salita delle delle "Seven Summit", le più alte cime di dei sette continenti che sono l'ambito traguardo dell'elite alpinistica mondiale. Si tratta di un obiettivo di prim'ordine, alla portata di pochi e ben allenati alpinisti. La settima e ultima cima per Andy sarà l'Everest e leggendo della tenacia con cui ha lottato sulla parete nord della Cima Grande di Lavaredo o sul Monte Vinson in Antartide c'è da stare sicuri tenterà molto presto questa salita.

"Non ho mai considerato il mondo come un vedente; la mia realtà è così plastica! Mi rappresento le cose attingendo dai racconti di altri, o utilizzando gli altri miei sensi quali tatto, olfatto e gusto. Le grandi pareti nord delle Dolomiti possono tramutarsi in soleggiate pareti sud, piccoli appoggi diventano grandi, poco importa se sul filo del sentiero o in cordata". Così Andy spiega alcuni trucchi da atleta non vedente per affrontare le difficoltà che tutti (vedenti o meno) incontrano nella pratica dell'alpinismo estremo. Una vena di ironia pervade le pagine di questo libro, e non potrebbe essere altrimenti per chi ha scelto la via dell'alpinismo, anche a rischio della propria incolumità fisica, al posto dell'autocommiserazione.

Nelle pagine di "Gioco di equilibrio" troviamo così un esempio prezioso di come sia possibile trasformare gli ostacoli in opportunità e di come dipendere l'uno dall'altro possa essere una benedizione, un gesto di fiducia, un dono meraviglioso.

link

www.andyholzer.com

www.kellereditore.it

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