2015, l'anno più difficile per l'integrazione

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I soci premiati per i cinquant'anni di sodalizioE' la crisi di valori nella nostra società, più che quella economica, a minacciare i modelli di intervento che fino ad oggi hanno permesso alle persone non vedenti di studiare, di formarsi e di inserirsi nella società come cittadini a pieno titolo.

E' questo uno dei passaggi chiave della Relazione morale sull'attività della sezione milanese dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti nell'anno 2015, approvata all'unanimità dai soci all'assemblea ordinaria di sabato 30 aprile.

Nella magnifica cornice dalla Sala Barozzi dell'Istituto dei Ciechi di Milano si sono così ritrovati i soci di diverse generazioni, per portare avanti, con coraggio e determinazione, la difesa degli inalienabili diritti delle persone che non vedono.

Al tavolo dei relatori sedevano Rodolfo Masto (presidente UICI Milano) Franco Lisi (vicepresidente), Nicola Stilla (presidente regionale) e Katia Caravello (consiglio nazionale UICI) che ha presieduto l'assemblea.

A testimoniare la loro vicinanza al mondo dei ciechi c'erano rappresentanti delle istituzioni e candidati alle prossime elezioni comunali.

Giuseppe Sala interviene all'Assemblea dell'UICI.Ha portato i propri saluti il candidato alla carica di sindaco Giuseppe Sala, il quale ha ricordato la visita effettuata qualche giorno prima a Dialogo nel Buio: "Sono uscito dall'esperienza con due idee precise - ha detto il manager - primo: tutte le volte che si trova un modo per dare lavoro a chi abbia una difficoltà si riduce il costo sociale a carico della comunità; secondo: viviamo in città belle ma complesse e dobbiamo fare nostra la battaglia quotidiana per l'abbattimento delle barriere architettoniche e culturali".

Sono intervenuti l'ex assessore leghista alle politiche sociali Roberto Bernardelli, che ha sottolineato come l'anima di Milano non risieda solo nel Quadrilatero della moda ma in quei servizi fondamentali che vanno incontro ai bisogni dei cittadini più fragili.

L'ex assessore alle politiche sociali Roberto Bernardelli.Sul palco di Sala Barozzi è salita anche l'onorevole Mariastella Gelmini, impegnata nella corsa elettorale a fianco di Stefano Parisi, che ha condiviso il principio riportato nella convenzione ONU del "Niente su di noi senza di noi", mettendo sul tavolo il proprio impegno per rendere Milano una città senza barriere, in grado di offrire la possibilità a ogni persona di esprimere i propri talenti.

Lunga e articolata è stata la lettura della relazione morale, che ha toccato le principali problematiche che quotidianamente vivono le persone che non vedono: dai servizi di accompagnamento ai progetti per la mobilità e l'autonomia, dal diritto allo studio (il 2015 è stato "l'anno terribile" in materia di integrazione scolastica) alla crisi economica che continua a causare una significativa riduzione del numero di ciechi occupati.

Non poteva mancare un accenno alla recente sentenza del Tar della Lombardia, che ha accolto il ricorso dell'UICI nei confronti della Città Metropolitana di Milano, stabilendo l'imprescindibilità dei servizi tiflolo-pedagogici e tiflo-informatici rivolti agli alunni disabili visivi, come garanzia del fondamentale diritto allo studio.

Mariastella GelminiFra le attività messe in luce dalla relazione ci sono gli oltre novemila accompagnamenti effettuati nel 2015, un servizio questo che garantisce un altro diritto fondamentale di ogni cittadino, quello alla mobilità.
A questo proposito è stata rivendicata l'azione dei ciechi milanesi nell'individuare 11 percorsi accessibili ai luoghi simbolo della città in occasione di EXPO 2015. Un'iniziativa che ha permesso a Milano di vincere il premio "Access City Award 2016" assegnato dalla Commissione europea e dall’“European Disability Forum” per aver posto in atto buone pratiche in tema di accessibilità per le persone con disabilità motorie e sensoriali.

Al di là degli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche, rimane comunque fondamentale il lavoro culturale svolto dall'Unione per superare fenomeni di maleducazione e inciviltà.

Sul fronte del lavoro domina la crescita della disoccupazione che ha inevitabilmente coinvolto il settore giovanile con il conseguente mancato inserimento professionale delle categorie protette. Ad aggravare la situazione c'è il progressivo smantellamento dei tradizionali centralini, un fenomeno, questo, che ha sorprendentemente coinvolto sia il settore privato che quello pubblico.

La votazione della Relazione morale L'auspicio del presidente Rodolfo Masto è uscire dalla stereotipia delle professioni tradizionalmente riservate ai ciechi in modo da “garantire ai nostri giovani vere opportunità professionali in linea con gli studi effettuati e con i sogni che buona parte di loro esprimono”.
Il mondo che si vorrebbe è quello dove non importa se hai gli occhiali scuri o se arrivi in ufficio con il bastone bianco, ma dove conta soprattutto la professionalità che esprimi.

 

Marco Rolando

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