Anna e Roberto: due storie di straordinaria normalità

Postato in Istituto dei Ciechi

Roberto insegna storia moderna e conduce una vita autonoma: «Mi meravigliano i disagi che si creano negli altri nel vedermi» come il barista che chiede a sua moglie e non a lui cosa vuole da bere. E poi si stupisce di come persone non vedenti vengano accusate di essere falsi invalidi semplicemente perché smanettano con lo smartphone o si muovono da soli nella loro città.
Anna e Roberto sono i protagonisti di due nuovi cortometraggi realizzati dall'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti abbattere un po' di stereotipi e pregiudizi che riguardano la condizione di chi non vede.

Il convegno Storie di straordinaria normalità, tenutosi presso l'Istituto dei Ciechi di Milano il 22 marzo 2014Le "docufiction" sono state presentate all'incontro "Storie di ordinaria normalità", organizzato il 22 marzo 2014 presso l'Istituto dei Ciechi di Milano con lo scopo di far conoscere meglio le capacità e le competenze dei disabili visivi, troppo spesso giudicate come un qualcosa di "straordinario" o eccezionale dal sentire comune. Durante l'evento Luisa Bartolucci, componente dell'Ufficio di presidenza dell'UICI nazionale, ha spiegato il perché di questo lavoro: «Ci siamo resi conto che i mezzi di comunicazione di massa vanno a colpire alcuni aspetti della disabilità in modo casuale, spesso pubblicando i casi di cronaca di persone accusate di essere falsi invalidi quando invece sono davvero ciechi» Dice la Bartolucci, sottolineando che la gran parte delle perone non conoscono le potenzialità e le capacità di chi ha un handicap visivo. In questo senso poco fanno i mezzi di comunicazione tradizionali per colmare questa lacuna ed ecco la necessità di proporre questi video della regista Arianna dell'Arti. Tanto più che sembra essere cambiato poco da un'indagine condotta vent'anni fa dalla Doxa per conto dell'UICI da cui emergeva una diffusa ignoranza circa le problematiche e le specificità della disabilità visiva.
Queste storie ci consegnano un'immagine dei non vedenti positiva, e suggeriscono ai ciechi ma soprattutto a chi vede che si possono raggiungere obiettivi di alto livello anche con la disabilità se vi è il contesto giusto. Là dove i servizi funzionano e gli oratori sanno fare il loro mestiere, i ciechi possono infatti vivere la propria vita con normalità. Una normalità che agli altri può sembrare straordinaria.

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Anna

Roberto

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