Premio “Vision For Equality” 2015

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Unione Europea dei Ciechi - Bando di concorso

La European Blind Union, in qualità di ONG europea che rappresenta i non vedenti e gli ipovedenti in Europa, invita a presentare candidature per la seconda edizione del premio "Vision for Equality ". Ai vincitori verranno consegnati un attestato e un’opera d'arte di un artista non vedente in occasione dell’Assemblea Generale dell’EBU.
Il premio viene attribuito a organizzazioni, istituzioni, esponenti del mondo politico, imprese o singoli individui europei in riconoscimento del loro impegno e del loro continuo sforzo per la difesa e la promozione dei diritti e a favore del miglioramento della situazione delle persone cieche e ipovedenti.

Chi può concorrere

Sono ammesse alla selezione candidature di organizzazioni, istituzioni, esponenti del mondo politico, imprese o singoli individui europei che abbiano lavorato in modo attivo e propositivo per:

  • Il riconoscimento delle esigenze specifiche e delle aspirazioni delle persone cieche e ipovedenti e della loro piena inclusione sociale
  • La promozione della piena partecipazione delle persone cieche e ipovedenti in ogni aspetto della vita (ad esempio attraverso la parità di accesso all'istruzione, alla formazione professionale, al lavoro, ai beni e servizi, alle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione, alle attività ricreative, ecc)
  • La rimozione delle barriere di carattere culturale, sociale, economico, politico o delle barriere architettoniche che ostacolano le pari opportunità per le persone cieche e ipovedenti

Procedura e linee guida

Chiunque può sottoporre la candidatura di un individuo o di un’organizzazione compilando il relativo modulo.
Le auto-candidature da parte di individui o organizzazioni non saranno accettate.
Le persone e/o organizzazioni indicate nelle referenze dovranno aver dato il loro consenso in proposito.
Le candidature per il Premio dovranno pervenire all’Unione Europea dei Ciechi entro il 31 dicembre 2014.
La selezione del candidato vincente è fatta dalla Giuria del Premio “Vision for Equality”, le cui decisioni sono inappellabili.
Qualsiasi documentazione allegata al modulo di candidatura dovrà essere in fotocopia dal momento che non verrà restituita.
Nel caso che il candidato raggiunga la fase finale del processo di selezione, l’EBU si riserva il diritto di chiedere ulteriori informazioni e documentazione riguardanti il candidato stesso.
Il modulo di candidatura per il Premio dell’EBU qui allegato deve essere compilato e inviato all’Ufficio EBU di Parigi entro il 31 dicembre 2014 al seguente indirizzo:

European Blind Union
6 rue Gager-Gabillot
75015 Paris(France)
e-mail: ebu@euroblind.org

Per chiarimenti contattare il sig. Mokrane Boussaid, Direttore dell’Ufficio EBU di Parigi: ebu@euroblind.org

Scarica il modulo

Decalogo accessibilità per Expo 2015

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Pavimentazione tattile in esposizione su un banco.

Non basta costruire qualche scivolo per rendere un luogo accessibile alle persone con disabilità. Ci vuole molto di più. Basta leggere il decalogo delle linee guida, preparato da un gruppo di associazioni in vista di Expo 2015, per rendersene conto. "L'organizzazione di un evento inclusivo richiede attenzione ai singoli problemi che le persone possono incontrare e che molti problemi, anche se non tutti, possono essere risolti con interventi che richiedono solo una reale attenzione alle necessità di tutti", si legge nell'introduzione alle linee guida, che sono state presentate durante il convegno conclusivo della tre giorni "Per un'Expo 2015 aperta, inclusiva e accessibile", organizzata alla Fabbrica del Vapore da consorzio sociale Light e Fondazione Cascina Triulza, in collaborazione con Comune e Provincia di Milano. Dai percorsi per i ciechi e gli ipovedenti, agli accorgimenti per i punti informativi, ai suggerimenti per le segnalazioni d'emergenza, il decalogo è il frutto del lavoro di numerose associazioni che si occupano di disabilità.

1) Gli scivoli servono a tutti. "La mancanza di barriere architettoniche è importante anche per altri gruppi di persone" si legge nel decalogo. Per esempio, per gli anziani o per le donne in gravidanza.

2) La segnaletica. Oltre alla normale segnaletica "è necessario che i percorsi siano organizzati in modo semplice per poterli visualizzare mentalmente, che si ponga cura ai materiali con cui sono realizzati, ad esempio variando la qualità della superficie per distinguere le varie componenti, e che si utilizzino indicatori tattili".

3) Attenzione all'arredamento degli spazi. Per esempio, gli accessori dei bagni devono essere di colori contrastanti per essere visibili anche agli ipovedenti.

4) Attrezzature tecnologiche. Distributori di cibi e bevande, totem informativi e altri impianti automatici devono prevedere sia l'audio per i ciechi sia visualizzazioni per i sordi.

5) Materiali informativi. Attenzione a rendere fruibile per tutti i siti internet, i materiali stampati e i video (con la sottotitolazione per i sordi e la descrizione delle scene per i ciechi).

6) Altezza dei banchi. Devono essere in una posizione visibile e accessibile, anche da chi è su una sedia a rotelle. Dovrebbero essere sempre dotati di materiali informativi in braille. E comunque il personale che è ai banchi informativi deve ricevere un'apposita formazione.

7) Segnaletica tattile e audio. Le indicazioni per raggiungere un luogo e quelle che spiegano la funzionalità di uno spazio, oltre ad essere chiare devono essere anche in forma visiva ingrandita e in forma tattile.

8) Durante i convegni. Assicurarsi che sia disponibile un'interprete della lingua dei segni o una sottotitolazione in tempo reale.

9) Sicurezza. I sistemi di allarme non possono essere solo sonori, ma anche visivi. Devono anche essere ripetuti sui sistemi elettronici fissi e mobili.

10) Formazione del personale. Ci deve essere comunque personale formato, in grado di superare eventuali problemi o difficoltà che incontrano le persone con disabilità.

Tiflopedagogia in azione: l’Unità Didattica

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L’unità didattica insieme all’osservazione sistematica è lo strumento metodologico che più permette ai docenti di riflettere sul processo di apprendimento del bambino disabile visivo e sui suoi bisogni educativi specifici.
Con le sue variabili da compilare interroga gli educatori e li stimola ad approfondire su cosa sa fare nelle diverse aree, quali sono le abilità già acquisite, gli obiettivi da raggiungere e le modalità didattiche da scegliere.
Permette attraverso la sua stesura una selezione consapevole dei materiali educativi da proporre e delle proposte didattiche adeguate per il raggiungimento dell’obiettivo definito e una corretta valutazione in itinere dell’apprendere.
Nella letteratura pedagogica troviamo diversi modelli di Unità Didattica, ma per una loro corretta compilazione è importante definire ed utilizzare le seguenti categorie educative:

Obiettivi formativi specifici: sono i risultati attesi alla fine di un intervento educativo svolto in un tempo definito.

Indicano ciò che deve saper fare l'allievo al termine del processo, devono quindi essere traducibili in prestazioni.
Richiedono coerenza e realizzabilità rispetto ai livelli di partenza e al tempo a disposizione, osservabilità e verificabilità.

Competenze: indicano le prestazioni, capacità, abilità, i risultati attesi.

Sono i comportamenti visibili, controllabili, verificabili compiendo i quali il bambino dimostra di aver raggiunto l'obiettivo.

Aree di sviluppo: si riferiscono agli aspetti del processo evolutivo del bambino che corrispondono alle aree di intervento educativo.

Prerequisiti: riguardano i livelli di partenza del bambino o del gruppo; sono le abilità già raggiunte all'inizio di un'attività didattica (per es. sono i risultati dell'Unità Didattica precedente). Vanno esplicitati, suddivisi per aree, ed espressi in termini di capacità.

Contenuti: definiscono l'argomento, l'ambito all'interno dell'area in cui si inseriscono le proposte. Le proposte operative sono l’elencazione organica delle esperienze che si intende far condurre ai bambini, per portarli ad acquisire le competenze in cui è scomposto l'obiettivo specifico.

Sviluppo metodologico: riguarda gli aspetti di tipo organizzativo, modalità, tempi, spazi, materiali che consentiranno di realizzare le proposte operative. Devono essere definiti in anticipo per essere predisposti.

Materiali
Lista dei materiali utilizzati nelle attività didattiche per il raggiungimento degli obiettivi individuati nella Unità Didattica.

Tempi
Si riferisce alla durata dello svolgimento dell'Unità Didattica.

Vai all'unità didattica "Il drago e la musica cinese"

Paola Bonanomi
Responsabile Centro di Consulenza e ricerca Tiflopedagogica per la disabilità visiva nell’età evolutiva

Settima giornata nazionale del Braille

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Il Braille può farti volare

Venerdì 21 febbraio alle ore 10.30 presso la Sala Barozzi dell’Istituto dei Ciechi di Milano, l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, il Club Italiano del Braille e l’Istituto dei Ciechi di Milano celebrano la VII Giornata Nazionale del Braille, proponendo un interessante convegno che vedrà la partecipazione, tra gli altri, di Gian Antonio Stella, scrittore e editorialista del Corriere della Sera, Nicola Stilla, presidente del Consiglio Regionale Lombardo dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e del Club Italiano del Braille, Giancarlo Abba e Franco Lisi, rispettivamente direttore scientifico e responsabile del Centro Informatico dell’Istituto dei Ciechi di Milano, Giuseppe Castronovo, presidente della Stamperia Braille di Catania e dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità.

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Contatti

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Direttore responsabile
Rodolfo Masto
Presidenza

Redazione
Marco Rolando
Redazione

Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano
Via Vivaio 7
Cap. 20122
Tel. 02 77 22 61

 

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