Celebrazioni partecipatissime nel tardo pomeriggio per i 185 anni dell’Istituto dei Ciechi di Milano, con istituzioni e cittadini riuniti per rendere omaggio alla sua storia. Presentato il documentario “Dalla parte del bene” e rinnovato l’impegno verso un futuro di inclusione e responsabilità condivisa.
Si sono svolte ieri , nel pomeriggio del 10 dicembre 2025, le celebrazioni per il 185° anniversario dalla fondazione dell’Istituto dei Ciechi di Milano, una ricorrenza che ha assunto il valore di una grande festa civica. La manifestazione ha messo al centro la tradizione filantropica milanese, l’impegno per l’inclusione e il ruolo culturale dell’ente, che dal 1840 rappresenta un punto di riferimento per l’educazione, la formazione e l’autonomia delle persone non vedenti.
La città e le istituzioni hanno risposto con una partecipazione calorosa, testimoniando la vicinanza a una realtà che incarna l’autentico spirito ambrosiano. Fra le autorità che hanno preso parte all’evento c’erano il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il prefetto Claudio Sgaraglia, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, il presidente dell’UICI Mario Barbuto e l’Arcivescovo di Milano Mario Delpini.
La manifestazione si è aperta con un concerto della Fanfara del Terzo Reggimento Carabinieri, che con un sorprendente repertorio, ha introdotto una celebrazione scandita da interventi istituzionali e caratterizzata dalla presenza di numerosi amici e sostenitori dell’Istituto. La risposta del pubblico è stata tale che ai 200 posti disponibili della Sala Barozzi è stato affiancato un allestimento aggiuntivo nel cortile, per consentire la partecipazione a tutti.
Il documentario “Dalla parte del bene”: un viaggio nella filantropia milanese
Il momento centrale della manifestazione è stato la presentazione del documentario Dalla parte del bene, realizzato da Enrico Rotondi e Piero De Vecchi e dedicato alla storia della filantropia che ha reso possibile la nascita e la crescita dell’Istituto. Il cortometraggio ripercorre vicende e figure che hanno sostenuto l’ente, da alcune grandi personalità dell’Ottocento fino ai benefattori meno noti.
Ai partecipanti è stato distribuito un opuscolo che anticipa una più ampia pubblicazione sui benefattori dell’Istituto, prevista per il 2026 con lo stesso titolo
In apertura, il presidente dell’Istituto Rodolfo Masto ha ricordato come «questo traguardo non sia solo l’occasione per celebrare il passato ma, soprattutto, per guardare al futuro e alle sempre attuali necessità dei non vedenti». Masto ha poi richiamato alcune figure emblematiche emerse dalle ricerche d’archivio, tra cui la principessa Sissi, che in occasione del matrimonio con l’imperatore Francesco Giuseppe donò una cospicua somma rimanendo in contatto con l’ente, e Carlo Mozart, figlio del compositore Wolfgang Amadeus, che visse a Milano come impiegato contabile e lasciò all’Istituto tutti i suoi beni, nominandolo erede universale.
Masto ha inoltre ricordato il ruolo pionieristico dell’ente nell’introduzione del codice Braille: nel 1863 l’Istituto di Milano fu il primo in Italia ad adottarlo stabilmente nell’insegnamento, avviando una rivoluzione educativa che ha segnato generazioni di studenti ciechi.
I saluti istituzionali
Nel suo intervento, il prefetto Claudio Sgaraglia ha sottolineato il valore sociale dell’Istituto: «Ultimamente si tende a parlare tanto di Milano come di una città violenta, poco sicura. Ma storie come quella di questo Istituto che oggi, anche con il sostegno di tanti giovani, continua a lavorare seriamente per l’inclusione, restituiscono finalmente fiducia e sono di ispirazione per tutti».
Il sindaco Giuseppe Sala ha messo in evidenza il ruolo dell’ente nella costruzione dell’inclusione a Milano: «L’Istituto dei Ciechi ha saputo dimostrare in 185 anni quanto sia possibile costruire inclusione reale, facendo dei non vedenti cittadini di serie A». Sala ha ricordato l’esperienza del “Mercato al buio” realizzata durante Expo 2015 nel Padiglione Italia, ispirata a Dialogo nel Buio: «Un’iniziativa straordinaria che mostrava come il buio potesse diventare conoscenza». Il sindaco ha ribadito l’importanza del lavoro come strumento di autonomia e ha rivolto un appello ai cittadini: «C’è bisogno di passaparola. Ognuno di noi deve raccontare cosa accade qui e il valore di esperienze come Dialogo nel buio».
Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha espresso il proprio riconoscimento: «È un grande onore, un piacere e un orgoglio per la nostra Regione avere l’Istituto. Avete saputo accogliere e innovare, permettendo a molte persone di sentirsi membri attivi della comunità. Regione Lombardia collabora costantemente con l’Istituto attraverso progetti che ci danno entusiasmo. Auguro una vita futura piena di successi come questi primi 185 anni».
L’intervento dell’Arcivescovo Delpini
L’Arcivescovo Mario Delpini ha offerto una riflessione ampia sul senso della fragilità e sulla responsabilità collettiva, osservando che la domanda evangelica su “chi sia il colpevole” di una disabilità è una distorsione antica e ancora diffusa. Ha invitato a considerare il bisogno dell’altro come una chiamata: «Oggi non si tratta più di fare beneficenza, ma di riconoscere che la società è costituita dal contributo di ciascuno». Delpini ha inoltre evidenziato il ruolo educativo delle esperienze al buio, «particolarmente formative per giovani e adolescenti», auspicando la crescita di una cultura in cui la città sia una comunità e non un semplice agglomerato di individui.
Le donazioni finali e l’appello alla tutela della percezione tattile
La cerimonia si è conclusa con la consegna alle autorità di alcune tavole tattili raffiguranti architetture simboliche di Milano: Palazzo Marino al sindaco Sala, l’Arco della Pace al presidente Fontana e il Duomo all’Arcivescovo Delpini. Si tratta degli stessi strumenti didattici realizzati dall’Istituto e distribuiti ai giovani studenti ciechi per supportarli nello studio.
A margine della consegna, Masto ha rivolto un ultimo appello: «Oggi le opere d’arte nei musei non si possono più toccare, ma nulla può sostituire la percezione tattile. Aiutateci in questa battaglia».
Le celebrazioni per i 185 anni dell’Istituto si sono così chiuse all’insegna di un messaggio forte: l’inclusione non è solo memoria del passato, ma un progetto collettivo che Milano continua a costruire giorno dopo giorno.
Marco Rolando
