Vivere da sordociechi in Italia

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La sordocecità in Italia

Relegati in casa, con un basso livello di istruzione, spesso con problemi motori e problematiche di insufficienza mentale. È la fotografia della condizione di buona parte delle persone sordocieche che vivono in Italia, fatta dal primo studio statistico del fenomeno effettuato in Italia. I risultati della ricerca “La popolazione Italiana con problemi di vista e udito” sono stati presentati lo scorso 22 giugno presso la sala stampa della Camera dei Deputati. Lo scenario che emerge è preoccupante. 

In Italia le persone affette da problematiche legate sia alla vista che all’udito sono 189 mila, pari allo 0,3% della popolazione. Un dato molto maggiore rispetto alle stime precedenti che contavano da 3 a 11 mila persone.

Oltre la metà (57%) di queste persone è di fatto confinata in casa, non essendo autosufficiente nelle più elementari necessità quotidiane (camminare, lavarsi, vestirsi). Molto spesso, infatti, alle disabilità di base si aggiungono problemi motori (5 volte su 10) o danni permanenti da insufficienza mentale (4 volte su 10).

La ricerca ricostruisce per la prima volta, attraverso la classificazione internazionale ICF che considera la disabilità come il risultato dell’interazione tra le condizioni di salute di un individuo e l’ambiente in cui vive, le reali dimensioni del fenomeno della sordocecità, fino a poco tempo fa sommerso e che sembrava riguardare solo poche migliaia di persone. Le uniche stime precedenti disponibili derivavano infatti da studi effettuati negli anni ‘70 su alcuni paesi Europei.

E, più in generale, inquadra anche un vero e proprio problema sociale diffuso, visto che le persone con disabilità sensoriale legata alla vista o all’udito (quando non convivono simultaneamente, dunque) sono 1 milione e 700 mila.  Di queste 9.855 sono minori iscritti alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado e rappresentano una quota dello 0,11% del totale degli alunni nell’anno 2014/2015. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di bambini e ragazzi che vivono una condizione estremamente complessa poiché associano al deficit sensoriale altre disabilità, come quella intellettiva, motoria, disturbo dello sviluppo del linguaggio, disturbi dell’apprendimento.

Alla conferenza stampa c’è stata anche la significativa testimonianza di Francesco Mercurio, già Presidente del Comitato delle Persone Sordocieche, che ha dichiarato: «Sono grato all’ISTAT perché finalmente ci siamo contati e siamo usciti da una dimensione di clandestinità. Io sono uno tra le poche persone che possono uscire e parlare, moltissimi di noi no. Ora c’è tanto lavoro da fare a cominciare dalla legge 107 del 2010 per i diritti delle persone sordocieche che necessita miglioramenti e piena attuazione».

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