Tutti a scuola

on . Postato in Istituto dei Ciechi
Ida Morello, Raffaele Ciambrone, Marco Bussetti, Luigi D'Alonzo, Rodolfo Masto

Si è svolto in uno dei luoghi simbolo dell’integrazione scolastica l’incontro rivolto ai dirigenti degli istituti della nostra provincia sui temi dell’inserimento degli alunni con bisogni educativi speciali.

Presso l’Istituto dei Ciechi, infatti, sin dal 1920 la scuola italiana incontrava le organizzazioni sul territorio che cercavano di studiare i percorsi migliori per costruire un progetto educativo per le persone disabili. Lo ha ricordato Rodolfo Masto nel suo intervento di benvenuto, sottolineando come oggi «la scuola rimanga depositaria dei processi educativi che hanno portato molte persone non vedenti a essere protagoniste nella vita pubblica».

Il convegno - che aveva fra i relatori alcuni fra i maggiori esperti delle problematiche educative in Italia - è stato l’occasione per parlare di buone pratiche per favorire l’integrazione scolastica, evidenziando il ruolo strategico che hanno i dirigenti scolastici nella gestione di questo processo.

Molti i temi trattati, dalla relazione con le famiglie alla necessità di un raccordo tra scuola, territorio e servizi fino ai percorsi di orientamento per gli alunni disabili.

«La didattica inclusiva è in una situazione preoccupante» ha rilevato il professore Luigi D’Alonzo dell’Università Cattolica di Milano, snocciolando dati e numeri che indicano impietosamente le carenze dell’attuale sistema. Significativa la statistica sulla grado di felicità degli studenti italiani, che li colloca fra gli ultimi dei paesi sviluppati.

Vie d’uscita ne troviamo nella stessa scuola, ha detto d’Alonzo, come le due ore di programmazione didattica che si fanno tutte le settimane nella scuola primaria e che ne fanno un esempio di eccellenza nel panorama scolastico del Paese.

Luigi D'AlonzoDario Ianes, professore della Libera Università di BolzanoRaffaele Ciambrone, dirigente Miur All'Istituto dei Ciechi di Milano

Ha suscitato dibattito la proposta di Dario Ianes, professore della Libera Università di Bolzano, di ridimensionare il ruolo degli educatori specializzati, trasferendo alcune delle loro competenze agli insegnanti per la gestione, ad esempio, degli alunni affetti da autismo.

Di parere contrario il funzionario del Miur Raffaele Ciambrone, per il quale «non è così facile trasferire queste competenze, dal momento che non bisogna scambiare la didattica con la filosofia dell’educazione. Non c’è un manuale in questi casi, c’è la conoscenza dell’essere umano e su questa base si agisce con azioni di carattere educativo o didattico». La didattica inclusiva, insomma, per arrivare sia al bambino dotato sia quello che ha un ritardo maturativo, deve partire dall’antropologia.

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