Mass media e accessibilità: che l’ostacolo diventi opportunità

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Tastiera di un pc con scritta Access sul tasto di invio.

All'appuntamento erano presenti professionisti dell'informazione e associazioni del terzo settore tra cui l’Unione dei ciechi e degli ipovedenti della Lombardia e l'Ente nazionale dei sordi.

Il progresso tecnologico che sta investendo il sistema dell'informazione negli ultimi due decenni ha portato eccezionali trasformazioni. Televisione, radio e giornali perdono progressivamente quote di pubblico a favore di pc, smartphone e tablet.

È un processo che ha portato una disponibilità di informazioni enorme rispetto al passato, la cui velocità però rischia di tagliare fuori le persone con disabilità. Garantire l’effettiva accessibilità ai media deve essere dunque una priorità per chi opera nel settore: solo così si promuove una vera integrazione sociale.

Il tema è complesso e delicato, ancheperché con il termine "informazione" facciamo riferimento a una serie eterogenea di servizi come per esempio ottenere un certificato, effettuare un acquisto o prenotare un biglietto online. Inoltre la tecnologia progredisce a passi da gigante e a ogni innovazione corrisponde un mutamento dei criteri per definire l’accessibilità.

Il diritto all'accesso alle informazioni è stato sancito anche dalla Convenzione ONU, che prescrive agli stati che ne fanno parte di assicurare ai disabili la piena accessibilità a tutti gli strumenti della comunicazione scritta, sonora, semplificata e mediata. In Italia vi è già uno strumento legislativo che tutela il diritto all'accesso agli strumenti informatici ed è la cosiddetta Legge Stanca  (4/2004), che impone obblighi specifici a tutti coloro che offrono servizi di pubblica utilità. L'esperienza di molte persone con disabilità ci dice che non sempre queste norme vengono attuate. Tra coloro che più spesso si devono scontrare con il continuo progredire della tecnologia vi sono le persone non vedenti e ipovedenti. Lo ha ben evidenziato al convegno Nicola Stilla, presidente dell'UICI della Lombardia: «Se da una parte l’applicazione degli standard tecnici segna un livello necessario sotto il quale non è consentito scendere, gli utenti e le stesse amministrazioni avvertono che occorre andare oltre, coinvolgendo e persone interessate per mettere a punto una fruibilità, con prodotti usabili e di qualità».

La piena accessibilità non è obiettivo semplice ed è pertanto fondamentale fare rete, mettendo a frutto tutte le conoscenze e le esperienze a disposizione.
In tal senso l’Istituto dei Ciechi di Milano, con il proprio Centro Informatico, si pone come punto di riferimento scientifico, grazie alla costante ricerca di soluzioni che assicurino alle persone non vedenti e ipovedenti un concreto accesso ai mezzi d’informazione. Tra i vari progetti dell’Istituto, da segnalare il corso rivolto ai giornalisti e ai webmaster per apprendere le linee guida dell'accessibilità ai siti web.

«Rispetto ai siti web – ha sottolineato ancora Stilla  – meno attenzione è rivolta alla progettazione di interfacce per rendere disponibili news tramite gli smartphone e i tablet. E del resto, né la legge, né i decreti contengono con chiarezza le parole “anche tramite applicazioni mobili”, con la conseguente libertà da parte dei committenti di richiedere o meno che l’applicazione fatta realizzare sia effettivamente fruibile da parte di tutti, anche tramite le tecnologie assistive».

Il convegno di Milano ha rappresentato un’occasione di confronto fra esperti, ed è proprio questa la via da seguire: confronto e scambio di esperienze. Tanto più si metteranno a frutto le migliori esperienze, quanto più l’accessibilità ai mezzi d’informazione non rappresenterà più il mero rispetto di obblighi imposti dalla legge, ma sarà davvero un’opportunità da sfruttare da parte di tutti: da parte degli operatori, che potranno competere a tutto campo nell’offrire servizi completi e di alta qualità, e da parte degli utenti, che tramite il libero accesso saranno in possesso di un elemento in più per integrarsi appieno nella società.

Fonte UICI Lombardia

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