Noi, ciechi che aiutiamo gli altri

on . Postato in Lavoro
Logo dell'Inps riprodotto su una vetrata.

«La soddisfazione più grande è sentirsi dire 'grazie' dagli utenti che si trovano in difficoltà». Così Cosimina Galgano racconta delle soddisfazioni che le dà il lavoro allo Sportello mobile dell'Inps, dove tutti i giorni offre assistenza telefonica alle persone invalide che hanno difficoltà a muoversi da casa. Impiegata presso l'Ente da 23 anni, Cosimina ha perso la vista 13 anni fa ed è stata costretta a lasciare il suo posto negli uffici amministrativi per lavorare al centralino. Un cambiamento difficile, che ha dovuto affrontare anche il suo collega Michele Di Monaco, ex imprenditore edile diventato centralinista trent'anni fa dopo aver perso la vista.

La loro storia è simile a quella di molti altri ciechi che lavorano in centralino e che, negli ultimi anni, vedono il proprio ruolo minacciato dalle trasformazioni in corso nelle grandi organizzazioni aziendali. Smartphone, call center, internet stanno infatti rendendo obsoleta la figura tradizionale del centralinista e così in tanti rischiano di trovarsi da un giorno all'altro senza mansioni.

In questa situazione si sarebbero potuti trovare Cosimina e Michele dopo che, nel 2010, l'Inps ha chiuso i centralini delle proprie sedi nell'ambito di un vasto programma di riorganizzazione. Le cose per fortuna sono andate diversamente.
L'amministrazione, infatti, ha predisposto un nuovo servizio per impiegare proficuamente le competenze guadagnate dai non vedenti in tanti anni di esperienza.

È lo Sportello mobile, un servizio telefonico che offre assistenza agli utenti più fragili. Cosimina e Michele dalla loro postazione sono in grado di aiutare chi ha difficoltà di deambulazione o handicap sensoriali, fornendo servizi che normalmente vengono erogati nelle sedi locali. Grazie a una telefonata l'anziana in carrozzina non deve avventurarsi nelle strade della città per ottenere presso la sede un modello "Cud" o un estratto contributivo.

Come nel vecchio lavoro di centralinista anche in questo caso si sta al telefono, con la differenza che l'operatore fornisce direttamente i servizi all'utente, utilizzando i software gestionali dell'azienda. Tutto ciò richiede maggiori competenze per gestire i programmi informatici rispetto a quanto si faceva prima, e si rendono necessari percorsi di riqualificazione professionale specifici.

Seduti alle loro postazioni con cuffie, telefono e computer con tecnologie assistive, Cosimina e Michele si mostrano soddisfatti. «Grazie ai corsi di alfabetizzazione informatica abbiamo imparato a usare la sintesi vocale e i programmi senza il mouse. Così riusciamo a gestire efficacemente le richieste» dice Michele mostrando orgoglioso il funzionamento del suo pc "parlante".

Sono cinque gli ex centralinisti non vedenti o ipovedenti dell'Inps che, dopo aver seguito un corso di riqualificazione personalizzata con l'Istituto dei Ciechi di Milano, sono diventati operatori dello Sportello mobile.
«Non sarebbe stato possibile raggiungere questo obiettivo senza la collaborazione con i formatori dell'Istituto dei Ciechi di Milano, con i quali abbiamo condotto un ottimo lavoro di squadra» afferma Giampaolo Manara, responsabile del Team sviluppo professionale dell'Inps.

Due elementi hanno determinato questo positivo risultato: la sensibilità dell'amministrazione Inps, tesa a valorizzare le capacità di tutti, e la formazione specializzata dell'Istituto dei Ciechi, che promuove e sostiene l'autonomia di chi non vede nelle incessanti trasformazioni del nostro tempo.

di Marco Rolando

Questo sito o gli strumenti installati forniti da terze parti si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella pagina di policy & privacy.

Chiudendo questo banner o proseguendo la navigazione si acconsente all'uso di cookie.