Adeguarsi ai tempi che cambiano

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Corso di centralino all'Istituto dei Ciechi di Milano

Secondo l’opinione di molti la figura del centralinista sarebbe destinata all’estinzione. Risponditori automatici, call center, mail e nuove tecnologie da tempo hanno messo un’ipoteca su questa professione che progressivamente sta scomparendo dagli organigrammi aziendali.

La professione di centralinista è stata tradizionalmente appannaggio di chi non vede, grazie anche alla legge 113 che obbliga ad assumere nei centralini aziendali una quota di lavoratori con disabilità visiva.
Le persone non vedenti e ipovedenti che svolgono o aspirano a svolgere questo lavoro oggi però devono fare i conti con le trasformazioni epocali che riguardano l’organizzazione delle aziende e che spesso li colpiscono.
Per parlare di questi temi lo scorso sabato 13 febbraio si è svolto un incontro presso la sede dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Milano, dove si è fatto il punto della situazione per quanto riguarda norme e situazione occupazionale in Lombardia. E si è messa sul piatto qualche idea per il futuro.

Il centralino è dunque morto? A giudicare dalla vivacità del dibattito si direbbe proprio di no. Una sessantina di centralinisti ha infatti risposto all’appello, portando la propria esperienza e vivacizzando la discussione con le proprie idee e conoscenze.

Molti i problemi sul tavolo: dalle aziende che non rimpiazzano i lavoratori andati in pensione a quelle che preferiscono pagare le multe per adempiere agli obblighi di assunzione prescritti dalla legge 113. Tutto ciò in un contesto di crisi economica ormai strutturale, dove chi può cerca di tagliare al massimo i posti, eliminando in gran parte dei casi il centralino dalle funzioni aziendali.

Di fronte a queste criticità è emersa forte la volontà di guardare al futuro e di adeguarsi ai tempi che cambiano. L’opinione condivisa è che la figura tradizionale debba venire incontro alle esigenze attuali, trasformandosi in un operatore in grado di gestire banche dati, di lavorare nei call center, di offrire un servizio di sportello agli utenti. Obiettivi per nulla irraggiungibili con la tecnologia assistiva e una formazione specifica.

«Milano è sempre stata innovativa - ha detto nel suo intervento Rodolfo Masto, presidente della sezione UICI milanese  - Ferma restando la validità delle norme che tutelano l’assunzione dei non vedenti, occorre sperimentare la filosofia del collocamento condiviso. Quando è l’azienda a contattarci (l’Unione o l’Istituto dei Ciechi ndr) si può attivare un progetto di inserimento che preveda la selezione e la formazione specifica di personale, in modo da soddisfare le esigenze dall’azienda e dei candidati. L’esperienza fatta dall’Istituto dei Ciechi con Allianz Global Assistance ne è un formidabile esempio»

Ecco allora la necessità di fare affermare le cosiddette figure equipollenti, già previste dalla legge, in grado di ricoprire posizioni di sportello grazie agli ausili informatici e a una preparazione specifica.

Il collocamento condiviso è la strada maestra per il consolidamento di queste figure. Dice ancora Masto: «Se una persona viene imposta è sopportata, se invece viene richiesta dall’azienda questa può anche fare carriera. Non dimentichiamoci che in alcuni casi fortunati la posizione di centralinista può essere il trampolino per spendere al meglio i propri talenti. La cosa importante è permettere alle persone di far vedere quanto valgono».
L’incontro è stato anche un’occasione per uno scambio esperienze e per valutare (con dibattito acceso!) le conseguenze delle trasformazioni delle norme che regolano i trattamenti pensionistici.

Consapevoli della difficoltà del momento è emersa la necessità di tornare fare rete all’interno della categoria. Un tempo fra i centralinisti non vedenti esisteva una specie di catena telefonica tramite la quale ci si scambiava informazioni e ci si teneva aggiornati l’un l’altro. Oggi con le possibilità offerte dalle nuove tecnologie occorre ridare vita a questa tradizione, perché lo scambio di informazioni e di esperienze renderà più facile la risoluzione dei problemi.

Marco Rolando

I corsi di centralino all'Istituto dei Ciechi di Milano

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