Confermata la presenza dell'Istituto dei Ciechi a EXPO 2015

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Il concerto degli allievi dell'Istituto alla presenza della Regina nel 1881.

L'Istituto dei Ciechi non poteva mancare all'Expo 2015. Parteciperà con un grande mercato tattile che si snoderà al buio attraverso bancarelle di frutta e di verdura, per poi sfociare davanti a una grande parete bianca effetto choc. Sarà un «Dialogo nel buio» della durata di una quindicina di minuti quello che l'Istituto sorto nel 1840 offrirà ai visitatori di tutto il mondo.

Una presenza simbolica all'interno del Padiglione Italia, a dimostrazione di come i ciechi hanno sempre partecipato alle esposizioni internazionali, contribuendo a mettere in mostra le eccellenze del nostro Paese fin dalla fondazione dell'Istituto. «L'obiettivo - spiega il commissario, Rodolfo Masto - è mostrare il valore dell'attività svolta dall'ente ai fini dell'integrazione dei non vedenti nella società lavorativa».

L'archivio di via Vivaio è una miniera di ricordi, la cui regia è nelle mani di Enrica Panzeri, la responsabile, che ha ricostruito il filo delle esposizioni alle quali l'ente partecipò con entusiasmo: Torino nel 1869, Firenze nel 1861, Palermo nel 1892 e Arezzo nel 1882. Un discorso a parte meritano le esposizioni milanesi: «Costituivano una vera e propria vetrina - spiega Enrica Panzeri - infatti con la partecipazioni alle esposizioni nel contesto milanese si manteneva viva la benevolenza dei propri concittadini alla vista degli esposti che le allieve vanno facendo, si mettevano in mostra i progressi tiflologici conseguiti per il miglioramento dell'educazione dei non vedenti e si riceveva inoltre l'incoraggiamento nella prosecuzione della propria attività». Altra importante esposizione di Milano cui l'Istituto prese parte fu quella del 1906, la prima a carattere internazionale con sede in Italia e ricordata con il nome di Esposizione del Sempione poiché celebrava l'omonimo traforo ferroviario, simbolo del progresso scientifico e tecnologico che avrebbe collegato l'Italia col resto dell'Europa. Numerose anche le esposizioni estere: un'occasione per favorire lo scambio e il confronto con altri modelli e i migliori metodi educativi e didattici.

Tra le più importanti merita di essere citata l'Esposizione universale di Parigi nel 1855. Famoso il tappeto in lana confezionato dalle ragazze ricamatrici che venne realizzato con il disegno in rilievo che serviva loro da guida a cui si accompagnava una macchinetta per la scrittura realizzata dal macchinista Meravigli di Lodi, oggetti offerti poi in dono all'Istituto dei Ciechi di Parigi. Oltre a Parigi si registra la presenza dell'Istituto a Londra nel 1862, e all'esposizione industriale e di belle arti di Dublino, anno 1865.

di Rossella Verga
Articolo apparso sul Corriere della Sera del 30 settembre 2014

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