La riunione (al buio) dell’Ordine degli avvocati

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Iniziativa della categoria professionale all’Istituto dei ciechi. «Uno stimolo a riflettere»

Gli avvocati dell'Ordine milanese all'ingresso di Dialogo nel BuioAvvocati al buio, in via Vivaio. Il consiglio dell’Ordine meneghino ha sperimentato ieri la prima riunione fuori da Palazzo di giustizia, tra le mura di «Dialogo nel buio» all’Istituto dei ciechi. I legali si sono avventurati in una parte del percorso sensoriale senza luci. Poi la discussione dei temi all’ordine del giorno, in una sala preparata ad hoc: tavoli disposti a ferro di cavallo, bozze di delibere tradotte in braille e lette da un collaboratore non vedente, Franco.

Due ore in cui si è parlato di formazione, innovazione nel settore e di temi etici. Spiega il presidente dell’Ordine Remo Danovi: «Una riunione che ci ha fatto sentire più vicini e ci ha permesso di lavorare con grande sintonia». Mentre l’avvocato Silvana Turri parla di «una seduta disciplinata, in cui il buio ci ha invitato a pesare le parole, perché amplifica l’ascolto». Aggiunge però di aver provato «angoscia, come se fossimo in una cella», a causa dell’oscurità totale.

La riunione è una tappa del dialogo in corso con l’istituto dei Ciechi: è allo studio uno sportello di orientamento legale (l’Ordine gestisce già una rete sul territorio) con attività di tutoring per i non vedenti che sognano una carriera con la toga forense. Per Rodolfo Masto, commissario straordinario in via Vivaio, bisogna «superare gli stereotipi» e supportare i giovani che vogliono studiare giurisprudenza, ambito che ancora presenta difficoltà per i ciechi. «Abbiamo risposto con grande entusiasmo all’iniziativa — spiega —, come segno della nostra collaborazione con la città». Il commissario lancia poi un appello: «È il momento di riscoprire i soggetti illuminati che hanno reso grande Milano e dare vita a nuove proposte di solidarietà».

di Sara Bettoni
dal Corriere della Sera 13/07/2017