«Investire sulle competenze Ict»

Postato in Istituto dei Ciechi

Il convegno Aica presso la Sala Barozzi dell'Istituto dei Ciechi«All’interno di un mercato del lavoro in continua evoluzione, le nuove tecnologie permettono anche ai non vedenti di integrarsi e di svolgere attività avanzate, come mai prima d’ora». Con queste parole Franco Lisi, Direttore Scientifico dell’Istituto dei Ciechi di Milano ha aperto il convegno “Digital for Job”, organizzato il 27 ottobre dall’Associazione Italiana per l’informatica e il Calcolo Automatico presso la sede dell’Istituto dei Ciechi. La scelta del luogo appare quanto mai azzeccata: lo studio e lo sviluppo delle tecnologie digitali ha un impatto decisivo sulla vita di chi non vede, ma soprattutto - come è stato sottolineato da Lisi - la questione dell’accessibilità digitale è sostenuta con forza sia dall’Istituto dei Ciechi sia dall’Aica.

Alla Convention sono stati presentanti i risultati di una indagine sul futuro del lavoro condotta da SDA Bocconi, dalla quale è emerso che la risposta a chi teme la trasformazione digitale è investire sulle competenze ICT.

Punto di partenza di questa riflessione è stata la presentazione dei risultati dell’indagine “Il futuro del lavoro. Tecnologie informatiche e occupazione” condotta dalla SDA Bocconi nell’ambito di un più ampio progetto di ricerca sul futuro del mercato del lavoro nell’era digitale promosso da AICA e svolta in collaborazione con AIDP e ALDAI-Federmanager. La rapida diffusione delle nuove tecnologie digitali e in particolare l’affermarsi della cosiddetta industria 4.0 stanno infatti spostando sempre più le attività delle aziende verso processi altamente automatizzati con inevitabili ricadute sul mondo del lavoro. Si è quindi voluto ascoltare con interviste in profondità il punto di vista di 115 responsabili delle risorse umane scelti fra i soci di AIDP, poco più della metà dei quali attivi in aziende medio-grandi del settore manifatturiero.

In termini di occupazione, secondo gli intervistati l’impatto della digital transformation non comporterà nel medio termine disoccupazione: per il 54% infatti, come avvenuto anche in passato, a fronte dei cambiamenti generati dalle innovazioni tecnologiche si svilupperanno nuove opportunità lavorative. Di contro, secondo il 71%, si deve cominciare a riflettere su nuove modalità di organizzazione del lavoro, in quanto tra i prossimi 5 e 10 anni si prevede una riduzione permanente del lavoro, dovuta all’innovazione basata su ICT.

Nodo centrale emerso dall’indagine è il ruolo giocato delle competenze lavorative: se da una parte il tasso di obsolescenza delle competenze a fronte della diffusione massiccia dell’innovazione tecnologica sarà rapido per il 64% dei rispondenti, dall’altra parte la capacità media di adeguarsi sarà assicurata grazie al combinato disposto del contributo dei “nativi digitali” (36%) e della maggiore facilità d’uso della tecnologia (58%). Risulta dunque importante la conoscenza delle tecnologie da parte delle aziende, in primis del cloud e a cascata l’Internet delle Cose, le macchine intelligenti, il 3D e la robotica; ma ancor di più importante per la quasi totalità degli intervistati (92%) la progettazione organizzativa in azienda dovrà puntare decisamente all’impiego delle tecnologie, con la conseguente attribuzione di un peso sempre maggiore al possesso di competenze tecnologiche come elemento cardine nel bilancio complessivo delle skill (84%) e per la selezione e valutazione delle persone (76%).

«La formazione scolastica e universitaria prima e l’aggiornamento professionale poi sono la risposta al timore che la trasformazione digitale sostituisca al lavoro delle persone il lavoro di macchine sempre più autonome e intelligenti. La chiave è comprendere e dominare il cambiamento, preparare le persone a un nuovo mondo del lavoro e dare loro strumenti culturali e operativi» spiega il Presidente di AICA Giuseppe Mastronardi. «Investire in questa progettualità e nella costruzione di una cultura digitale è importante tanto quanto investire in asset materiali o tecnologie. È questo il messaggio che lanciamo da oltre 50 anni come associazione ed è per questo che continuiamo ad aggiornarci e far evolvere le nostre iniziative».

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