«Accessibilità, libertà, eguaglianza»

Postato in Libri
Giulio Blasi, Rodolfo Masto, Luisa Finocchi, Cristina Mussinelli

«Accessibilità, libertà, eguaglianza». È riassunto in queste tre parole il messaggio che la Fondazione Libri Italiani Accessibili ha voluto lanciare al mondo dell'editoria per sensibilizzare sul problema dell'accessibilità alla cultura per chi è disabile visivo.

Se ne è parlato lunedì 23 maggio 2016 presso il Laboratorio Formentini per l'editoria di Milano, in un incontro dedicato all'evoluzione dell’accessibilità nell’editoria digitale.

Ha introdotto il dibattito una suggestiva lettura al buio del libro Il giardino delle mosche di Andrea Tarabbia. Con metodi diversi si sono alternati alla lettura l'autore, Elisabetta Corradin e Emanuele Bravi, persone non vedenti che hanno letto rispettivamente da un dispositivo braille sense e da un testo cartaceo in caratteri braille.

Non poteva esserci modo più diretto per far capire  al pubblico come la forza della parola scritta possa raggiungere il nostro cuore e la nostra mente, a prescindere dal supporto utilizzato.
Per realizzare questo obiettivo è però necessario che i libri siano accessibili, e in particolare che la loro versione digitale sia realizzata rispettando i criteri di accessibilità che ne permettano la fruizione con le tecnologie assistive (sintesi vocale, display braille, videoingranditori).

Non sempre gli editori si mostrano disponibili a venire incontro alle esigenze di chi non vede e per questo motivo è più che mai necessario un grande lavoro di sensibilizzazione.
«La cultura è lo strumento per superare gli stereotipi negativi che riguardano i non vedenti, stereotipi che portano inevitabilmente conseguenze per l'inserimento sociale e professionale» ha detto Rodolfo Masto, commissario straordinario dell'Istituto dei Ciechi di Milano, sottolineando come lo strumento principe dell'accesso al sapere sia ancora oggi il libro scolastico. «Purtroppo molti editori sono restii a rilasciare la copia digitale dei libri (fondamentale per realizzare le trascrizioni in braille e a caratteri ingranditi ndr) per timore che così facendo si incoraggi una diffusione incontrollata» ha concluso Masto.

Emanuele Bravi durante il reading al buioAndrea Tarabbia durante il reading al buio Elisabetta Corradin durante il reading al buio

Per garantire il diritto alla cultura ognuno deve fare la sua parte e le biblioteche hanno un ruolo fondamentale. Giulio Blasi, presidente dell'azienda Horizons Unlimited che gestisce il servizio bibliotecario digitale MLOL (MediaLibraryOnLine), ha ribadito l'importanza dell'accessibilità nell'ambito dei sistemi bibliotecari. «Il lavoro da fare è molto, ma le biblioteche digitali costituiscono una innovazione utile per tutti». Non solo perché sono aperte 24 ore su 24 per tutto l'anno, ma soprattutto perché aprono nuovi orizzonti nell'ambito dell'accessibilità, ha concluso Biasi.

Anche le biblioteche fisiche, fondamentali presidi culturali del territorio metropolitano, mostrano una sempre maggiore attenzione a questi temi. Compaiono video ingranditori per i lettori ipovedenti, si organizzando corsi di informatica rivolti agli anziani, nascono punti di assistenza digitale per aiutare anche i meno avvezzi alle nuove tecnologie. Inoltre, come ha ricordato Paola Petrucci dell'Associazione Italiana Biblioteche (AIB), sono in progetto corsi di formazione rivolti ai bibliotecari per promuovere una nuova cultura dell'accessibilità.

In questo panorama si inserisce il progetto In-formazione con l'obiettivo di mettere a disposizione delle persone non vedenti strumenti per poter fruire dei libri digitali. Lo ha spiegato Cristina Mussinelli, Segretario Generale della Fondazione Lia, precisando come l'obiettivo di un sapere accessibile sia raggiungibile solo attraverso la collaborazione, e non la competizione, di tutti gli attori che operano nel mercato editoriale.

Marco Rolando

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